22 Maggio 2020

Into The Night – Netflix: 4 ore senza mai staccare, scappando dal sole di Marco Villa

Into The Night è una serie di genere senza pretese o velleità, che ha un obiettivo chiaro e lo raggiunge con forza

Sei episodi da 40 minuti, per un totale di 4 ore circa. Si potrebbe partire dai numeri per spiegare la bontà di Into The Night, serie belga disponibile su Netflix e primo originale della piattaforma prodotto in quel paese. Un altro modo per iniziare sarebbe quello di raccontare la trama, essenziale pure quella e riassumibile in un laconico: l’umanità è spacciata. Per un motivo che non stiamo a spoilerare, il sole è diventato letale e il suo semplice sorgere uccide tutti gli esseri umani. I primi paesi in cui si verifica il fenomeno non hanno modo di reagire, ma con l’avanzata dell’alba da Est a Ovest nel resto del mondo c’è chi prova a organizzarsi. 

Tra questi c’è Terenzio Gallo un ufficiale italiano della NATO di stanza Bruxelles con un nome preso direttamente da qualche tribuno della plebe, Terenzio compie un dirottamento aereo con un solo obiettivo: scappare a Ovest, il più lontano possibile dal sole che sorge. La storia di Into The Night è quella dell’aereo sequestrato dal militare e delle persone che, ignare di tutto, si erano appena imbarcate per un normale volo per Mosca. Il loro volo ovviamente non avrà una meta precisa, perché l’unica meta possibile sarà la notte, come indicato dal titolo è come pronunciato in modo piuttosto enfatico, ma convincente nel primo episodio da una delle protagoniste. 

Il genere catastrofico/apocalittico ha avuto un suo periodo di grande fortuna, che ogni tanto si riverbera ancora in televisione con film mandati in seconda o terza serata, magari d’estate. Negli ultimi anni il genere è stato usato solo dopo due o tre giri d’ironia, per intenderci con film come Snake On A Plane e con la saga di Sharknado. Into The Night prende un caposaldo di quelle narrazioni – l’unità di tempo e spazio ottenuta dall’azione interamente calata in un aeroplano – e la cala in un contesto più ampio e ancora più catastrofico, come quello della fine dell’umanità. E questa intuizione è sufficiente, perché tutto il resto viene sviluppato da manuale. Talmente da manuale che è sufficiente guardare 10 minuti del primo episodio per essere tirati dentro una storia che viene raccontata senza particolari artifici narrativi, scene d’azione o effetti speciali. Scelta narrativa, senz’altro, ma dettata anche dal fatto che a naso Into The Night è forse la serie a minor budget mai prodotta da Netflix.

Eppure funziona e cattura, perché gli autori hanno piena consapevolezza di ciò che hanno in mano. La semplicità della trama è schiacciate: una decina di persone che non sa dove andare, ma è costretta ad andare, fermandosi solo per fare scorte e rifornimenti. Ogni episodio è scandito in modo chiaro: si apre con un brevissimo flashback su un personaggio, si procede con un confronto tra i passeggeri che porta alla scoperta un segreto/lato oscuro di uno di loro, sbarco in un aeroporto per rapido approvvigionamento, ripartenza. Uno sviluppo essenziale, in cui ognuno di questi passaggi occupa il minimo tempo indispensabile. Ovviamente non c’è grosso spazio per lo scavo psicologico, ma non se ne sente la mancanza: Into The Night è una serie di genere che vuole essere avvincente, ma che non ha pretese o velleità di essere altro, un po’ come I Langolieri, titolo piuttosto di culto tratto da King, trasmesso in Italia a metà anni ’90 in orari non proprio da prime time.

Adattamento del libro The Old Axolotl dello scrittore polacco Jacek Dukaj, Into The Night è europea fino al midollo e per questo non è tempo buttato fare un giochino su come sarebbe stata un’eventuale versione statunitense. Probabilmente con il doppio degli episodi, piena di dialoghi pretenziosi ma stantii e con interpreti bellissimi. E proprio il casting è un altro elemento importante nella riuscita di Into The Night: tutti i protagonisti hanno volti plausibili, per non dire ordinari, ulteriore tassello della normalizzazione che attraversa tutta la serie.

In un’epoca di estrema abbondanza di quantità e qualità dell’offerta, può sembrare strano presentare in questo modo una serie che non ha nulla di innovativo e che – anzi – fa del suo essere lontana dai livelli standard il proprio biglietto da visita. Il merito di Into The Night e l’interesse che suscita stanno però proprio qui, nella sua capacità di prendere i propri difetti e trasformarli in punti di forza. 

Perché guardare Into The Night: perché sono 4 ore tiratissime, che non vi faranno staccare

Perché mollare Into The Night: perché non c’entra nulla con le serie di qualità che seguiamo di solito

MiglioreNuoveSerie1



CORRELATI