17 Gennaio 2013 7 commenti

Girls – Tra Golden Globe e seconda stagione di Chiara Minetti

Girls vince ai Golden Globe e parte con la seconda stagione

L’anno scorso terminavo così la recensione del pilot di Girls: “Girls ha interessato 400 mila spettatori, superiori alla media di rete ma ben lontano dai migliori successi HBO”. A distanza di nove mesi, Lena Dunham, creatrice e protagonista della serie, è riuscita ad aggiudicarsi due premi ai Golden Globes – miglior comedy e miglior attrice – battendo show del calibro di The Big Bang Theory e Modern Family e comedian della statura di Tina Fey (30 Rock) e Amy Poehler (Parks and Recreation).

Il merito di aver trasformato in nove mesi uno show quasi di nicchia in uno dei più significativi della tv americana è in gran parte della Dunham: in questi mesi è finita sulle copertine di tutti i giornali, ha venduto i diritti di un suo libro per una cifra che per decenza evito di riportare, e non si è fatta mancare nemmeno una capatina nello studio di Terry Richardson.

Il merito di Girls è della Dunham semplicemente perché senza di lei lo show non potrebbe esistere, un po’ come un film di Woody Allen è tale proprio perché dentro, fuori e intorno c’è Woody Allen.

Detto ciò, l’idea che Girls sia un prodotto comedy di grande livello è evidente anche dalla scrittura del primo episodio della seconda stagione. L’idea generale è quella di voler cavalcare quelli che sono stati riconosciuti da tutti come i punti forti della prima: innanzitutto il rapporto di Hannah con il suo corpo e in generale con la sessualità. Biancheria spaiata, perizomi, nudi quasi integrali, scene di sesso senza girarci troppo attorno. Il marchio di Girls è quello di aver affidato al personaggio meno scontato l’approfondimento di temi che in genere vengono delegati alla bella del gruppo: “I’m an individual and I feel how I feel when I feel it”,  in poche parole “Io sono così, non rompetemi i coglioni.”

Un secondo punto forte confermato in questa seconda stagione è la scelta di aver dato ad Adam, Charlie, Elijah e Ray la statura di personaggi a tutto tondo: gli uomini in Girls entrano ancora con più forza nel mondo delle protagoniste e sono tratteggiati non solo per esaltarle ma anche fornendo loro problemi molto personali.

Un terzo elemento è che le protagoniste, a partire da Hannah, in questa seconda stagione sono uguali alla prima ma vivono un momento della loro vita completamente diverso. La messa in scena è sempre quella di situazioni che fanno parte della vita quotidiana del target di riferimento: avere dei coinquilini, perdere un lavoro già precario, lasciare un fidanzato, emanciparsi dai genitori… Ma ad affrontarle ci sono dei personaggi più consapevoli inseriti in nuove dinamiche: Hannah non è più innamorata di Adam e non vive più con Marnie, Jessa è sposata, Shoshanna può finalmente dichiarare che “ha perso il suo imene: è stata deflorata ma non per questo può essere sottovalutata dai ragazzi”.

Diciamo che c’è stato un refresh molto ben calibrato che conferma tutte le belle cose che si erano dette della prima: la HBO ha fatto bene a rischiare e a sperimentare un prodotto comedy che qualcuno poteva additare come poco vicino al look della rete.

Alla consegna dei Golden Globes Lena Dunham ha ritirato il premio dicendo: “This award is for every woman who felt like there wasn’t a space for her. This show has made a space for me.” Agli americani piacciono gli eroi, piace Forrest Gump, piace Lena Dunham. Vedere che a farcela al liceo non è quella seduta al tavolo delle cheerleader e nemmeno quella seduta al tavolo delle (Mean) Girls. A farcela, per una volta anche nel mondo reale, è quella che si mangia due cheeseburger seduta al tavolo da sola, gustandosi i cetrioli per ultimi.

I Golden Globes negli Usa hanno un po’ quel sapore… Quelli molto famosi sono seduti vicino a quelli meno famosi, vecchi e giovani possono passare una bella serata a parlare di cinema e televisione, si beve gratis, si fa coming out e si finisce tutti un po’ sbronzi come a una sagra di paese. Non importa se sei grassa e ti sei appena laureata insomma, prendi questo premio e porta a casa, c’è spazio per tutti.

Se non l’avete vista recuperate la prima stagione di Girls, perché questa seconda – e non solo grazie alla Dunham – promette bene:

 



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