16 Gennaio 2014 1 commenti

Enlisted – Una comedy caruccia, ma che chiudono tipo domani di Diego Castelli

Copertina Pilot, Pilot

Enlisted (2)
Ieri ho detto al Villa che oggi pomeriggio avrei scritto di Enlisted, nuova comedy di FOX. Al che lui – ingenuo – mi chiede se non è il caso di conservarla, così da usarla come “articolo principale” nei prossimi giorni.
L’ho convinto quando gli ho fatto notare che, dati d’ascolto alla mano, c’è caso che Enlisted non arrivi alla terza settimana.

Ed è con questo scintillante entusiasmo che veniamo alla vita di dei fratelli Hill, Pete, Derrick e Randy (interpretati da Geoff Stults, Chris Lowell e Parker Young), tre ragazzotti figli di padre soldato e morto in servizio, che sono diventati soldati a loro volta, unti da quel patriottismo americano che spesso diventa stucchevole e qui vuole essere più che altro tenero e allegrotto.
Solo che mentre Pete è un figo e viene mandato dove si fa la guerra vera,  Derrick e Randy sono due sfigati, uno perché svogliato (nonché fidanzato di Veronica Mars) e l’altro perché idiota (Young fa l’imbecille anche in Suburgatory, evidentemente gli viene bene), e quindi vengono lasciati tra le riserve in Florida, gente che un talebano l’ha visto solo in Rambo III e che passa il tempo a pulire i carri armati, fare esercitazioni e accudire le famiglie dei soldati al fronte.
La svolta arriva quando Pete pesta un superiore per futili motivi e viene punito con la retrocessione nelle riserve: ovviamente viene mandato nella stessa base dei freatelli, e altrettanto ovviamente la riunione di famiglia sarà ricca di gag e simpatia, e ci sarà modo di scoprire che le riserve, in fondo, danno anche loro un contributo importante.
Enlisted

Mi sono dilungato sulla trama, quindi darò subito un giudizio sintetico: Enlisted è molto lontana dal concetto di “capolavoro”, ma allo stesso tempo è un peccato che sia partita così male.
Appartiene a quella famiglia di sitcom col cuore tenero, dove il cinismo e la cattiveria vengono sempre sconfitti dalla dolce simpatia e dalle gioie della famiglia e dell’amicizia.  Con anche un po’ di sarcasmo, che sennò viene il diabete.
Sì insomma, una di quelle comedy che di solito il Villa rade al suolo con parole di fuoco. Io, si sa, sono più tenero, e vi dico che Enlisted riesce a portare a casa una ventina di minuti di rilassante intrattenimento. Soprattutto perché l’ambientazione è abbastanza originale per una comedy (l’esercito di solito è materia da drama), e l’approccio da Scuola di Polizia – con protagonisti completamente inadeguati a fare quello che fanno ma mossi da sincero entusiasmo e gioioso cameratismo – riesce a creare qualche personaggio divertente.
Enlisted (1)

Sono tutte macchiette eh: l’asiatica piccola ma tosta, l’obeso la cui massima aspirazione è scalare un muro, il capo burbero ma in fondo buono, la soldatessa incazzosa ma in realtà solo bisognosa di affetto maschile (e ci siamo capiti). Non aspettatevi i dialoghi strani e intricati di un Girls, o la follia surreale di un Community. E se una piccola perla come The Neighbors probabilmente non vedrà la terza stagione, ci sta anche che Enlisted fallisca, perché il palinsesto americano è una giungla e solo i più forti sopravvivono (a volte manco quelli).
Però se mi chiedete “fa schifo?” vi rispondo di no.

Perché seguirla: è una comedy leggera, con un ambientazione abbastanza originale e diversi personaggi divertenti.
Perché mollarla: non aggiunge più di tanto al mondo delle comedy già esistenti e, soprattutto, è partita talmente male che probabilmente non finisce nemmeno la prima stagione.
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