10 Luglio 2020

El Presidente – Prime Video: la serie d’autore sul FIFA Gate di Marco Villa

Tratta dalla vera storia del clamoroso scandalo FIFA del 2015, El Presidente è una serie sorprendente per toni e tiro narrativo

Se in questi mesi vi siete entusiasmati per The Last Dance, sappiate che c’è una serie in grado di farvi l’effetto opposto: non perché è brutta, al contrario, ma perché indaga la parte più oscura e sporca del mondo dello sport, quella fatta di potere, politica e soldi. Tanti soldi. La serie in questione si ispira a fatti e personaggi reali, è cilena e si chiama El Presidente ed è su Amazon Prime Video dai primi di giugno.

Partiamo dalla foto di famiglia di El Presidente, che è notevole: accreditato come creatore e sceneggiatore c’è Armando Bo – Premio Oscar per la sceneggiatura di Birdman, ma a livello creativo ha avuto un ruolo di peso anche Pablo Larrain, uno dei registi sudamericani più quotati degli ultimi anni (Tony Manero e Jackie, tra gli altri), ma anche produttore da Oscar insieme al fratello Juan de Dios (A Fantastic Woman, Oscar al miglior film straniero 2017). Di base, quindi, si parte con una buona fiducia e già dalla prima puntata si capisce che i nomi coinvolti non hanno giocato di pigrizia. Quella di El Presidente è una trama complessa e sfaccettata, che incastra toni e registri differenti: c’è l’intrigo politico, che a tratti diventa thriller, c’è il racconto sportivo, ma anche quello semi-cronachistico, tutto spalmato di una patina ironica che fa virare la serie verso il grottesco. 

La storia, però: siamo nel mondo del calcio, ma non aspettatevi di vedere campioni alla The Last Dance, appunto. Qui siamo non solo dietro le quinte, siamo molto più indietro, in quei palazzi del potere che sembrano lontanissimi dai campi da calcio, ma a cui sono invece profondamente legati. El Presidente inizia con la morte di Julio Grondona, padre padrone del calcio argentino e – per estensione – sudamericano. Quando scompare, i presidenti delle altre federazioni sudamericane cercano di prendere il suo posto come vicepresidente della FIFA, l’organismo mondiale che governa il calcio. Tra di loro, però, c’è anche una persona che pare piovuta dal cielo: è Sergio Jadue, presidente poco più che trentenne di un piccolo club cileno appena tornato in Serie A, che si ritrova nei palazzi del calcio dopo essere stato scelto come testa di legno da un boss del calcio cileno che non poteva essere eletto presidente della federazione per gabole politiche poco interessanti. Considerato un utile idiota e nulla più, in realtà Jadue (Andres Parra, protagonista di Escobar: El Patron del Mal) riesce pian piano a imporsi, spinto dall’ambizione personale e da una moglie ancor più arrivista di lui (Paulina Gaitan, ovvero Tata Escobar in Narcos). Jadue, però, non sa di essersi infilato in un circolo di gente corrotta, che fa parte di un sistema ancora più marcio: per questo viene avvicinato dall’FBI, che cerca di costringerlo a fare da talpa intercettando i colleghi, un po’ quello che fa una cameriera infiltrata, interpretata da Karla Souza (How To Get Away With Murder), terza protagonista della serie.



El Presidente riprende le vicende del cosiddetto FIFA Gate, inchiesta internazionale che nel 2015 portò alla luce un giro di corruzione e riciclaggio di denaro sporco che coinvolse i vertici del calcio mondiale. Per farlo, sceglie di partire non dagli investigatori, ma dagli imputati, impostando la narrazione su un doppio binario: l’ascesa di Jadue e i suoi rapporti con quelli che dovrebbero essere suoi pari, ma dai quali non è considerato; il racconto dei piani alti del mondo del calcio. L’inadeguatezza di Jadue (e la sfrontatezza della moglie) dona a El Presidente un taglio che sa anche essere leggero, andando a compensare una fotografia livida: da questo contrasto nasce un tono molto personale e soprattutto molto riuscito, che permette allo spettatore di entrare nella storia senza dover troppo badare a tecnicismi e rapporti politici. Una scelta azzeccata, che rende El Presidente un prodotto originale, che sa coinvolgere lo spettatore senza fatica e ha il pregio non indifferente di partire da una storia vera.

Perché guardare El Presidente: per il tono sospeso tra dramma e grottesco

Perché mollare El Presidente: perché del FIFA Gate non ve ne frega nulla

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