9 Dicembre 2021

The Sex Lives of College Girls – La nuova comedy di Mindy Kaling di Marco Villa

The Sex Lives of College Girls è una comedy fresca e ritmata, non a caso scritta da una delle autrici e comiche più talentuose in circolazione

Pilot

Se penso a una serie ambientata nei dormitori di un college statunitense, il primo titolo che mi viene in mente è Greek. Che poi è anche il secondo e il terzo, perché se un elenco di serie ad ambientazione liceale sarebbe davvero semplice da completare, la faccenda è diversa quando si passa all’università. Non sto parlando di serie con personaggi che frequentano il college, ma di serie che ruotano intorno al college e ai suoi riti, magari estremizzati. Il mondo delle confraternite e delle feste, insomma, situazioni che offrono mille spunti per racconti leggeri e che possono essere poi declinati anche su altri generi (qualcuno ha detto Scream Queens?). Però si torna al punto di partenza: Greek e nulla più. Ecco perché The Sex Lives of College Girls è una serie interessante già dal suo tema.

The Sex Lives of College Girls (HBO Max dal 18 novembre, ma c’è tutto il primo episodio su YouTube). Ovvero: quando i titoli didascalici funzionano, perché di questo parla la serie. Quattro ragazze che arrivano in un college fittiIo del Vermont, con storie diversissime alle spalle: Kimberly (Pauline Chalamet, si è sorella di quello là) arriva dall’Arizona, America profondissima con tutti gli annessi e connessi e un fidanzato idealizzato, che impiega poco a rompere l’idillio; Bela (Amrit Kaur), di famiglia indiana benestante, che vuole sfondare come comica e cerca una vita sessuale il più possibile libera; Leighton (Reneé Rapp), l’immancabile ricca che è da sempre nel giro giusto, ma che si ritrova improvvisamente sola e con il segreto di una omosessualità sempre nascosta; Whitney (Alyah Chanelle Scott), la potenziale campionessa di calcio, nonché figlia di una senatrice, nonché amante del suo coach. Tutte storie che hanno un grosso nodo da sciogliere e che permetteranno alle ragazze di crescere, dopo essersi opportunamente schiantate su qualche muro di delusione.

Situazioni personali che ruotano intorno al sesso e che sfruttano il trasferimento al college come detonatore di desideri e aspirazioni e con il corollario di feste e sbronze. Sì, detta così non è la cosa più invitante e rivoluzionaria, ma l’aspetto più interessante è il credito alla voce Created by, perché lì troviamo il nome della nostra amica Mindy Kaling, che da tempo non ha bisogno di presentazioni, ma giusto per chi era assente: The Office, The Mindy Project e recentemente Never Have I Ever. Kaling è un’ottima autrice e una comica non da meno e la cosa si vede: The Sex Lives of College Girls è una serie intelligente e non banale, che prende il classico racconto maschile delle folli notti al college e lo ribalta al femminile. E già non è poco, perché non stiamo parlando della classica comedy che prende tutti gli stereotipi più tipici dell’amicizia femminile, anzi: già dalla descrizione dei personaggi, è piuttosto evidente che si tratta di caratteristiche che vogliono andare a sfatare proprio quei luoghi comuni, ormai cristallizzati. E in questo ribaltamento sta il primo punto di forza di The Sex Lives of College Girls

Il secondo è il tentativo di andare oltre una comicità superficiale: i college sono la culla di tutto quel mondo che viene genericamente definito “woke” (e che era stato raccontato da The Chair, pochi mesi fa) e The Sex Lives of College Girls si prende la libertà di piazzare qualche presa in giro qua e là, come accade nel primo episodio. In un momento di autocoscienza tra matricole, un ragazzo comunica ad altri compagni di università di essere gay e di aver sempre patito questa situazione, ma di avere finalmente trovato la forza di esprimere se stesso. Reazione degli altri: sostanziale indifferenza, che andrebbe bene se fosse intesa come un: “non c’è bisogno di dirlo, ognuno fa quello che vuole”. Peccato che trenta secondi dopo arrivi un coming out molto simile, che invece strappa un coro di: “awwww” da tutte le ragazze presenti. La differenza? Il secondo ragazzo è molto più carino del primo. Non è critica feroce, ovvio, è una piccola punturina, ma è importante che ci sia, perché segnala un intento chiaro da parte di Kaling e del suo gruppo di autori, intento che speriamo di ritrovare anche nelle puntate che verranno.

Al termine dei primi episodi, The Sex Lives of College Girls si impone come qualcosa di estremamente fresco: ha un buon ritmo, le interpreti sono adatte e – udite udite – si ride pure. E sapete come la pensiamo da queste parti sulle comedy che fanno ridere davvero: sono sempre meno e quando capitano, bisogna segnarsele.

Perché guardare The Sex Lives of College Girls: perché ha un taglio interessante e un ritmo che tira dentro

Perché mollare The Sex Lives of College Girls: perché è una comedy post-adolescenziale molto dritta



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