28 Settembre 2010

Mike & Molly di Diego Castelli

Grasso è bello. E fa ridere.


Non ci diciamo pistolate: prendersi gioco delle minoranze è divertente. E intendo tutte le minoranze: alti, bassi, magri, grassi, neri, gialli e quant’altro. Nella sua storia, l’uomo (che è meschino, si sa…) si è molto impegnato a prendere per il culo il prossimo, ed è assai capace di creare battute fulminanti a sfondo fisico-razzial-culturale. Battute che spesso non usiamo perché, giustamente, cerchiamo di non offendere o mettere a disagio chi abbiamo di fronte. Ma se qualcuno crea una qualche zona franca in cui quelle prese in giro sono “consentite”, allora ci divertiamo di brutto.

Questo, in buona sostanza, è Mike & Molly, nuova sitcom di CBS targata Chuck Lorre (The Big Bang Theory) e scritta da Mark Roberts, uno che ha sceneggiato ottanta e passa episodi di Due uomini e mezzo e che quindi, diciamo, sa come si fa…

Il concept è semplice: seguiamo la nascita dell’amore tra Mike (Billy Gardell) e Molly (Melissa McCarthy, ben nota per Una mamma per amica e Samanta Chi?), due diversamente magri che si incontrano a un gruppo di supporto per persone in sovrappeso (sorta di “Tripponi anonimi”). A comporre il quadretto ci sono: Carl, collega di Mike in polizia, iper-logorroico e mattacchione; Victoria, sorella di Molly un po’ fumata; e infine Joyce, sua madre.
La zona franca, vi dicevo: Mike e Molly sono obesi, e a loro scherzare sull’obesità è non solo permesso, ma anzi consigliato, per sdrammatizzare una situazione non semplice. E i personaggi di contorno, che per i protagonisti nutrono affetto sincero e caloroso, hanno ugualmente diritto a far parte di questa fabbrica di battute, senza che nessuno si senta offeso o ferito. Ma se i personaggi non si risentono, allora anche noi possiamo rilassarci e goderci la qualità della scrittura, che è il secondo (e imprescindibile) punto di forza della serie. Roberts ha scritto un pilot che, dopo 3-4 minuti di rodaggio, decolla improvvisamente con una gran quantità di minchiate rapide ed efficaci, recitate con gran ritmo.



Intendiamoci: è una sitcom classica. Quindi niente sperimentazioni strane o cinismo eccessivo. Si punta alla leggerezza, con un po’ di buonismo dolciastro. Più che arte, è artigianato. Però oh, si ride di gusto, anche con temi abbastanza delicati. Il che non è scontato.

Ultima nota, spuntata nel cervello più o meno a metà episodio. Mi è venuto da pensare che se Gardell o la McCarthy dovessero dimagrire (per fatti loro, intendo), la serie andrebbe a ramengo. Ma quindi ipotizziamo che gli abbiano fatto firmare una clausola pro-lipidi nel contratto? Tipo “noi ti facciamo star dello show ma in cambio tu accumuli colesterolo finché diciamo basta”? Cazzarola, un risvolto non proprio edificante…

Previsioni sul futuro: Seguiremo la nascente storia tra Mike e Molly (primo appuntamento, primo bacio, prima notte insieme) sempre all’insegna della simpatia e dei “jokes”.
Perché seguirlo
: fa ridere. E in alcuni punti fa ridere molto.
Perché mollarlo
: se cercate sempre qualcosa di veramente nuovo (e Mike & Molly non lo è). O se siete piccoli lord rompipalle tutti presi dall’etichetta e dallo snobismo mascherato da buona educazione.



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