25 Novembre 2021

Mayor of Kingstown – Senti che profumo di Sons of Anarchy di Marco Villa

Orfani di Sons of Anarchy, date uno sguardo a Mayor of Kingstown, che qualche soddisfazione ve la darà. Noi ci puntiamo.

Nel corso dei dieci anni abbondanti di vita di questo sito, ci è capitato infinite volte di rispondere alla domanda: “Ma tu che guardi mille serie, quale mi consigli?”. Fino a poco tempo fa, la risposta standard era Sons of Anarchy, senza se e senza ma. Perché non è la serie perfetta, ma è di grande potenza e soprattutto è una serie che in tanti non hanno visto. Da un po’ abbiamo smesso di consigliarla, anche perché gli anni passano e infatti io e il Castelli ci stiamo chiedendo a vicenda da un po’ di tempo: “Ma quale serie può diventare la nostra nuova risposta standard a quella domanda?”. Capite che sono interrogativi seri, di gente che ha tanto tempo e anche il lusso di sprecarlo. Peccato che il tempo non ci sia, ma vabbè, sto divagando. Sta di fatto che quando ha visto il pilot di Mayor of Kingstown, il Castelli mi ha mandato questo messaggio:

Al di là di un uso del termine “fottuti” che nemmeno il peggior doppiaggio di un film d’azione, la cosa ha un fondo di verità. Perché non sappiamo se Mayor of Kingstown potrà sostituire Sons of Anarchy nei nostri consigli di base, ma di sicuro ha più di un punto di contatto con la serie di Kurt Sutter.

Il primo punto di contatto si chiama Taylor Sheridan, che è il co-creatore di questa serie di Paramount+ e che aveva lavorato come attore proprio in Sons of Anarchy, interpretando un poliziotto di Charming che non faceva una bella fine. In compenso lui ha avuto una bella carriera, scrivendo i due Sicario e la sceneggiatura di un filmone come Hell or High Water. A questo aggiungete che è co-creatore di Yellowstone e ora di Mayor of Kingstown insieme a Hugh Dillon. Capito, l’amico Taylor?



La Kingstown del titolo è nel Michigan: non è una vera città, ma è un posto che potrebbe tranquillamente esistere. Adagiata sul lago, viene presentata come una company city, ovvero un centro abitato che ruota intorno a un business e il business in questione è quello delle carceri. A Kingstown ci sono varie prigioni per un totale di 20mila detenuti e detenute e quindi tutti in qualche modo hanno a che fare con questo mondo. Che non è un mondo semplice da gestire: se criminali e polizia fanno fatica a giocare con le sfumature, diverso è il ruolo di una manciata di figure piuttosto strane e – soprattutto – borderline. Si tratta dei due fratelli McLusky: Mike è interpretato da Jeremy Renner, mentre Mitch è interpretato da Kyle Chandler. Proprio Mitch è quello che viene considerato il sindaco di Kingstown, perché riesce a muoversi in un mondo di mezzo tra forze dell’ordine, criminali e intrecci vari, cercando di mantenere in equilibrio un mondo che rischia di implodere in qualsiasi momento.

Non una figura pulitissima, per quanto sempre mossa (almeno in apparenza) da motivazioni tutt’altro che disdicevoli. Per dire: per cercare di aiutare il nipote di un poliziotto che è finito in carcere, prova a trovargli protezione dando una mano a un gruppo di criminali per far entrare della droga in carcere. Tutti contenti, nessuno si fa male. La legalità è un’altra cosa, ma si entra in quel gioco di sfumature di cui si parlava prima. Tutto salta quando il personaggio di Kyle Chandler viene ucciso da un ladruncolo da niente, che non conosce l’importanza del ruolo del sindaco di Kingstown. Kyle Chandler esce di scena, portandosi dietro tutto il suo carisma, con cui ha segnato la serie in una manciata di sequenze. Tutto passa in mano a Mike, che non ha la statura del fratello, ma che si vede in qualche modo costretto a portare avanti la faccenda.

Mayor of Kingstown è una serie che ruota intorno al concetto di giustizia e sui mezzi da utilizzare per ottenerla. La giustizia in questione non è necessariamente quella gestita dai tribunali, anzi. In questo torniamo a Sons of Anarchy, che raccontava un gruppo criminale che non si limitava a fare i propri comodi, ma voleva offrire un senso di protezione alla città che li ospitava. Mafia? Eh, siamo da quelle parti. Qui non c’è il discorso del guadagno privato e criminale, ma solo quello di un’amministrazione parallela della giustizia e siamo a tanto così dal concetto di giustizia privata. Il punto di forza di Mayor of Kingstown è quello di avere personaggi al limite: non c’è l’eroe senza macchia, anzi, tutti sono sporchi e corrotti, un po’ come accadeva con The Shield.

Mayor of Kingstown è una serie in cui non c’è nessuna prospettiva di salvezza: è una serie che inizia a menare botte allo stomaco nel primo episodio e che continua così anche nei successivi. Ripeto: non c’è l’eroe che deve ripulire dal marcio. C’è solo il marcio, in cui sguazzare più o meno a proprio agio a seconda della personalità e del carattere. Una scelta netta, estrema e a suo modo in controtendenza con le serie contemporanee. Noi per ora ve la consigliamo, sperando che tenga botta.

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