3 Febbraio 2020

Serial Moments 413 – Dal 26 gennaio al 1 febbraio 2020 di Diego Castelli

7.The Good Doctor 3×13 – Sorrisi birichini
Scusate ma bisogna proprio complimentarsi con Shaun che, dopo aver finalmente scoperto le gioie del sesso, si rende anche conto che la sua limitata esperienza non gli permette di soddisfare Carly come vorrebbe. Ma applicando lo stesso metodo che gli ha permesso di diventare un medico eccellente, cioè studio, esercizio e impegno, riesce ad arrivare a fine puntata facendo spuntare questo sorriso qui sotto sul volto della sua fidanzata. Bravo Shaun, sei tutti noi!

6.This Is Us 4×12 – Will Hunting
Dopo la puntata dedicata ai problemi di Randall, ecco quella per Kevin, che vola al funerale della mamma di Sophie. Ovviamente fra lui e la ex scoppiano scintille romantico-nostalgiche tenute a freno da non si sa bene quale forza di volontà. Molto carina l’idea su Will Hunting, il film di cui Kevin e Sophie, da ragazzi, non avevano mai visto la fine, passando gli anni successivi a immaginarsi finali sempre più assurdi: con ste cose romanticose gli autori di This Is Us hanno pochi rivali. Nel finale, Kate chiama per dire che il suo matrimonio sta implodendo, e i tre siblings decidono di andare insieme alla baita a riordinare le idee. Vedremo se basterà…

5.The New Pope 1×07 – Make him a man
Nonostante Sorrentino abbia l’indubbia capacità di stracciarmi le balle dopo pochi episodi, anche questa volta spara fuori alcune scene di grande forza, come quella in cui un redivivo Lenny Belardo, svegliatosi miracolosamente dal coma, cerca in tutti i modi di diventare veicolo per la volontà del Signore al fine di guarire il piccolo Arek. Solo che la cosa non funziona, perché un conto è essere strumento della volontà di Dio, e un conto è cercare di imporgliela. Un atteggiamento che, ben più di altri, rivela la piena umanità di un personaggio che molti vorrebbero divino, e invece è la piena incarnazione dell’umano.
Menzione anche per la 1×08 in cui Voiello, dando l’addio all’amico Girolamo, mostra un lato fragile che finora non si era mai visto.



4.Miracle Workers 2×01 – Dark Ages
La seconda stagione di Miracle Workers presenta lo stesso cast della prima, ma storia e ambientazione completamente diversa (e a questo punto, a dire il vero, il titolo ha meno senso, ma almeno gli hanno messo il sottotitolo “Dark Ages”). Stavolta siamo nel medioevo, in un villaggio dove alcuni personaggi cercano di fare buon viso a cattivo gioco, provando a condurre una vita piena nonostante si trovino in un mondo sporco, cattivo, puzzolente e retrogrado. Ma proprio da qui arriva la comicità più divertente e sottile, nell’estremizzare i difetti del mondo di oggi. E Steve Buscemi nei panni del raccogli-merda super ottimista è davvero delizioso. Bel ritorno, bravi.

3.Arrow 8×10 – Series finale
Malgrado ci siamo arrivati con molta, molta stanchezza, è giusto salutare il buon Oliver Queen, capostipite della saga supereroistica che in questi anni ha fatto la fortuna di CW. Il finale di serie è tutto dedicato al suo funerale, durante il quale ricompaiono tanti personaggi che non si vedevano da un po’. Il momento più puccioso, però, è alla fine, quando il Monitor (che continua a farmi pensare a un vecchio Mivar 28 pollici) prende la Felicity del 2040 per portarla nell’aldilà a ricongiungersi con Oliver. Ma dobbiamo considerarla una specie di eutanasia fantasy? Boh vabbè, però sono carini.

2.Shameless 10×12 – Tarallucci
Ultimo finale di stagione (il prossimo sarà di serie) all’insegna dell’ammmmmore e della riconciliazione: Ian e Mickey si sposano, in una cerimonia naturalmente grezzona e imbecille, ma resa vera e sentita dal sentimento nei loro sguardi; Tami accetta di stare a Chicago senza portarsi via il piccolo Fred (Lip era pure ricaduto nell’alcol, ma forse forse riesce a salvarsi); Kevin chiede Veronica in moglie, che francamente era proprio ora (malgrado lui sia ancora formalmente sposato, e questa cosa andrà risolta l’anno prossimo).
Cioè, che serenità, che bellezza.

1.The Good Place 4×13 – Goodbye
E siamo anche alla fine di The Good Place, che ci lascia con un doppio episodio che avrà assolutamente bisogno di ulteriore approfondimento, perché nella sua semplicità è stato uno dei migliori trattati sull’autodeterminazione visto negli ultimi anni in tv. Prima di quella riflessione però, limitiamoci a salutare Eleanor, Chidi, Tahani, Jason, Michael e Janet, protagonisti di una delle comedy più sorprendenti del passato recente. Banalmente, una che pensavamo essere la solita comedy di NBC, e invece è stata molto di più.



CORRELATI