16 Novembre 2020

Serial Moments 452 – Dall’8 al 14 novembre 2020 di Diego Castelli

Mondi paralleli, pescatori asiatici e vecchie conoscenze

ATTENZIONE! SPOILER INNAMORATI DI HIS DARK MATERIALS, SOULMATES, THIS IS US, THE UNDOING, THE GOOD LORD BIRD, THE MANDALORIAN, FARGO, GREY’S ANATOMY

8.His Dark Materials 2×01 – Pro forma
Mah, dunque, sono in imbarazzo. Credo vi ricordiate che l’anno scorso non ero impazzito per His Dark Materials, che sperava di essere la nuova “cosa grossa di HBO” e invece, semplicemente, non lo è stata, perché è molto più fredda e insipida di quello che la sua montagna di contenuti poteva far sperare (a dirla tutta, lo dico con sincerità, non mi è piaciuto neanche il libro, che invece è considerato un grande classico del suo genere). Com’è, come non è, arriviamo a una premiere stagionale che mi immaginavo comunque bella ricca, speravo mi riconciliasse con la serie, e invece no: l’ho trovata ancora una volta insipida, né più né meno che la prima stagione. Quindi perché la segnalo? Boh, forse non volevo scrivere un articolo intero, ma non volevo neppure far passare la cosa sotto silenzio…

7.Soulmates 1×06 – Anime gemelle (e cattive)
Non so in quanti stiano seguendo questa serie antologica di cui avevamo parlato qualche settimana fa. Non è che ci si strappi i capelli eh, però le variazioni sul tema “anima gemella trovata per via tecnologica” sono quasi sempre interessanti, e in questo sesto episodio c’è stato un twist dark molto gustoso: a connettersi sono un uomo e una donna in cui lui è un serial killer e insegna a lei a diventarlo. In pratica si prende il concetto dell’anima gemella, normalmente legato a situazioni più romantico-commediose, per mostrare che una sua ipotetica scientificità si applica anche a relazioni disfunzionali, psicologie deviate, unioni all’insegna del Male piuttosto che del Bene. Non sono del tutto certo che mi sia piaciuto il finale, ma insomma, bell’esperimento.



6.This Is Us 5×03 – Gli amori delle madri forse vive
Sorvoliamo per un attimo sul fatto che è stata una bella puntata, fra le “daddy issues” di Kevin e lo scavo nel passato di Randall che da ragazzo si vide dire da una fanciulla “ho sempre voluto sapere com’è baciare uno di voi” (manco fosse un alieno).
Ovviamente l’attenzione si concentra sul cliffhanger finale, in cui vediamo un anziano pescatore cinese con la nipotina, e una serie di foto di una sua vecchia innamorata, che scopriamo essere la madre di Randall. Ecco, per carità, figo, aggiungiamo pezzi del puzzle. Però nella premiere avevamo visto la stessa madre svegliarsi dall’overdose suggerendo la possibilità che fosse ancora viva, ma finora, invece di rivedere lei, abbiamo visto suoi vecchi spasimanti asiatici. Ecco, mi sta bene, sta per crearsi la famiglia più allargata della storia della tv, però spero che qualche filo venga riannodato prima o poi, sennò mi confondo.

5.The Undoing 1×03 – Dov’era lei la notte del…
Inevitabile, in questo terzo episodio, segnalare il colpo di teatro con cui si rivela che Grace era dalle parti dell’omicidio mentre veniva compiuto. Non è forse abbastanza per darci l’impressione istintiva che lei ci abbia mentito finora, sembra più una scusa per crearle altri casini mentre attendiamo che arrivi un po’ di fortuna in mezzo a tutta questa sfiga. Allo stesso tempo, però, la pulce ci viene messa nell’orecchio, e non possiamo fare a meno di elaborare complicate fantasie dissociative per spiegare l’apparente anomalia. In tutto questo, la scelta di Hugh Grant per interpretare il marito arrestato pare sempre più azzeccata ogni minuto che passa: è davvero difficile per noi ritenere colpevole uno con quella faccia lì, e il contrasto fra questa sensazione e le prove schiaccianti aumenta la tensione, portandoci a una domanda quasi bizzarra: a questo punto sarebbe più banale rivelare la sua colpevolezza, o invece la sua innocenza? Speriamo in una specie di sorprendente terza via.

4.The Good Lord Bird 1×06 – La vita vera
A una puntata dalla fine siamo arrivati al momento clou, quel raid su Harper’s Ferry che storicamente rappresenta il momento più noto della biografia di John Brown, famoso guerriero abolizionista. E se il tono della miniserie è spesso molto leggero, con Ethan Hawke chiamato a recitare sempre sopra le righe nel suo ruolo di predicatore invasato da Dio, questo episodio non fa eccezione per buona parte, salvo nei minuti finali: quando lo scontro non può essere più romanzato, quando cioè si deve rendere conto dell’intervento da parte dell’esercito che mise fine al tentativo rivoluzionario, portando alla cattura dello stesso John Brown, la regia deve salire di tono e mostrare il dramma, e lo fa con grande precisione e potenza, senza che il cambio di passo stoni, ma anzi in qualche modo rendendolo più vero: la lotta di John Brown, raccontata fin qui come una specie di grosso scherzone folkloristico messo in scena da uomini di buon cuore, acquista improvvisamente tutta la drammaticità della guerra vera, dove la gente muore, viene ferita o catturata. E ora che la serie dovrà raccontare dell’impiccagione di John (non è spoiler, raga, è successo 150 anni fa), difficilmente potremo tornare alle atmosfere di prima. Ma chissà, vediamo.

3.The Mandalorian 2×03 – Comparse gustose
Puntata breve ma pregna di The Mandalorian, non tanto dal punto di vista coreografico (abbiamo visto episodi migliori dal punto di vista dell’organizzazione e della creatività dei combattimenti), quanto da quello del casting. Mando incontra infatti Bo-Katan Kryze, vecchia conoscenza delle Clone Wars a cartone animato che lo mette di fronte alla differenza fra l’essere mandaloriano (nel senso di seguire una certa fede guerriera) e essere mandaloriano nel senso di “nato su Mandalore”. A interpretare l’audace pistolera c’è niente meno che Katee Sackhoff, mitica Starbuck di Battlestar Galactica che già doppiava il personaggio nei cartoni e che, malgrado il passare degli anni, si sente sempre a suo agio coi viaggi interplanetari. Ma non solo: nemico di puntata è un anonimo capitano ex-Impero impersonato da Titus Welliver, che conosciamo da tante serie (da Sons of Anarchy a The Good Wife) e che a suo tempo fu l’Uomo in Nero di Lost. Difficile scacciare l’impressione che, se in Lost ci fosse stato Mando, avrebbe risolto tutti i casini molto prima.
Ma in fondo la cosa più importante di tutte è che la tizia-rana della scorsa settimana si sia ricongiunta col marito salvando la sua prole (nel senso “salvandola dal Child”, che altrimenti se la mangiava tutta).
Ultima nota di colore: l’episodio era diretto da Bryce Dallas Howard, la co-protagonista di Jurassic World che evidentemente ci ha preso gusto, è infatti alla sua seconda regia in The Mandalorian.

2.Fargo 4×08 – Sparare a tutti
Devo dire che questa stagione di Fargo mah, mi sta lasciando un po’ così. Sento un po’ la stanchezza della formula, forse. Se guardo i singoli elementi mi tornano tutti, a partire dal nostro Salvatore Esposito che nelle prime scene mi pareva anche troppo sopra le righe, ma che poi in un’atmosfera come quella di Fargo finisce con l’avere tutto il senso del mondo. Nel complesso, però, non riesco a provare lo stesso entusiasmo delle stagioni precedenti. Al netto di questo, però, l’ottavo episodio è uno di quelli gagliardi: la sparatoria alla stazione ha davvero il sapore di certi gangster movie più o meno classici, e non può non strizzare l’occhio alla mitica scena de Gli Intoccabili girata nella stessa ambientazione. Soprattutto, a colpirci è il tradimento di Weff ai danni del nostro amatissimo Timothy Olyphant, che giace colpito (forse) a morte contro un muro e ci regala uno dei suoi sguardoni intensissimi che ci fanno davvero intristire all’idea che esca di scena prima del gran finale.
E se non bastasse questa scena, c’è un’ultima sparatoria in cui i fratelli Josto e Gaetano, riappacificatisi da poco, si vedono ammazzare l’adorata madre in un agguato che, naturalmente, sarà la scintilla che ci porterà a tre episodi finali a-tutto-sangue. Dopo un po’ di puntate mosce, ora sono abbastanza fomentato.

1.Grey’s Anatomy 17×02 – Massì, fatemi godere sto trash!
Diciassettesima stagione di Grey’s Anatomy, doppio episodio tutto legato alla pandemia (con il carico di drammi e consapevolezza medica che tanto serve agli americani traviati dal negazionismo trumpiano), ma soprattutto finale con Meredith che crolla a terra, forse proprio per Covid, e in sogno vede rispuntare Derek.
E intendiamoci, al momento è una di quelle cose assolutamente dozzinali tipo “non sapevamo bene cosa inventare di super-clamoroso che facesse parlare i giornali, e quindi abbiamo pensato di richiamare Patrick Dempsey per un episodio o due. Così, de botto”.
Però se sono diciassette anni che guardo Grey’s Anatomy, evidentemente non mi sono mai fatto troppi problemi con questo tipo di esagerazioni lacrimevoli, quindi a sto giro chissene, primo posto per un reincontro onirico fra un Derek e una Meredith ormai vecchierelli ma ancora pucciosi. Evviva!



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