30 Dicembre 2020

The Wilds – Prime Video: la versione teen di Lost funziona di Marco Villa

In The Wilds, nove ragazze sopravvivono a un disastro aereo e si ritrovano su un’isola deserta. Ma è davvero così?

Se dovessimo andare a vedere i luoghi in cui il nostro smartphone è stato geolocalizzato nel corso del 2020, probabilmente per quasi tutti ci sarebbe una sequela infinita di casa, casa, supermercato, casa, casa. Luglio e agosto esclusi, va da sé. Non avremmo mai immaginato di vivere un tempo in cui il semplice restare nella propria abitazione fosse accompagnato da una certa angoscia, sensazione che di solito non accostiamo al vivere tra le proprie quattro mura, quanto a esperienze e luoghi lontani da noi. Così, fa una certa impressione guardare The Wilds mentre si è costantemente in bilico tra rosso e arancione e no, non sono i colori del tramonto, anche perché il cielo è bianco da giorni.

Diciamo allora che per una cospicua parte degli ultimi dodici mesi ci siamo sentiti un po’ prigionieri a casa nostra (per scimmiottare gli slogan di quelli là), mentre le protagoniste di questa serie di Amazon PrimeVideo lottano quotidianamente proprio per conquistarsi il ritorno a casa.

Tutto parte da un volo aereo diretto alle Hawaii, con a bordo 9 ragazze che stanno andando a qualcosa a metà tra un ritiro spirituale e un rehab: scopriremo poi che hanno avuto problemi di vario tipo e quasi tutte sono state mandate contro il loro volere. L’aereo precipita e le ragazze si ritrovano su un’isola deserta, senza nessun aiuto e con un nuovo, unico obiettivo: sopravvivere. In ogni puntata, The Wilds alterna il racconto di quello che accade sull’isola con dei flashback, che mostrano la vita “prima” di tutti i personaggi. E sì: ogni episodio è dedicato a un flashback.



Ora prendiamoci tutti per mano, facciamo un girotondo e intoniamo insieme un rinvigorente: “Beh, ma è come Lost”. Eh, diciamo che il punto di partenza è più o meno quello, così come il clima di sintomatico mistero che aleggia su ogni elemento e pure gli effetti sonori del trailer qui sopra. Se The Wilds fosse una robaccia senza utilità, questa filiazione meriterebbe di essere malmenata per bene: fortuna che la serie PrimeVideo, creata da Sarah Streicher, mette sul piatto più di un punto degno di interesse e soprattutto una propria identità.

Partiamo da un fatto che è scontato nella trama, ma per nulla usuale: sono tutte ragazze. Stiamo quindi di una serie di sopravvivenza in cui i personaggi maschili sono relegati a piccoli ruoli da comprimari, all’interno dei flashback. Il centro della serie sta infatti tutta nell’osservare in che modo le ragazze interagiscono tra loro e nel comprendere come la situazione di emergenza le spinga a superare i propri limiti. O a non superarli, annegandoci dentro, ovviamente. Questo atteggiamento da osservatori è anche quello degli organizzatori del seminario di cui si parlava prima, perché ben presto si scopre che il disastro aereo e conseguente confino sull’isola sono stati organizzati: il momento di empowerment, per usare le parole del caso, passa infatti per la lotta quotidiana a stretto contatto con la natura.

Le ragazze sono costantemente osservate da camere di sorveglianza, mentre un team studia le loro reazioni, sotto la guida di Gretchen, una leader piuttosto instabile, interpretata dalla nostra amica Rachel Griffiths (ci eri mancata, Rachel). Questa degli organizzatori è la terza sottotrama che troviamo in ogni episodio – la Sottotrama Dharma, diciamo così – ed è con ogni evidenza la parte più debole di The Wilds: se da una parte rende la serie qualcosa di più di un semplice titolo survivor, è anche quella che arranca fin da subito e stenta a riprendersi.

Al contrario, la parte sull’isola funziona, nonostante un budget palesemente limitato, che impedisce grandi scene d’azione: a vincere sono allora le dinamiche interne al gruppo di ragazze, grazie a un buon livello di interpretazioni, con i picchi rappresentati da Sophia Ali (Fatin, già in Grey’s Anatomy), Erana James (Toni), Helena Howard (Nora) e Jenna Clause (Dot). Picchi presenti nelle scene sull’isola, ma anche nei flashback, tutti inevitabilmente legati a questioni teen: dal bisogno di trovare il proprio posto, passando per la necessità di esprimere il proprio sé, fino a vicende di puro dramma come quella di Dot, alle prese con la morte del padre.

Perché di fatto The Wilds è un teen drama femminile in cui personalità e conflitti tipici del genere vengono portati all’estremo dal contesto, perché  quella sensazione di sopravvivenza, che attraversa tutta l’adolescenza, qui viene presa alla lettera e trasformata in sopravvivenza vera e propria. Come detto in precedenza, a cominciare dal forte legame con Lost, The Wilds non propone niente di particolarmente nuovo, ma lo propone bene e con consapevolezza: le puntate funzionano, i personaggi pure e ogni episodio tira la volata a quello successivo. E da una serie di questo tipo non bisogna chiedere altro. Se non una seconda stagione, già confermata.

Perché guardare The Wilds: perché è un buon intrattenimento, che tira dentro

Perché mollare The Wilds: perché dopo aver visto lo schianto sull’isola avete fatto partire il rewatch di Lost

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