29 Agosto 2013 22 commenti

Un momento di raccoglimento – Tutte le serie tv cancellate nel 2012-2013 di Diego Castelli

Prendiamoci qualche minuto per riflettere

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Per sua natura, il serialminder è un entusiasta. Ok, può dispiacersi per la morte di un personaggio o la fine di una serie, ma sa che presto troverà altri protagonisti e altri telefilm con cui intrattenersi. Così, quando arriva la nuova stagione, il serialminder entusiasta non si capacita: guarda l’elenco delle nuove serie e dice “ma come è possibile che ci stiano tutte queste novità, se ci sono ancora praticamente tutte le serie che già seguivo e in più molte nuove sono state rinnovate”.

In realtà, il giovane serialminder ingenuo (ed entusiasta) non si rende conto che il suo infido cervello gli sta giocando un brutto tiro, facendogli dimenticare tutto ciò che nei mesi precedenti è finito e andato in pensione, in gloria o nel fango.

Così il Villa se ne esce con: “Perché non facciamo un bell’articolo sulle serie cancellate nel corso della stagione appena finita? Così, per iniziare in bellezza la nuova”.

Io, convinto dal cervello infido che sia un lavoretto da niente, dico: “ma che bella idea, perché no, lo faccio io in cinque minuti.”

E poi arriva l’elenco che vedete qui sotto.

Sì sì, proprio pochissima roba…
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30 rock cancellataLE SERIE CHE CI DISPIACE PROPRIO
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30 Rock: Siamo ancora in lutto.
Fringe: Una delle serie che ci ha fatto esaltare di più in questi anni. Un colpo duro, la serie che riusciva saltare lo squalo in continuazione, senza rovinarsi mai.
1600 Penn: Una sitcom non certo clamorosa, ma con un unico personaggio (Skip) che avremmo voluto vedere in onda per sempre.
Boss: Una prima stagione bomba, una seconda un po’ meno fulminante, ma la cancellazione di Boss ci ha comunque lasciato senza un prodotto di grande spessore. Troppo difficile persino per la cable.
Bunheads: Sarà che non sono un esperto di Gilmore Girls, e quindi non potevo fare chissà quale paragone al ribasso, ma a me la nuova serie di Amy Sherman Palladino è piaciuta proprio. Frizzante, delicata, divertente in un modo tutto suo, con tante brave attrici e una scrittura ispiratissima. Sembrava andasse bene, tanto da allungare la prima stagione, e poi il baratro.
CSI:NY: Non perché non se ne potesse fare a meno eh, e sapete che io non sono un grande fan del genere crime. Però hanno cancellato Miami, ora NY, e prima o poi se ne andrà anche l’originale. E ci sembra che un mondo seriale senza CSI, che magari non guardi mai ma sai che c’è, sia un po’ più povero.
Don’t Trust The B—- in Apartment 23: Al di là che sono proprio di parte perché l’adoravo, la cancellazione di Apartment 23 toglie di mezzo una comedy un po’ diversa dalle altre, con bravi attori e diverse buone idee. Poi non sempre girava tutto per il verso giusto, ma andiamo, un po’ di comprensione perdio!
Enlightened: la verità è che né io né il Villa abbiamo seguito questa serie oltre i primi due-tre episodi. Però ci avevano detto che migliorava di brutto con l’andare delle settimane, quindi aspettavamo solo il momento adatto a fare il recuperone. Però ora la cancellazione ci ha tolto ogni spinta, peccato.
Go On: La cancellazione di Go On fa male perché è arrivata un po’ inaspettata. Si pensava che stavolta Matthew Perry fosse davvero riuscito a ingranare la sua prima serie post-Friends. Invece niente, tutti a casa anche quest’anno. Peccato, perché Go On era una serie tenera e divertente, e ci faceva felici.
Guys with Kids: Delle sitcom “normali”, quelle senza un concept particolarmente originale o idee comiche rivoluzionarie, era comunque quella che mi piaceva di più. Arrivati quasi a settembre, mi rendo conto che mi spiace non rivederla in palinsesto.
Monday Mornings: Personalmente, tra le novità niente mi dispera come la cancellazione di Monday Mornings. Un medical diverso, splendidamente interpretato, personaggi precisi e ben caratterizzati, una ricerca visiva tutta particolare e una sceneggiatura mai banale. Credo fosse una serie troppo strana per la tv generalista, dove i medici di solito salvano le vite più che sbagliare, e di certo non passano tutto quel tempo a parlare dei proprio errori e dell’etica professionale. Di dottor House – così nuovo e provocatorio e insieme così di successo – ce n’è uno solo.
Smash: prima stagione davvero bella, seconda leggermente meno ficcante, ma comunque abbastanza ben fatta da meritarsi un’altra chance, specie considerando che di telefilm musical ce ne sono pochi e alcuni ormai li rinneghiamo (vedi Glee). E invece nisba, tutti a casa.
Spartacus: una storia epica, battaglie campali, e un finale amarissimo. Una serie bella e sfortunata, che forse non poteva davvero proseguire oltre, ma che ha comunque lasciato un gran vuoto.
The Office: A dirla tutta qui a Serial Minds non siamo profondi conoscitori di The Office, siamo più appassionati del suo figlio spirituale Parks & Recreation. Detto questo, The Office è uno di quei telefilm che non dovrebbero mai sparire dalla tv.
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Vegas cancellataLE SERIE CHE IN FONDO NON CE NE FREGA NIENTE
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666 Park Avenue: Partita con grandi aspettative come la prima serie post-Lost di Terry O’Quinn (che bella parola post-Lost, tra l’altro), si è rivelata un mistery-horror a tratti accattivante, ma incapace di dare al pubblico generalista i brividi di piacere che American Horror Story regala ai clienti della pay tv. E alla fine è scivolata via dal palinsesto.
Animal Practice: Una comedy veterinaria di livello medio-basso, con qualche gag carina ma troppe scene inutili. Non serviva.
Ben & Kate: Un’altra sitcom tutto sommato graziosa, ma incapace di alzarsi adeguatamente oltre la media. Sarà anche che il pubblico di FOX è abituato a prodotti più graffianti (vedi i vari Simpsons e Family Fuy) e questa l’ha un po’ schifata.
Cult: Una serie che vuole fare Lost meets The Following, e cerca di farlo su CW? Dai, non scherziamo…
Deception: Vuoi fare un incrocio tra Revenge e Scandal quando ci sono ancora sia Revenge che Scandal. Non una mossa da geniacci, ecco.
Do no harm: Fallisce anche la trasposizione medicale di dottor Jekyll e Mr Hyde, una serie ambiziosa e con qualche spunto interessante, ma alla fine commercialmente debole come quasi tutti i telefilm basati su questo tipo di concept.
Family Tools: Mi fa quasi tenerezza il protagonista i Family Tools, che prima fallisce con Worst Week, poi fa praticamente lo stesso personaggio in Family Tools, e torna di nuovo a casa. Oh, magari è il caso di cambiare, o no?
Golden Boy: Crime abbastanza ambizioso, ma senza il necessario carisma per reggere una trama troppo complicata.
Gossip Girl: Una bella serie per due-tre stagioni, poi diventata piuttosto ripetitiva. Giusto chiuderla qui invece di sbrodolare eccessivamente.
Happy Endings: Oh cazzarola, questa neanche me la ricordo…
How to live with your parents: Una comedy con bravi attori e sceneggiatori incapaci. Cancellazione quasi inevitabile.
Made in Jersey: Il legal al femminile capace di scoprire nuove frontiere della banalità.
Partners: I creatori di Will & Grace scrivono una nuova sitcom che ha lo stesso passo, gli stessi temi e le stesse battute di Will & Grace. Carina eh, ma viviamo anche senza.
Private Practice: Non la si guardava qui a Serial Minds, quindi ci passa via così.
Red Widow: Dovrei rileggermi la mia recensione solo per ricordarmi bene cosa succedeva. E non ho voglia di fare neanche questo, pensa te…
Southland: Ma non perché fosse una brutta serie, ma semplicemente perché qui a Serial Minds l’abbiamo sempre cagata poco, anche se c’era Ryan di The OC. Oh, tutto non si può vedere…
The New Normal: La nuova comedy di Ryan Murphy era partita molto bene, con un bel piglio cinico a diluire la smielosità dei protagonisti assetati di paternità, e poi era diventata sempre più zuccherosa ed effemminata, nel senso più stereotipato del termine. Alla fine che torni o non torni non ci pare sta gran differenza.
The Mob Doctor: Visto il pilot, scartata quasi subito, cancellata quasi alla stessa velocità. Amen.
Up all Night: Credo di aver visto giusto il pilot. Mai sentito l’esigenza di proseguire.
Vegas: Delusione per una serie che aveva ottimi presupposti, e alla fine si è rivelata un crime abbastanza banale semplicemente ambientato nel passato. Belle scenografie e atmosfere, sacrificate all’altare del già visto. Ciao.
Whitney: Anche qui siamo nel campo di “vista poco, rimpianta meno” (però condoglianze alla mia amica Giulia che era una fan, ma è così).
Zero Hour: In pratica abbiamo visto un episodio e poi l’han cancellata. Non abbiamo neanche fatto in tempo a dire “oh guarda, c’è il dottor Green di…”
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Last Resort cancellataLE SERIE CHE SE LO MERITAVANO PROPRIO
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Emily Owens M.D.: Non è che fosse una serie orrida, perché rispetto a Last Resort e Malibu Country sembrava Mad Men. Però era una scopiazzatura talmente palese di Grey’s Anatomy, da suscitare un misto di irritazione e grasse risate.
Last Resort: La serie più pomposa dell’anno, tutta presa dalla sua stessa grandezza, che fa flop praticamente dopo mezz’ora per colpa di una sceneggiaura pessima e mezzi tecnici francamente imbarazzanti. Poteva stare anche nel chissenefrega, ma invece no, perché non puoi farci venire una tale acquolina, e poi presentarti con questa roba. E’ come se io organizzassi una grande cena di capodanno e accogliessi gli ospiti con due ciotole di patatine, quattro olive e tre fette di salame.
Malibu Country: E’ la comedy più brutta dell’anno, un insulto all’intelligenza. Mi sono sentito in imbarazzo per chi ci ha lavorato.
Touch: non è che fosse proprio raggelante, e qui a Serial Minds abbiamo sempre una certa predilezione per le serie che provano a raccontare qualcosa di nuovo, come sicuramente Touch cercava di fare. Il problema è che in due stagioni non c’è mai stato quel guizzo capace di farti saltare sulla sedia, quella forza narrativa e visiva (alla Sons of Anarchy, alla Breaking Bad) che ti inchioda alla sedia. Ma io quelle due stagioni me le sono guardate tutte, sempre in attesa di uno scatto che non è mai arrivato, e così mi è sembrato di perdere tempo. Meno male che l’hanno cancellata, sennò iniziavo pure la terza stagione, nella vana speranza di cavarne fuori qualcosa da ricordare.

(Le serie che avremmo voluto vedere morte, e sono ancora lì)
Beauty & The Beast: Lammerda
The Carrie Diaries: Lammerda 2, la vendetta de Carrie

 



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