14 Marzo 2011

The Thick of It – Il dottor House entra in politica di Marco Villa

L’anti West Wing

Se i protagonisti di qualsiasi storia vengono di solito chiamati eroi, un motivo ci sarà. Spesso quel motivo è che raccolgono in sé qualità, aspirazioni e capacità che nella vita reale si faticherebbe a trovare nell’intera popolazione di un cittadina di provincia. Prendete i medici di ER, i pubblicitari di Mad Men o ancora i tecnici di CSI. Figure che incarnano ciò che lo spettatore delinea nella propria testa come l’ideale, il “così dovrebbero essere”. Un meccanismo che permette, per quaranta minuti a settimana, di dimenticarsi che in realtà i medici dimenticano le garze, i pubblicitari sono degli sfigati che ingannano se stessi e gli esperti della scientifica non riescono a trovare un’arma del delitto nemmeno in uno chalet valdostano.

Questo processo di esaltazione delle qualità dei personaggi raggiunge il suo massimo nelle serie di Aaron Sorkin, che qui a Serial Minds è un po’ un nume tutelare. Che siano stronzi o paciocconi, i suoi protagonisti sono sempre e comunque i migliori nel loro lavoro, a volte pure troppo, come si è visto in Studio 60. Adesso facciamo un giochino. Prendete la serie più famosa di Sorkin, The West Wing, quella che segue le vicende dello staff della Casa Bianca. Ai personaggi togliete l’idealismo, l’amore per la patria, la fiducia incrollabile nel sistema e le risorse per affrontare ogni problema. In sostanza, togliete la passione e le competenze. Cosa ottenete? Dei dipendenti pubblici che tirano a campare, cercano di evitare ogni situazione difficile e si parano sempre il culo incolpando il vicino di scrivania. Quello che avete appena realizzato è il concept non di una serie sulle Poste Italiane, ma di The Thick of It.

In onda su BBC dal 2005, The Thick of It è una creazione dell’italo-scozzese Armando Iannucci e racconta le storie grottesche di un pugno di funzionari inglesi. Come detto poche righe fa, non è il caso di aspettarsi grandi battaglie etiche o di principio stile The West Wing, anzi. Tutti i personaggi, infatti, sono dei perfetti imbecilli. Persone del tutto inadatte ai ruoli che ricoprono: che siano ministri o consulenti, giornalisti o impiegati, il profilo è sempre lo stesso. Tranne in un caso e quel caso si chiama Malcolm Tucker.

Interpretato da un grandissimo Peter Capaldi, lo spin doctor Malcolm Tucker è uno dei personaggi più divertenti e geniali della televisione tutta degli ultimi anni. Immaginatevi una sorta di dottor House che non deve individuare patologie, ma governare e dare la forma migliore al flusso di informazioni e comunicazioni che dal governo inglese piove ogni giorno sui media britannici. Piccola parentesi: nessuno mi toglie dalla testa che, nella mente degli autori, House è uno che manda a cagare trenta persone al giorno e insulta in ogni modo tutti i colleghi. Gli autori, però, hanno un posto di lavoro da mantenere e allora, da pazzo omicida, House diventa un irriverente diagnosta per la soddisfazione del network e degli ascolti. Ecco, In The Thick of It questo passaggio non c’è: Malcolm Tucker non ha filtri, è un personaggio che ha come unica funzione quella di insultare chi lo circonda, infilando cinque fuck ogni tre parole e coniando minacce creative come “ti stacco la pelle e la indosso come vestito al compleanno di tua madre”.


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Nel corso delle tre stagioni di vita del telefilm (più il film In the Loop), Tucker si staglia come l’unico capace in un mondo di deficienti. Di nuovo, però, nessun idealismo alla Sorkin, perché nemmeno lui agisce in nome di un superiore senso dello stato, ma per pura sopravvivenza. Se tutti cercano – involontariamente, va da sé – di fare affondare la barca, lui deve tappare ogni falla. Poco conta se per riuscirci deve buttare a mare metà dei passeggeri, sfruttare le debolezze delle persone o giocare con i loro sentimenti. NOMFUP (“Not my fucking problem”) è la tipica risposta.
The Thick of It
è una serie cinica, senza scrupoli, in cui il politically correct non esiste, così come non esiste nulla che non possa essere dissacrato. E va in onda su BBC, non su un canale satellitare che nessuno guarda.

Se vi piacciono le serie cattive, non potete perderlo. Il mio consiglio è di comprare il cofanetto con tutto quello che è stato fin qui prodotto. Sull’internèt viene via a meno di 18 euro, un affare.
E poi non sono l’unico a consigliarlo: il miglior blog politico che abbiamo gli ha persino dedicato il nome.
Non sarà un caso.

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