3 Novembre 2021

The Billion Dollar Code – Netflix: tra Halt & Catch Fire e The Social Network di Marco Villa

La storia di due pionieri digitali e della loro causa a Google: la serie tedesca The Billion Dollar Code e la sua solidità

La dico facile e superficiale. Fatte le debitissime proporzioni, The Billion Dollar Code è un po’ un incrocio tra Halt & Catch Fire e The Social Network. Ripeto: fatte le debite proporzioni, perché i riferimenti sono una serie di qualità assoluta e un film che è uno dei capolavori degli ultimi 20 anni. Ma al di là dei giudizi di valore, parliamo di titoli che hanno un tema molto interessante e tutt’altro che inflazionato e l’idea di una serie che provi a mischiarli è stuzzicante di suo. Se poi la storia che viene raccontata è una storia realmente accaduta, il livello di interesse sale ancora di più.

The Billion Dollar Code è una serie originale Netflix prodotta in Germania, disponibile sulla piattaforma dal 7 ottobre. Racconta la storia di Carsten Schluter e Juri Muller, un artista digitale e un hacker che si incontrano nella Berlino degli anni ‘90 e decidono di unire i propri talenti per creare qualcosa che non si è mai visto prima: una riproduzione della Terra, che possa essere esplorata a diversi livelli di definizione. Si parte dal globo e poi via via si arriva a mappe satellitari sempre più dettagliate, che arrivano a mostrare strade e case. Direte: Google Earth. Esatto, proprio quello. E la storia è semplice: Schluter e Muller si inventano Terra Vision e qualche anno dopo Google presenta Google Earth: segue causa dei primi al colosso statunitense, accusato di aver violato un brevetto registrato. The Billion Dollar Code è proprio questo: la storia della creazione di un’opera rivoluzionaria e senza precedenti e della causa legale con cui due geniali scappati di casa cercano di difenderla. 

I titoli citati in apertura sono chiari, a questo punto: come in Halt & Catch Fire c’è un lavoro di ricerca e sperimentazione, per portare la tecnologia e il suo utilizzo a un livello nuovo; come in The Social Network c’è una vicenda processuale, per capire chi davvero sia il creatore di un prodotto digitale e come possa proteggerlo. The Billion Dollar Code è una miniserie in quattro puntate che non si fa ingolosire dalle durate e dalla possibilità di procedere a una eccessiva drammatizzazione. Per dire: già nel primo episodio viene consumato il racconto di come si arriva alla creazione e alla sperimentazione del software, un argomento che da solo avrebbe potuto reggere una prima stagione. La densità del racconto è senz’altro un punto a favore, per quanto si appoggi a momenti non privi di ingenuità. Il programmatore Juri, per dire, capisce come superare un problema attraverso la più classica delle epifanie: il suo socio Carsten dice una cosa, a Juri si accende la lampadina, gli chiede di ripetere quello che ha detto e da lì la soluzione è trovata. Visto quante volte? Mille? Forse anche duemila.

Se la serie fosse tutta giocata in questo modo, saremmo di fronte alla solita fiction didascalica e con poca energia, ma per fortuna si tratta di un caso pressoché isolato. La potenza della vicenda garantisce infatti un racconto di fondo molto solido e la brevità evita il rischio di sfilacciamento. Il risultato è una serie profondamente statica, dove le scene in cui c’è del movimento sono quasi una rarità, ma che riesce comunque a catturare l’attenzione per una scrittura efficace e uno sviluppo che non si perde per strada.

C’è poi un dettaglio che è molto interessante e che fa parte della trama: The Billion Dollar Code non è la storia di una startup o di uno Steve Jobs che cerca un modo per fare business. The Billion Dollar Code è la storia di due ragazzi della Berlino alternativa che si uniscono per fare arte. Non è un caso che il loro primo obiettivo sia creare un’installazione che permetta alla gente di guardare la casa in cui sono nati, in qualsiasi parte del mondo si trovi. Per noi oggi è qualcosa di scontato, che abbiamo in ogni smartphone, ma negli anni ‘90 nessuno aveva mai visto la propria abitazione – e quindi il proprio spazio personale – dal satellite. In questo senso, quella realizzata nella serie da Carsten e Juri è qualcosa di artistico, che solo dopo un giro in Silicon Valley diventa un progetto di business, che sfocerà poi nella causa legale. Il punto di partenza, però, è tutt’altro e questo cambiamento in corsa, questa trasformazione del progetto (e dei suoi creatori) è probabilmente l’aspetto che rende The Billion Dollar Code una serie molto calda e viva. Che si mantiene lontanissima per qualità e resa da quei due famosi titoli già stracitati in questo pezzo, ma che ha una sua dignità tutt’altro che trascurabile.

Perché guardare The Billion Dollar Code: per la forza e la compattezza della storia

Perché mollare The Billion Dollar Code: perché ha alcune ingenuità da fiction



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