16 Maggio 2014 5 commenti

Agents of S.H.I.E.L.D – Tanto aspettammo, che migliorò! di Francesco Martino

Una serie che ci ha fatto penare, ma che alla fine ha ingranato sul serio

agents-of-SHIELD-101-34 : :

ATTENZIONE! SPOILER SUL FINALE DELLA PRIMA STAGIONE DI AGENTS OF SHIELD! :
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: Chi segue Serial Minds con costanza probabilmente si ricorderà un mio articolo/lamentela sulla pessima piega intrapresa da Agents of SHIELD, la serie di ABC che portava per la prima volta il mondo dell’universo cinematografico Marvel sul piccolo schermo e che, proprio per questa sua promessa, mi aveva lasciato deluso e abbastanza pessimista per il futuro dello show.
Il motivo di tanta delusione era dovuto principalmente al primo episodio dichiaratamente crossover della serie, quello che avrebbe dovuto collegare le avventure di Coulson e soci con le vicissitudini di Thor, più esattamente al secondo film della saga, e che era stato presentato in pompa magna da tutta la Casa delle Idee rivelandosi alla fine più un easter egg di bassa lega che altro.

Arrivati al termine della prima stagione, però, mi sento di dire una cosa assai diversa: ossia che Joss Whedon ci ha preso in giro, ci ha fatto credere di essere stato contagiato dalla Abramsite (famoso morbo che affligge showrunner e produttori di Hollywood) e di aver sprecato una serie dal gran potenziale, quando in realtà sapeva tutto e aveva già ben chiaro quali sarebbero state le prossime mosse della Marvel. Come molto di voi sapranno, la “mossa” che ha portato la serie a fare questo salto di qualità è stata la trama raccontata in Captain America: The Winter Soldier dove, con un azzardo non da poco, ci veniva rivelato che l’HYDRA (l’organizzazione filo-nazista già vista nel primo film di Cap) aveva da sempre tirato i fili dello SHIELD, rigirando un po’ tutta la frittata e lasciando i nostri decisamente nei guai.
Sulla base di questa storia cinematografica, a partire dal sedicesimo episodio la serie di Whedon ha cambiato prepotentemente rotta, tagliando con il passato e con i fastidiosi episodi auto-conclusivi che avevano segnato la prima parte della stagione: Coulson e i suoi non solo erano abbandonati a se stessi, ma molte delle loro certezze erano andate in fumo. Non è un caso se l’unico segno di orizzontalità presente nei primi episodi, ossia il Chiaroveggente, sia stato risolto nel giro di poco tempo, rivelandosi quasi una distrazione, un po’ di fumo negli occhi in attesa del grande plot twist.

Shield - Simmons Con il season finale AoS ha potato a termine la sua marcia trionfale, chiudendo quasi tutte le trame aperte nel corso della stagione e aprendone altre che ci accompagneranno nei prossimi episodi, senza strafare e mostrandosi sempre coerente con il suo spirito. Contrariamente a quanto auspicato da Jim Steranko (il papà del fumetto sullo SHIELD), che ha più volte chiesto un cambio totale della serie (spesso anche con richieste folli), AoS non è un prodotto votato all’azione, non è la copia carbone dei film Marvel visti al cinema e non avrà mai Iron Man o Thor, ma è una serie votata ai rapporti tra i personaggi, alla loro crescita e alla loro caduta. Abbiamo visto la nascita e la morte della coppia Ward-Skye (che a un certo punto ha anche un po’ scassato), e poi gli sviluppi sentimentali di Fitz-Simmons (dai, chi è che non è si emozionato durante il “sacrificio” di Fitz?), così come l’ascesa di Phil Coulson e di May; tutti i protagonisti sono usciti cambiati da questa prima stagione, e questo non può che essere un bene per l’economia di AoS, che si presenterà il prossimo anno piena di nuovi interrogativi.

Come accennato prima, se da una parte il finale ha chiuso molti discorsi dall’altra ne ha (ri)aperti di nuovi, non ultimo quello sull’origine di Skye, probabilmente la prossima grande trama orizzontale che, almeno secondo chi scrive, si andrà a ricollegare in qualche modo al prossimo film Marvel I Guardiani della Galassia e all’universo cosmico Marvel (io punterei qualche euro su Gli Inumani…).

Certo, bisogna anche dire che purtroppo non c’è modo di cancellare quelle prime sedici puntate della stagione, con le trame banali e irritanti e quella sensazione di episodio filler che non vivevo dai tempi di Dragon Ball: tutti elementi che intaccano il giudizio complessivo su AoS rendendola una “buona” serie che ha dimostrato di sapersi elevare su “ottimi” livelli dopo un inizio abbastanza “mediocre”. Ovviamente siamo ben consapevoli del fatto che non tutte le puntate future potranno beneficiare del carisma di Samuel L. Jackson (gigante nei pochi minuti di screen time del season finale), e che probabilmente anche la seconda stagione avrà i suoi momenti morti con le sue trame autoconclusive e con una carenza di volti noti in calzamaglia (dai, per quello ci sarà Netflix), ma sappiamo anche che, dopo aver messo a dura prova la nostra pazienza, questo Agents of SHIELD ha finalmente iniziato a ingranare e può continuare a essere un’ottima espansione dell’universo Marvel, in grado di creare parallelismi narrativi degni dei maxi eventi dei fumetti. Shield03 Se è vero che la perfezione non esiste, direi che questa serie ne è l’esempio, appunto, perfetto: troppo incostante per essere un capolavoro, ma troppo promettente (e migliorata) per essere bocciata. Vedendo i piani futuri della Marvel, che ha nelle sue prossime release I Guardiani della Galassia e il secondo Avengers, non possiamo che entusiasmarci all’idea di una serie che andrà a incrociare ancora di più trame e situazioni rendendo ogni episodio un piccolo sogno geek.

PS di Diego Castelli Approvo tutto quanto scritto sopra, ma volevo dedicare almeno una riga a Coulson che disintegra Garrett proprio quando quello cerca di diventare il mega-cattivo della seconda stagione. Che meravigliosa tamarrata! Shield - Coulson disintegra : : :



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