11 Dicembre 2019 14 commenti

Virgin River – Una serie di Netflix che non guarderete, fidatevi di Marco Villa

Virgin River è una roba tutta smarmellata che già sai dove andrà a parare, minuto dopo minuto

Non sarà mai nell’elenco delle serie della vita di Serial Minds, ma sfidiamo chiunque a dire che Gilmore Girls – Una mamma per amica fosse una serie come tante. Uno di quei titoli per famiglie che finiscono per essere riempitivi da palinsesto, funzionali per un network, tutt’altro che memorabili per il pubblico. Gilmore Girls è stata invece una serie importante, principalmente per un motivo: il ritmo dei dialoghi, che andavano al triplo della velocità rispetto alle altre serie dello stesso tipo. Se però doveste fare un esercizio mentale e doveste rallentare quei dialoghi e togliere loro tutta l’intelligenza di scrittura, ecco che vi trovereste davanti una serie come le altre. Se poi voleste aggiungere una trama stile Un medico tra gli orsi, vi trovereste davanti direttamente Virgin River, serie tratta dai romanzi di Robyn Carr.

Disponibile su Netflix dal 6 dicembre, Virgin River racconta di come Mel (Alexandra Breckenridge, già in American Horror Story) decida di reinventarsi una vita lontana da Los Angeles. Molto lontana, tipo in mezzo al nulla, in un paesino in cui l’unico medico è vicino alla pensione e una infermiera ostetrica come lei farebbe molto comodo. Per fuggire a un trauma vissuto da poco, Mel se ne va e arriva a Virgin River, uno di quei paesi dove tutti si conoscono e il barista (Martin Henderson) è un ex poliziotto saggio e con gli addominali, che fa il gentiluomo di campagna con le infermiere ostetriche che capitano al suo bancone. 

Quindi: dopo un inizio burrascoso in cui fatica a trovarsi con il suo nuovo capo, Mel capirà che una vita più immediata e diretta come quella di Virgin River è proprio quello che ci voleva per elaborare i propri problemi e voltare pagina. In tutto questo ovviamente l’aitante barista (a cui manca giusto un cappellino da baseball per chiamarsi Luke) svolgerà un ruolo centrale, così come la sindachessa del paese, che ha tutto per diventare una sorta di mentore fuori dagli schemi. Nel frattempo, un amico del barista si occuperà della sottotrama drama-mystery



Questa non è la trama del primo episodio di Virgin River, ma una troppo facile previsione su quanto accadrà. Non è questione di essere cinici, ma Virgin River dà l’idea di essere una serie in cui non arriverà mai nulla a sorprendere lo spettatore. Non avendo ambientazioni particolari, attori o attrici di prima fascia, né intuizioni rivoluzionarie, fatichiamo a trovare un gancio di interesse che non sia un intento un po’ masochistico. Va così, cara Virgin River.

Perché guardare Virgin River: perché avete appena lasciato una grande città per un paesino di campagna dove avete incontrato un barista ex poliziotto

Perché mollare Virgin River: perché è talmente insignificante che per tutta la recensione continuavo a scrivere River Jane e poi dovevo correggere. Ogni volta.

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