5 Marzo 2019 13 commenti

Northern Rescue – È forse questa la peggior serie degli ultimi anni? Sì, è così di Marco Villa

Il peggiore dei Baldwin è il protagonista di Northern Rescue, una serie talmente brutta che non ci si crede

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Quanto può resistere un essere umano di fronte al vuoto? Ve lo dico io: 24 minuti e 38 secondi. È questo il tempo che ho passato davanti a Northern Rescue, prima di raccogliere la mascella da terra e dedicarmi a passatempi più costruttivi, tipo contare le foglie della pianta che ho in salotto.

Northern Rescue è una serie canadese di cui normalmente non avremmo parlato, se non fosse che è arrivata su Netflix il primo marzo e quel punto puoi forse far finta di niente? E no che non puoi. La storia è quella di una famiglia che, dopo la morte per cancro della madre, viene presa e spostata da una città al profondo Nord. La scelta è del padre, convinto in questo modo di poter gestire meglio i tre figli, grazie anche all’aiuto della cognata, che proprio nel profondo Nord vive. Questa è la trama, ma devo ammettere di averla letta da Wikipedia, perché non sono nemmeno riuscito a resistere fino al momento del trasloco.



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Northern Rescue è una serie che si apre con una voce fuori campo di una teenager in stile Gossip Girl, per poi trasformarsi in un collage più strappalacrime delle scene strappalacrime di Grey’s Anatomy. Solo che là ne hai una a puntata, qui almeno 6-7 in venti minuti. Direte: eh vabbè, non è il tuo genere, potevi evitare di vederla. Verissimo, se non fosse che il problema non è tanto il genere, quanto la realizzazione.

In Northern Rescue non c’è una cosa che funzioni, a cominciare da quel gigantesco monolite inespressivo chiamato William Baldwin, un concentrato di capelli ingellati e smorfie al botulino che lascia interdetti. Baldwin è il padre di famiglia, quello che dovrebbe portare sulle spalle tutti i problemi dei figli e diventare il perno di tutte le vicende, ma non è in grado di reggere nemmeno una scena in modo efficace, figuriamoci un’intera serie. Cioè, l’avete vista la foto qui sopra? Ecco, questa è l’espressione media di Baldwin in Northern Rescue.

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A questo aggiungiamo una figlia maggiore che incarna i più classici sterotipi della figlia ribbelle-che-fuma e il quadro è completo. Ah no, c’è anche la cognata interpretata da Kathleen Robertson, una che, da Beverly Hills, 90210 (povero Luke Perry…) a Boss, ha sempre fatto la femme fatale, ma che qui diventa la donna forte e accogliente, che a naso finirà per sostituire la defunta sorella sotto ogni aspetto.

Manca ancora un tassello, giusto per spiegare il titolo: il peggiore dei Baldwin (semi-cit, un pupazzetto per chi la becca) di lavoro fa il vigile del fuoco, così il suo personaggio può essere ben dilaniato tra la funzione di protettore della comunità e mancato protettore della famiglia. Sottile, eh?

È il 5 marzo, siamo ancora all’inizio, ma vi giuro che se dovesse esserci nel 2019 un pilot più brutto di questo… beh, sarebbe l’Armageddon delle serie tv.

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