28 Aprile 2020

Defending Jacob: un thrillerone come si deve su Apple Tv+ di Diego Castelli

La nuova miniserie di Apple con Chris Evans si presenta bene: tre episodi che si bevono con gran gusto

Apple TV+ non è ancora riuscita a spaccare il mondo seriale, a imporsi come un must have alla stregua di Netflix (poi sappiamo pure che Netflix è arrivata prima e lavora molto sulla quantità e la varietà dell’offerta, ma tant’è).
Allo stesso tempo, finora il livello della sua offerta è stato buono, a volte molto buono (Home Before Dark), a volte ottimo (The Morning Show).
Non stupisce dunque che la sua ultima miniserie sia di nuovo un prodotto che magari non vi cambierà la vita, ma che si fa subito apprezzare per solidità e cura dei dettagli.
Parliamo di Defending Jacob, creata da Mark Bomback e basata sull’omonimo romanzo di William Landay.

A dirla tutta, più del nome degli autori (per quanto Bomback abbia una buona carriera da sceneggiatore cinematografico, avendo firmato film come Wolverine – L’Immortale, Apes Revolution – Il pianeta delle scimmie, Unstoppable e altri) a colpire questa volta è il cast: Chris Evans, il Capitan America del MCU, Michelle Dockery, la Lady Mary di Downton Abbey, e il giovane Jaeden Martell, che avevamo già visto in Masters of Sex e che recentemente si è fatto conoscere nel mondo soprattutto per i due capitoli di It.

La storia è semplice: un ragazzino delle medie viene ucciso, e le prove sembrano puntare a un suo compagno di classe, Jacob Barber. Peccato che questo compagno sia figlio di un importante viceprocuratore (Evans) che all’inizio viene pure messo a capo delle indagini, almeno fino allo spuntare dei primi indizi contro il figlio. Da lì in poi, l’obiettivo di Andy Barber e della moglie Laurie è quello del titolo: difendere Jacob da accuse che si fanno sempre più pesanti.

Defending Jacob è un po’ crime, un po’ legal, un po’ thriller, e si muove a ritroso, partendo da una non meglio specificata comparsa di Andy davanti al Gran Jury (una particolare giuria chiamata a decidere se un processo s’ha da fare o meno).
Per molti versi, non c’è nulla di nuovo rispetto a ciò che già conosciamo di questo genere di serie tv, anche se sono degni di nota due elementi intrecciati fra loro: da una parte il ribaltamento esplicito del gioco avvocatizio, che in questo caso vede uno abituato a lavorare con i meccanismi del sistema giudiziario, che si ritrova improvvisamente “dall’altra parte”, costretto a vedere da una prospettiva nuova e dolorosa come quei meccanismi siano spesso particolarmente meschini nei confronti delle persone comuni che ci finiscono stritolati. E dall’altra parte il tema della visibilità e della comunicazione: molto interessante, in questo senso, il personaggio di Joanna (Cherry Jones), avvocato della famiglia che si cura soprattutto di gestire come Jacob e i suoi genitori appaiono all’esterno, nei confronti di un pubblico fisico e mediale che, con le sue reazioni, potrebbe avere un’influenza tanto forte quanto indebita su un’effettiva giuria chiamata a decidere se Jacob debba andare in prigione o no.

Non sono in sé temi nuovi, ma sono trattati con attenzione alle piccole sfumature dei dialoghi e della recitazione, e a una messa in scena che gioca sulle continue tensione fra chi prima era amico e poi diventa nemico (come molti colleghi e superiori di Andy).
Più in generale, è tutta Defending Jacob che, pur senza voler ridefinire i generi in cui è inserita, riesce a sfruttarne al massimo tutti gli strumenti. Nei tre episodi che abbiamo visto finora, è una miniserie tesa, tosta, in cui la suspense non manca mai, e in cui il semplice desiderio di sapere cosa è davvero successo (per quanto ci siano già indizi così palesi da essere, forse, volutamente fuorvianti), conta relativamente rispetto alla semplice rappresentazione di passioni molto forti, che passano anche dall’ottima interpretazione dei protagonisti.

Ed è una serie così dritta e precisa che… ho finito la recensione. Non serve dire molto altro, in attesa di vedere come prosegue la storia. Al momento, però, sappiamo che i primi tre episodi sono andati via agilissimi, e che ne vogliamo ancora.
Bene così.

Perché seguire Defending Jacob: è un crime-thriller ben messo in scena e ben recitato, abbastanza intenso da incollare alla poltrona.
Perché mollare Defending Jacob: se non vi piace il genere, non farà molto per farvi cambiare idea.



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