3 Settembre 2021

Brand New Cherry Flavour – Netflix: quanta inutile pretenziosità! di Marco Villa

Brand New Cherry Flavor ha regia, montaggio e cast più che buoni, ma finisce per piacersi troppo e si dimentica della sostanza

Il titolo è bellissimo: Brand New Cherry Flavor. Creativo, non dà appigli, diverso. Anche le immagini sono molto belle: una fotografia curata e sporca, riprese e montaggio che provano a non essere il compitino. E pure gli interpreti sono bravi, perché Rosa Salazar ha un volto pazzesco, in apparenza monoespressivo, in realtà mai uguale di scena in scena. Tutto bello quindi? Quasi, ma un quasi grande così. 

Brand New Cherry Flavor (in italiano Al nuovo gusto ciliegia) è una nuova serie Netflix, disponibile dal 13 agosto. Creata da Nick Antosca e Lenore Zion, è tratta dal romanzo di Todd Grimson e come detto ha Rosa Salazar come assoluta protagonista, dopo i ruoli in Maze Runner e Bird Box (tra gli altri). Non è semplice parlare di Brand New Cherry Flavor e il modo migliore per farlo è dividere la trama in due. Da una parte c’è la storia di una aspirante regista che arriva a Los Angeles negli anni ’90: il suo corto viene notato da un potente produttore di Hollywood, che la mette subito sotto contratto. L’occasione della vita? Senza dubbio, peccato che il produttore inizi a provarci con lei e – di fronte al suo rifiuto – reagisca togliendole il film grazie ad alcuni cavilli del contratto di cui sopra. E questa è la parte lineare. C’è poi quella estrema, fatta di apparizioni di un motociclista misterioso, scene allegoriche di gatti che pasteggiano con carcasse di coyote e soprattutto il personaggio di Boro (Katherine Keener). Boro è una tatuatrice dai poteri sovrannaturali, che prende Lisa sotto la sua ala e la guida nella vendetta contro il produttore, dimostrando di saper infliggere dolore a distanza e chiudendo la prima puntata con una scena particolarmente esplicita che non vado a spoilerarvi, ma che ha per protagonista un gattino appena nato. 

È il momento di tornare al “quasi” di prima, perché il primo episodio ha senz’altro il merito di non voler provare a spiazzare lo spettatore, ma finisce per essere vittima delle proprie ambizioni, trasformando Brand New Cherry Flavor in un esercizio stilistico molto pretenzioso e con poca sostanza. Più che raccontate una storia, sembra portare avanti un incessante ammiccamento a chi guarda, in stile: “Guarda che serie figa che abbiamo fatto, noi sì che ci capiamo, eh?”. Non è un caso che tutto quello che sia estetica funzioni, mentre a barcollare è proprio la struttura, l’impianto generale della serie, che affianca una storia da cliché (lo sfruttamento del talento + avances sessuali) e un piano sovrannaturale con invenzioni da minimo sindacale e un colpo di coda finale che cerca di sconvolgere, ma lo fa in modo troppo plateale. 



La sensazione, insomma, è quella di una serie che crede tantissimo in sé stessa, ma che mette la propria convinzione di unicità davanti al contenuto stesso. La parola che definisce il tutto l’ho già usata: Brand New Cherry Flavor è una serie pretenziosa, che ha elementi validi, ma che inciampa nei suoi stessi piedi e non fa venire voglia di proseguire.

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