20 Maggio 2022

The Lincoln Lawyer – Per gli amici Avvocato di difesa, su Netflix di Diego Castelli

Il solito David E. Kelley propone un legal semplice e dritto, come quelli di una volta. Il che non è mica un male, anzi

Pilot

Se ci seguite da un po’, sapete bene che usiamo spesso il termine “serie generalista”. Un termine che teoricamente dovrebbe fare riferimento a prodotti che vanno in onda, per l’appunto, sulla tv generalista (quella gratuita finanziata con la pubblicità, NBC, ABC, CBS ecc), ma ormai si usa anche per indicare una sorta di macrogenere che fa riferimento alle modalità con cui una storia è presentata: un racconto comprensibile, molti dialoghi chiari e precisi, pochi fronzoli estetici, un ritmo medio-alto che sennò la gente cambia canale, magari anche la costruzione di storie verticali ben inserite in un genere riconoscibile, così che si possa “entrare” nella serie anche a metà della seconda stagione, senza pr questo andare in panico.

Ebbene, oggi parliamo di una serie che ha tutte queste caratteristiche, creata peraltro da un professionista di questo ambito come David E. Kelley e tratta da romanzi per il grande pubblico come quelli di Michael Connelly, e che però, pur essendo una serie palesemente “generalista”, va su Netflix.
Stiamo parlando di The Lincoln Lawyer, che in italiano, fin dal romanzo originale, ha un titolo che a me pare completamente sgrammaticato come “Avvocato di Difesa”.

Il protagonista, che finì sul grande schermo nel 2011 con la faccia di Matthew MacConaughey, è qui interpretato da Manuel Garcia-Rulfo: Mickey Heller è un avvocato molto capace, molto conosciuto nell’ambiente e famoso per lavorare molto in auto, lui che ha un bel parco macchine tutte brandizzate Lyncoln (da cui il titolo).

nell’ultimo anno e mezzo, però, Heller è rimasto fuori dal giro a seguito di un incidente di surf, a cui è seguita una dipendenza da antidolorifici da cui l’avvocato è appena riuscito ad uscire.
Due ex moglie, una figlia adolescente, Heller ha l’occasione di ritornare al lavoro quando un suo ex collega muore in circostanze misteriose e gli lascia in eredità tutti i suoi clienti.
Ributtato improvvisamente nella mischia, Heller deve gestire un po’ di piccoli casi quotidiani, un grosso caso dalla forte risonanza mediatica che vede coinvolto un ricco produttore di videogiochi accusato di aver ucciso la moglie e l’amanti di lei, e invece anche il caso della morte dell’ex collega, che di puntata in puntata si rivela un puzzle sempre più intricato.

Una serie generalista, ci siamo detti, offerta da una piattaforma come Netflix che, ormai lo sappiamo, da qualche tempo punta molto sulla quantità, cercando di offrire un sacco di prodotti a un sacco di pubblici, una strategia che ha permesso di espandere un po’ ovunque i tentacoli della piattaforma, ma che ha causato anche qualche malumore fra chi fa sempre più fatica a trovare i veri prodotti di qualità (che pure ci sono) all’interno di un mare magnum di cose “solo medie”.

Ecco, The Lincoln Lawyer va obbligatoriamente inserita fra i prodotti “medi”, nel senso che appartiene a un genere preciso, non cerca di rivoluzionare niente né in termini narrativi né visivi, e come detto non starebbe male su una qualunque generalista americana (prima di approdare a Netflix, peraltro, il progetto è rimasto per un anno e mezzo sulle scrivanie di CBS).

Questa medietà non deve però ingannare. Parlare oggi di prodotti medi di Netflix fa storcere il naso, perché viene in mente Palpito, che però, al netto del successo, possiamo considerare nella parte bassa.
The Lyncoln Lawyer, invece, è sì una serie generalista, ma anche una buona serie generalista.

Lo si vede dalla fluidità con cui si passa dalle storie verticali a quelle orizzontali; dall’attenzione dedicata alla storia d’amore (sofferta, smozzicata, sospesa, speranzosa come da manuale) fra il protagonista e la sua prima ex moglie, interpretata da Neve Campbell; dalla cura messa nei dettagli della trama gialla, con la contemporanea attenzione a fare in modo che i risvolti non siano mai troppo criptici.

Il ritmo è sempre sostenuto, ci sono momenti di alleggerimento e mezza comicità, e quando si va in aula e si comincia il dibattimento, la grande tradizione del legal americano mostra i muscoli con le arringhe carismatiche, l’intelligenza degli avvocati, piccoli sorprese e metaforiche partite a scacchi che stuzzicano la curiosità degli spettatori.

Insomma, The Lincoln Lawyer è una serie classica nel concept e nello svolgimento, ma che sa quello che fa. Non vi cambierà la vita, potreste anche avere qualcosa da criticare (nel finale ci sono un paio di passaggi un po’ affrettati), ma potrete guardarvela con facilità, con gusto, distraendovi anche qui e là senza paura di perdere completamente il filo. Una serie scacciapensieri, ma niente per cui ci si debba vergognare con gli amici, a posto così.

Perché seguire The Lincoln Lawyer: è un legal classico nel senso migliore del termine, con tutte le sue cose a posto per dieci episodi di intrattenimento robusto.
Perché mollare The Lincoln Lawyer: se il genere non vi è mai piaciuto, non riuscirà a farvi cambiare idea.



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