22 Dicembre 2010 20 commenti

Vampiro è bello (e dura a lungo) di Diego Castelli

Ecco perché è assurdo rifiutare la vampirizzazione


OCCHIO CHE QUALCHE SPOILERINO SU TRUE BLOOD E VAMPIRE DIARIES C’E’…

L’altro giorno il Villa mi fa: “Oh, visto che Vampire Diaries è iniziato anche in chiaro su Italia Uno, non sarebbe il caso di fare un post sulla prima stagione, per quelli che non l’hanno ancora vista?”.
Gli ho risposto: “Sarebbe effettivamente un buon momento, però di Vampire abbiamo già parlato in occasione della mitica sfida con Twilight (qui e qui). Forse sarebbe una ripetizione, non credi?”
Lui ci ha pensato un po’ su, e poi ha detto: “Oh, visto che Vampire Diaries è iniziato anche in chiaro su Italia Uno, non sarebbe il caso di fare un post sulla prima stagione, per quelli che non l’hanno ancora vista?”.

Percepita una leggera insistenza, scrivo. Ma voglio parlarvi di un argomento più generale.



C’è stato un tempo in cui i protagonisti umani delle storie vampiresche avevano ogni motivo per non desiderare la trasformazione in succhiasangue.
Pensate a Gary Oldman in Dracula di Bram Stoker. Cazzo, brutto forte!
Ma per rimanere su ciò che ci appartiene, prendete Buffy. Lì i vampiri erano sostanzialmente dei mostri attaccabrighe, con la faccia tutta rincagnata, e diventare uno di loro significava perdere sé stessi per abbracciare una vita di sordida bastardaggine.
Mica bello.
E l’unico vampiro con l’anima, cioè l’unico ancora “umano”, si portava addosso una maledizione per la quale sarebbe ritornato malvagio qualora avesse raggiunto un momento di pura felicità (leggi “trastullarsi sessualmente con la Cacciatrice”).
Meno bello ancora.

Di recente, invece, qualcosa è cambiato.
Lasciamo perdere Twilight, che sono film (più o meno) in cui i vampiri al sole luccicano, e quindi più che vampiri sono creature di domopak, ottime per stupire gli amici durante i compleanni.
Prendiamo, invece, True Blood e Vampire Diaries.
In questi telefilm c’è sempre una ragazza desiderata un po’ da tutti, che ama un vampiro, e che vede un’ipotetica trasformazione come il peggiore dei mali.
La domanda è: perché?

Analizziamo la cosa razionalmente. I vampiri di entrambi i telefilm sono immortali (anzi, eternamente giovani), hanno superpoteri fighi, possono ipnotizzare la gente per fargli fare ciò che vogliono, hanno canini retrattili che tutto sommato si nascondono con facilità. Soprattutto, pare che abbiano conservato un bel po’ di sentimenti, passioni, desideri e coscienza. Nessuna “anima” è stata loro tolta, tanto che Bill Compton è un vampiro gentile e a modo, e Stefan Salvatore (nella foto incanottata più sotto) è un ragazzo modello. Ok, mangia gli scoiattoli, però fa niente, con una mentina passa tutto.
Certo, ci sono un sacco di vampiri cattivissimi, ma la cosa non pare direttamente e necessariamente associata alla loro condizione soprannaturale, sembra più un problema caratteriale pregresso (notevolmente aggravato, come ovvio, dalla sete di sangue e dal fatto che ora possono fare quello che gli pare, per la serie “l’occasione fa l’uomo ladro”).
Inoltre, mi verrebbe da dire che anche molti umani sono cattivissimi, quindi pari e patta.

Non nego che qualche problemino sembrerebbe esserci.
– In True Blood sanguinano dagli occhi invece di piangere normalmente. Ci piazziamo un “chissene”?
– In Vampire “sentono” in maniera amplificata, quindi quando soffrono (emotivamente, intendo), soffrono di brutto. Però, rimanga tra noi, mi pare una panzana detta per tirarsela, visto che alla fine non si comportano molto diversamente dall’ochetta di turno (per non parlare di Jeremy, che se diventasse vampiro probabilmente non farebbe altro che impalettarsi, visto che già adesso è depresso come un agnello alla vigilia di Pasqua).
– Come accennato poco sopra, sono pressati dalla sete di sangue. Però abbiamo visto che possono resistere, come un goloso con i dolci, o un fumatore con le sigarette. Insomma, non è che devi ammazzare per forza. Un morso qui, tre unità di zero negativo là…
– Infine, il Problema. Non possono uscire al sole.

Ora prendiamo me, Diego Castelli. Trasformato in vampiro.
Se piango, esce sangue. Basta non piangere, o al massimo lavarsi dopo.
Se esco al sole, crepo. Ok. Però già adesso mi piace alzarmi all’una del pomeriggio. Poi vivo in Lombardia, dove nuvole e smog schermano qualunque raggio cosmico. Inoltre, nelle poche giornate assolate, amo chiudere le imposte per non avere il riflesso sul computer mentre vedo i telefilm. Per finire, non me fotte una minchia di fare picnic o giocare a pallone. Quindi il problema dove sta?
In compenso sono superforte, superveloce, ipnotizzante, inesorabilmente fascinoso, e posso aprire le lattine a morsi. Chissà, magari mi ricrescerebbero anche i capelli.

Ah, e vivrò per l’eternità. No dico, l’eternità!
E non mi venite a raccontare la storiella del “non sai quanto è difficile dire addio alle persone che ami…”. Ma perché, scusate, nella vita reale non muore mai nessuno? Per caso voi vi date appuntamento con amici e parenti e schiattate tutti nello stesso momento?
Se la risposta è sì, siete in una setta di suicidi. Scriveteci e vi aiuteremo.
Ma lo sapete quanti telefilm posso vedere in un’ “eternità”? Quanti libri posso leggere? Film? Videogiochi? Poi state tranquilli, il paradiso non esiste, quindi appena morti puff, polvere. Capite che mi girano le balle…
E se per caso incontrassi la donna della mia vita, da cui non posso pensare di separarmi, che problema c’è? Le faccio leggere questo post e la convinco a farsi trasformare: blam, per sempre insieme.

Tenete anche presente che, in caso di noia, l’opzione eutanasia-paletto c’è sempre, quindi rimangono aperte tutte le opzioni (solo che decido io, non la vecchiaia).
Rimarrebbe un problema “segretezza+soldi”. Che sarà mai: basta trasferirsi ogni tot, e magari diventare un supereroe che ruba ai mafiosi per tenersi un po’ di grana e dare il resto in beneficenza…

Secondo Vampire Diaries, infine, posso anche chiedere a una strega (che è stragnocca, giustamente) di farmi un anello magico che mi permetta di stare al sole senza problemi.
O_O
Ma veramente?! Quindi anche quella faccenda lì è risolta?
Le domande serie, a questo punto, non riguardano chi morderà chi, o cosa si nasconde nel passato di quello e quell’altro. Chi se ne frega. La vera domanda è: perché diavolo Elena non chiede di essere trasformata subito dopo aver saputo dell’esistenza dei vampiri?
La questione del “sono morti” mi pare ormai una scusa banalotta.

Peggio mi sento quando vedo il tentativo inverso, cioè i vampiri disperati che provano a recuperare la loro perduta umanità. Ma che sarebbe, poi, questa umanità? No, sul serio, facciamo della filosofia: cos’è l’umanità? Mangiare mangiano, amare amano, ciulare ciulano, pensare pensano. Quindi? Forse non hanno il codice fiscale, ma non mi pare sta gran tragedia…

A conti fatti, non c’è un solo vampiro televisivo (recente) che non dovremmo invidiare in nome dei mille doni che possiede, e del piccolo prezzo che ha dovuto pagare per averli. Facendo così cadere molti assunti di base su cui queste serie si reggono.
Però, siccome mi piacciono, farò finta di nulla.



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