3 Gennaio 2022

Serial Moments 508 – Dal 26 dicembre 2021 all’1 gennaio 2022 di Diego Castelli

Amori malati, passeggeri oscuri e terre pericolose

ATTENZIONE! SPOILER CAPODANNESCHI DI 1883, YELLOWJACKETS, AND JUST LIKE THAT, THE BOOK OF BOBA FETT, MAYOR OF KINGSTOWN, DEXTER: NEW BLOOD LANDSCAPERS

7.1883 1×03 – Consapevolezze
Il terzo episodio di 1883 è stato un po’ meno eccezionale dei primi due, ma ha comunque regalato qualche chicca interessante. Quella che ho preferito è la presa di coscienza finale da parte di Elsa, una ragazza la cui voce fuori campo può spesso sembrare poco più di un orpello stilistico per dare un po’ di poesia al tutto, ma che invece è spesso il vero filo conduttore del senso da dare alle scene che guardiamo. In questo caso, dopo un altro episodio di faticosi tentativi di restare in vita in una terra ostile, Elsa si domanda se abbia senso chiedersi perché Dio abbia voluto creare le meraviglie della Terra, ma anche i mostri che la popolano. E la risposta arriva subito dopo: no, non ha senso chiederselo, perché non le ha create per noi.
Per un personaggio che ha iniziato da poco un viaggio difficile in una terra tanto bella quanto letale, uscire dal paradigma cristiano per il quale il mondo esiste a vantaggio dell’uomo è un’operazione culturalmente rivoluzionaria che rappresenta anche una crescita sostanziale per la protagonista, che ora sa di poter contare solo su di sé: non è il caso di chiedere l’aiuto di altri grandi poteri, perché non arriverà.

6.Yellowjackets 1×07 – Cagnolini
Avevamo recensito la prima puntata di Yellowjackets parlando di una serie tosta, che metteva insieme un’anima da teen drama con improvvise accelerazioni nel thriller-horror più violento e disturbante. Gli episodi successivi al pilot non sempre hanno avuto la stessa forza, ma ogni tanto ci sono ancora accelerazioni gustose e inaspettate. In questo episodio, per esempio, l’amore nascente fra Taissa e Vanessa viene brutalmente stroncato (forse) quando quest’ultima viene sbranata da un branco di lupi. La scena è particolarmente forte perché inaspettata e perché inserita in una cornice in cui effettivamente, nei minuti precedenti, ci si stava preoccupando soprattutto di questioni adolescenziali. Ma la Natura ci tiene a far sapere che questa non è Beverly Hills o Gossip Girl, e la cosa peggiore che ti può capitare non è un tweet al veleno di una ex amica incazzata, bensì il fatto che un gruppo di bestie feroci ti mangi letteralmente la faccia.



5.And Just Like That 1×05 – Smanacciate e pipì
In questo episodio succedono diverse cose per le quali non è difficile immaginare un ampio range di reazioni differenti nelle persone un tempo appassionate di Sex and The City. Per esempio, la scena in cui Carrie, recentemente operata all’anca, si trova sul water dell’ospedale a fare pipì supportata da Charlotte, offre uno scorcio della mitica Bradshaw che certamente non appare glamour come un tempo, e non so decidere se sia una coraggiosa presa di coscienza del tempo che passa, oppure l’inutile stupro di un’icona.
Ma la scena da segnalare è un’altra, cioè quella in cui Miranda, nella sua nuova versione queer-alcolista, si fa smanacciare da Che Diaz nella cucina di Carrie, mentre quest’ultima, rimasta senza assistenza, finisce col pisciare in una bottiglia vuota per poi rovesciarla erroneamente sul letto.
Scusate, permettetemi di ridirlo: Carrie versa la propria urina sul letto mentre Miranda si fa masturbare in cucina.
Piaccia o no, scena abbastanza memorabile, nel senso letterale del termine.

4.The Book of Boba Fett 1×01 – Nel ventre della bestia
Non mi dilungo sull’esordio di The Book of Boba Fett perché l’ho già fatto pochi giorni fa, dicendo peraltro che non è stato un pilot eccezionale. Però l’immagine di Boba nel ventre del Sarlacc la segnalo lo stesso, perché credo ci siano intere generazioni di bambini e ragazzi che, nel corso degli ultimi quarant’anni, si saranno detti “certo che però mi piacerebbe vedere che fine ha fatto Boba Fett negli intestini del vermone”. Ed eccolo qui.

3.Mayor of Kingstown 1×08 – Soluzioni pratiche
Il buon Mike / Jeremy Renner, appena dismessi i panni di Hawkeye, vince comunque il premio settimanale per il supereroe badass, anche se in questo caso ci sono meno frecce e più pallottole, mento simpatia-Disney e più ferocia-Taylor Sheridan.
In pratica il nostro protagonista riesce finalmente a ritrovare Iris, e si fa dire dalla ragazza chi l’ha drogata e schiavizzata per giorni. Guarda caso, sono gli stessi nazisti con cui lui era andato a parlare poco prima, e da cui torna con molta meno voglia di chiacchiere. Non appena Iris indica Duke come il colpevole delle sevizie ricevute, Mike non scende nemmeno dalla macchina e gli spara in fronte attraverso il parabrezza.
Semplice, facile, pratico.

2.Dexter: New Blood 1×08 – Un nuovo Dexter
Ci abbiamo messo un po’ di anni, ma alla fine il cerchio si è chiuso. Quando hai un personaggio come Dexter, così profondamente segnato da uno specifico evento dell’infanzia (la morte violenta della madre, la nascita del “dark passenger”, e la cura di un padre adottivo che gli insegna un codice di comportamento per tenerlo a bada), i futuri possibili sono solo tre: o Dexter muore, oppure riesce a “guarire”, altrimenti sarà narrativamente costretto a portare avanti l’eredità paterna. Ebbene, in questo episodio il giovane Harrison deve scendere a patti con la presenza di un suo personale dark passenger, e Dexter è costretto ad accettare il fatto che il suo ruolo deve mutare da quello di figlio problematico e “controllato”, a quello di padre normativo e “controllore”. E così ecco la scena in cui Dexter comincia a raccontare a Harrison la verità su di sé e sul Codice che il padre Henry aveva inventato per guidare le sue pulsioni. Ci abbiamo messo un po’, ma ci siamo arrivati.

1.Landscapers 1×04 – Tenerelli
Dopo soli quattro episodi si conclude la vicenda di Landscapers, che porta all’inevitabile incarcerazione di Susan e Christopher. A piacermi, di questo episodio che come di consueto crea una tensione molto forte fra la realtà del processo, dei poliziotti, delle gabbie, e l’immaginazione con cui Susan sogna di fuggire nel far west in compagnia del marito, è stata soprattutto una sorta di indulgenza romantica nei confronti dell’amore fra i due protagonisti. A conti fatti, Landscapers non è la storia di una coppia di cattivi che finisce in prigione per il trionfo della giustizia, bensì il racconto dell’amore malato e disfunzionale fra due persone malate e danneggiate. Se l’esito è scontato e anche moralmente ineccepibile, mai come in questo finale si vede però anche una qualche forma di tenerezza, uno sguardo quasi sorridente su un amore che sarebbe sì un sentimento da film, puro, incontaminato e inscalfibile, se non fosse che ha partorito il mostro della violenza e dell’omicidio. Abbiamo così un’ultima scena che non è effettivamente “carceraria”, bensì un più indulgente volo mentale di Susan verso un futuro (o un passato) di sogno cinematografico.
Non so quale lezione vogliamo trarne nei confronti dell’Amore con la A maiuscola, ma mi sembra un ottimo modo per iniziare l’anno nuovo con precario, inquietante e sanguinoso ottimismo.



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