21 Maggio 2018 11 commenti

Serial Moments 331 – Dal 6 al 12 maggio 2018 di Diego Castelli

Gli ultimi veri serial moments di primavera, c’è un sacco di roba!

Anno nuovo, vita nuova (a maggio)
In certi periodi dell’anno gestire le cinque posizioni dei serial moments diventa un casino, e finisce che mi invento le peggio cose per i fuori concorso. Così ho deciso che mi sono rotto. D’ora in poi entrano tutti in classifica, e semplicemente ogni settimana tale classifica sarà composta da un numero variabile di serial moments.
Sì lo so, è una cosa vertiginosa e rivoluzionaria, che cambierà per sempre le nostre vite nel profondo. Ma il cambiamento fa parte della natura.

 

ATTENZIONE! SPOILER RIVOLUZIONARI DI FEAR THE WALKING DEAD, BARRY, TRUST, SILICON VALLEY, THE AMERICANS, PATRICK MELROSE, LUCIFER, THE HANDMAID’S TALE, WESTWORLD, NEW GIRL, GREY’S ANATOMY, AGENTS OF SHIELD



 

12.Fear The Walking Dead 4×05 – Che tenerezza
Puntata quasi interamente dedicata a un flashback che racconta la storia d’amore (perché di questo si tratta) fra John e Naomi. E niente, è stato un episodio di straordinaria tenerezza, in cui Garret Dillahunt ha dato ulteriore prova di grande versatilità: faceva ridere in Raising Hope e The Mindy Project, era inquietante in Sarah Connor Chronicles, ora è romantico e indifeso in Fear. Oddio, continua ad avere una faccia che se lo incontrassi da solo in un vicolo me la farei sotto, però quella è genetica, poi ci devi mettere sopra il talento.

Fear-TWD

11.Barry 1×08 – Prima o poi doveva capitare
Per un attimo sembrava che potesse finire tutto “bene”. Con le virgolette perché nel frattempo è morta un sacco di gente. Ma diciamo che per Barry sembravano potersi aprire le porte di una pensione serena, in cui nessuno sarebbe mai venuto a sapere del suo passato da sicario. E invece no, perché l’occhio poliziesco di Janice (anzi, il suo orecchio) non poteva non cogliere certi indizi comparsi durante una piacevole cena fra amici, e finisce così con lo scoprire tutto sul protagonista. Che a quel punto non può fare altro che uccidere anche lei, e adesso chissà che macello salterà fuori. A conti fatti, una prima stagione molto buona, bravi.

Barry

10.Trust 1×08 – Orgoglio tricolore
Mi pare giusto segnalare, proprio a titolo statistico, che l’ottavo episodio stagionale di Trust, serie americana in onda su un importante canale americano, è girato quasi interamente in italiano e girato esclusivamente con attori italiani. L’unica eccezione è il giovane Paul, che spiaccica poche parole inglesi in tutto l’episodio. Per il resto, patriottismo.
(Ah e vabbè, il taglio dell’orecchio è un bel serial moment, ma ci tenevo di più a sottolineare l’italianità)

Trust

9.Silicon Valley 5×08 – Poteva pure finire qui
I nostri nerdoni di Pied Piper devono sempre farci sudare sette camicie, ma alla fine la quinta stagione finisce in gloria: un sacco di suspense, la paura che vada tutto a ramengo, e poi alla fine la vittoria dei nostri e l’ennesima, gustosa sconfitta per quel viscidone di Gavin Belson. In tutta onestà, con Richard e compagni pronti a potenziare ulteriormente la loro creatura, questo sarebbe stato anche un buon finale di serie. Ma tanto sappiamo che i nostri beniamini non avranno difficoltà a mettere nuovamente tutto in pericolo con la loro goffaggine. Appuntamento alla sesta stagione!

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8.The Americans 6×08 – Ce ne hai messo di tempo
C’è voluta quasi tutta una serie, ma alla fine pure Elizabeth è riuscita ad accorgersi che ok, gli Stati Uniti avranno pure i loro problemi, ma non è che seguire pedissequamente le direttive dell’Unione Sovietica (e dei suoi più oscuri e sconosciuti funzionari) sia necessariamente meglio. E così ecco arrivare i dubbi e gli scrupoli di coscienza – sorti peraltro dopo la confessione di Philip – e la conseguente ribellione. Io lo so che andiamo verso la strage, mmm, come lo so…

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7.Patrick Melrose 1×01 – Cazzeggio spinto
Ne abbiamo parlato diffusamente, non dilunghiamoci. Però una tacca serialmomentesca sulla performance di Benedict Cumberbatch in Patrick Melrose bisognava metterla lo stesso. Poi magari la serie non reggerà, ma questo primo episodio ce lo ricorderemo.

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6.Lucifer 3×34 – Proprio sul più bello
E niente, Lucifer è finita, e pare che non ci siano speranze di vederla risorgere su qualche altra rete. Perciò ci dobbiamo beccare questo finale/non finale in cui finalmente Lucifer mostra il suo vero volto a Chloe e…. non sapremo mai cosa succederà. Facciamo così: ci immaginiamo che Chloe vede il volto demoniaco di Lucifer e per una strana forma di feticismo le piace ancora di più. Amore, una casa sulla spiaggia, tanti bei diavoletti in giro per il salotto, e via così.

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5.The Handmaid’s Tale 2×05 – Di tutto e di più
Altra puntata densissima, piena di eventi piccoli e grandi: gli scazzi fra Lydia e Serena; le vicende sorprendentemente romantiche e filosofiche della colonia; il percorso con cui una Offred ormai semi-catatonica rischia di morire e torna così a essere June, pronta a battersi per sé e per il proprio bambino (anche se questa ritrasformazione, a conti fatti, è la cosa più banale di tutta la puntata). Ma il vero serial moment è il matrimonio combinato di Nick con una teenager finora sconosciuta, una cerimonia raggelante in cui le ragazzine vengono mandate a prendere mariti che non hanno mai visto, e in cui una come Serena (perfino più colpevole degli altri, perché è donna E persecutrice di donne) si permette di fare pure la simpatica girandosi verso June per dirle “Guarda com’è bello Nick”. Ma brutta stronza, ti meriti solo scarpate sulla faccia!

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4.Westworld 2×04 – Suoceri finti
Tanta carne al fuoco anche nell’episodio 4, che alza almeno un po’ il velo su alcuni dei misteri che circondando il progetto-Westworld. Per esempio, ora sappiamo che uno dei fini della progettazione dei robot era quello di costruire nuove “custodie” per la coscienza di ricconi desiderosi di immortalità. Il tema magari non è rivoluzionario, ma è molto bella la sua rappresentazione: grande protagonista della puntata è infatti il buon vecchio Jim, o per lo meno la sua versione robotica post-mortem. Vengono quasi le vertigini ad assistere alle visite pressoché quotidiane di William, che invecchia nel tentativo di rendere stabile la coscienza di Jim nel nuovo corpo meccanico, operazione a quanto pare molto più complicata dal previsto. E a questa vicenda si allacciano un sacco di altri dettagli, come la scoperta che Berdard sa essere particolarmente violento se serve (o meglio, se glielo ordinano) e la comparsa della figlia di William proprio in finale di episodio. Ma comunque vada, la storia malinconica del Jim mai-veramente-risorto ce la ricorderemo per un bel po’.

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3.New Girl 7×07-08 – Matrimoni e scherzoni
Salutiamo per sempre New Girl, al termine di una stagione onestamente non troppo memorabile. Anche il finale poteva essere gestito meglio, si è sentita un po’ la fretta di chiudere per passare ad altro, però salviamo il matrimonio ospedaliero di Nick e Jess e lo scherzone assolutamente sproporzionato di Winston, che convince gli amici di uno sfratto che in realtà non esiste. Un modo simpatico per dare una punta di originalità a uno schema – “all’ultimo episodio i protagonisti lasciano la casa in cui hanno vissuto per tutta la serie” – usato più volte da tante sitcom del passato.

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2.Grey’s Anatomy 14×24 – Tarallucci e vino
Si dice che tutte le stagioni di Grey’s Anatomy con numero pari finiscano bene, e la 14 non fa eccezione. C’era parecchio da gestire, con il matrimonio di Karev e Jo e l’addio annunciato settimane fa di Arizona e April. E alla fine va bene un po’ a tutti: il matrimonio sembra quasi naufragare ma poi si risolve con Meredith come officiante (mai che si faccia i cazzi suoi), April si sposa a sua volta progettando una SPLENDIDA vita nella gloria di Gesù, e Arizona parte per New York con un ultimo messaggino tenerino da parte di Callie.
Come minimo nel finale della 15 moriranno in sette.
Ma non Meredith.
Meredith sopravviverà anche a Shonda Rhimes.
Se mettevano Meredith in Lucifer mica la chiudevano.

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1.Marvel’s Agents of SHIELD 5×22 – The End (o forse )
Agents of SHIELD è stata rinnovata per una sesta stagione, anche se il finale della quinta avrebbe potuto benissimo funzionare come finale di serie. Soprattutto perché, al netto di ribaltoni al momento improbabili, ci siamo persi Coulson, anima della serie fin da quando tornò alla vita dopo la morte per mano di Loki nel primo film degli Avengers (madonna quanta acqua è passata sotto i ponti). Com’è, come non è, nel finale stagionale di Agents of SHIELD vediamo una morte che non lo sarà (muore Fitz, ma i nostri andranno a cercare la di lui versione che al momento è dispersa e congelata in attesa di un futuro che a questo punto non arriverà), e non vediamo una morte che invece ci sarà, quella appunto di Coulson, che va a passare gli ultimi giorni a Taiti con May. Quello che continua a piacermi, di questa serie, è la volontà di non dormire sugli allori, alzando sempre il tiro di stagione in stagione, anche a costo di commettere qualche errore. Per questo, a parte piccoli svarioni e gusti personali, la quinta mi è parsa una stagione degna di nota, che non si è mai accontentata del compitino, pur dovendo fare i conti con 22 episodi stagionali che al giorno d’oggi, per una serie pienamente orizzontale, paiono ormai tantissimi. Quello che un po’ mi dispiace è invece il progressivo e inesorabile distacco dal Marvel Cinematic Universe, che ormai è del tutto conclamato: senza fare spoiler per i pochi pazzi che ancora non avessero visto Infinity War, l’assenza di Thanos si nota, e pure molto, anche se a un certo punto veniva pure citato (e forse è stato pure peggio).

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