6 Aprile 2022

Wolf Like Me: su Prime Video una chicca breve, stramba e deliziosa di Diego Castelli

Su Wolf Like Me si possono dire poche cose senza fare spoiler, ma intanto la consigliamo

Pilot

Oggi colmiamo un buco che ci portiamo avanti da gennaio, un buco che ci è stato fatto notare più volte (vi adoro per il fatto che anche quando avete già visto una serie e vi è già piaciuta, non la considerate davvero “certificata” finché non se n’è parlato su Serial Minds), e che ora si può risolvere con sorprendente coerenza, perché la serie di cui si parla, originaria di Peacock, è appena uscita in Italia su Prime Video: parliamo di Wolf Like Me.

Scritta e diretta dall’australiano Abraham Forsythe, interpretata nei ruoli principali da Josh Gad e Isla Fisher, Wolf Like Me è un prodottino piccino e particolare, attorno al quale fin dal principio si era creato un inaspettato mistero.

A prima vista, infatti, sembra una normale commedia romantica, di quelle potenzialmente un po’ dolciastre (e in parte lo è per davvero), ma prima ancora della sua uscita Forsythe aveva chiesto a giornalisti e recensori vari di non svelare troppo delle sue sorprese.

Uella, dicevamo noi, sorprese in che senso? Cosa mai potrà succedere che non si possa anche solo accennare nella recensione di un prodotto che sembra tutto sommato uguale ad altri cento?

Beh, per farla breve, Forsythe non scherzava, ed effettivamente la trama di Wolf Like Me merita di essere discussa… il meno possibile.

La storia prende le mosse da una situazione che, come detto, richiama la rom-com più dolce e anche un filo mielosa: Gary (Josh Gad) vive in Australia con la figlia Emma, di undici anni, e il rapporto fra i due non è dei più semplici, perché la mamma di Emma è morta sette anni fa, e Gary fa quello che può per essere un buon padre, senza però riuscire a comunicare come vorrebbe con una ragazzina che diventa di giorno in giorno più matura, intelligente e indipendente.

In questo quadretto arriva Mary (Isla Fisher) che ha anche lei i suoi problemi e il suo passato burrascoso, e incappa in Gary ed Emma nel modo classico delle commedie romantiche: per caso, e ripetutamente, tanto che a un certo punto pare quasi che nella piccola cittadina ci siano solo loro tre.

E qui ci fermiamo.

I restanti episodi di Wolf Like Me proseguono su un binario già perfettamente conosciuto, fra dolci risate e momenti toccanti, aggiungendoci però pezzi di altri generi che inizialmente non ci si aspetterebbe proprio, e dando quindi al tutto il sapore di un prodotto molto più originale del previsto.

L’effetto è sufficientemente particolare da farmi sentire in colpa anche solo per avervi detto che “qualcosa” succederà, anche se effettivamente non vi ho detto cosa. Però d’altronde come la faccio la recensione? Come faccio a spiegare che Wolf Like Me è meritevole, sennò?

Perché effettivamente meritevole lo è. Nei mesi scorsi, e anche negli ultimi giorni, la serie si è presa la sua discreta quantità di elogi, per l’ovvio motivo legato a certe sue “stranezze”, ma anche perché, aggiungo io, è uno show tutt’altro che pigro.

Per dirla in altro modo, Abraham Forsythe ha avuto una buona idea di base, ma che sarebbe anche potuta autocompiacersi troppo e rimanere solo abbozzata, troppo fiduciosa della sua intrinseca bontà.
Per fortuna, però, il lavoro della scrittura non si esaurisce qui: quella di Wolf Like Me è una storia che funziona a 360 gradi, in cui si empatizza con i personaggi, si assiste effettivamente a un loro percorso di crescita, all’incontro di ostacoli che permettono di rileggere il loro vissuto sotto una lente nuova, per imparare e guarire.

È insomma una serie che, in un numero piccolo ma “giusto” di episodi, si prende il tempo per essere davvero una buona commedia romantica, tenera e commovente, interpretata in modo efficace. Il suo principale twist narrativo, allora, diventa l’escamotage fisico e metaforico (un twist che ci parla di solitudine, di accettazione di sé, e accettazione degli altri) con cui farsi ricordare e far parlare di sé, ma il maggior pregio di Wolf Like Me è quello di rendere quel twist la ciliegina (ciliegiona…) su una torta che, effettivamente, funziona anche quando di quel twist non si sa ancora niente.

Consigliata.

Perché seguire Wolf Like Me: una serie breve, piacevole, e con sorprese impossibili da dimenticare.

Perché mollare Wolf Like Me: se non vi piacciono i misto-genere che sul miscuglio di situazioni molto diverse fondano la loro fortuna.



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