16 Marzo 2011 3 commenti

Serial Sex – Il sesso nei telefilm (Parte 2) di Diego Castelli

Perché c’è ancora molto da dire!

Copertina, I perché del mondo, On Air

Cazzarola, uno non può distrarsi un attimo, che gli spezzano il post in due!
Ieri il mio compare ha operato un abile colpo di mano, tarpando le ali alla mia debordante creatività in nome della leggerezza e della facilità d’uso. L’istinto era quello di ribellarsi, ma la ragione mi ha ricordato che, grazie alla divisione, avevo in pratica già scritto il mio secondo post settimanale, con il conseguente guadagno di inaspettato e gradito tempo libero.
Questa volta la fortuna è dalla tua, malvagio Villa, ma non sarà sempre così…

Vabbe’, bando alle ciance. Ecco la seconda parte di Serial Sex!

Branca del sesso agognato, persino a livello culturale, è il sesso verginale. Lustri di teen drama ci hanno sommerso di ragazzine graziose particolarmente interessate al mantenimento della propria integrità. La regina assoluta era ed è Donna Martin di Beverly Hills 90210, che peraltro graziosa non era: anni e anni a menarla con la storia della verginità, mentre le sue amiche troieggiavano allegramente in giro, e alla fine ha aperto cuore e gambe al tizio con cui si era fidanzata già nella prima stagione, senza che si fosse aggiunto un qualsivoglia matrimonio o desiderio procreativo. Come dire: quanto tempo buttato via…
Ma si potrebbe citare la Amy di Everwood, così come la Lucy di Settimo Cielo, arrivando poi ai giorni nostri, con le paturnie di Rachel in Glee, un’altra che sarà bene si dia una mossa, perché di treni, per una così fracassapalle, non ne passano molti nella vita.
Di Dawson abbiamo già detto, anche se lui, più che non voler perdere la verginità, non trovava un cane che la volesse trovare. Ma era giusto citare anche un uomo (più o meno), sennò sembra che solo le donne possano creare questo genere di turbe.

Una variante a me particolarmente gradita è quello che chiamerei sesso soprannaturale. Donne con vampiri, uomini con aliene, angeli con streghe. La serialità fantasy e fantascientifica ci ha regalato moltissimi esempi, ed è sempre divertente vedere come vengono gestiti i potenziali problemi dell’amplesso tra umani e forze mistiche/creature dalle appendici sconosciute. Così i succhiasangue di Vampire Diaries devono stare attenti a non esagerare coi canini; il povero Clark Kent ha temuto per anni di staccare l’osso pelvico delle sue partner con una spintarella troppo generosa; Angel non poteva esagerare con Buffy perché sennò perdeva l’anima (e così poi la Cacciatrice è finita tra le braccia di Spike, in una delle scene di sesso più “distruttive” di sempre); e poi ci sono i Visitors, che è un po’ come limonare con un camaleonte, i teenager preoccupati di Roswell, che si domandavano cosa avrebbero trovato “là sotto”, è c’è il povero Peter Bishop di Fringe, che prima di raggiungere il sesso agognato con Olivia si è dovuto ripassare il di lei doppio, proveniente da un universo parallelo (roba da perderci la testa…).
Menzione d’onore la merita True Blood, la versione HBO del mondo dei non morti, in cui una sessualità particolarmente potente detiene un ruolo di grande rilievo: non tanto, o non solo, come scusa per mettere in mostra le grazie di Anna Paquin (classica attrice non “bella”, ma a cui diresti sempre sì) e dei vampiri che le girano attorno (su tutti lo svedesone Alexander Skarsgård, interprete di Eric), quanto come una delle principali caratteristiche delle creature della notte, che nella loro immortale comunità hanno maturato codici morali e valoriali ben differenti da quelli di noi creature deperibili. Un indizio crudo ed esplicito, insomma, del grande lavoro fatto in questa serie (e nei romanzi da cui è tratta) per tratteggiare in modo approfondito una psicologia necessariamente complessa e “diversa”, come dovrebbe sempre essere quella degli epigoni di Dracula.
Detto questo, va aggiunto che gli esempi più vari si trovavano in Streghe: la dipingevano come una serie graziosa e tutto sommato pulita, ma se ci pensate era una vera e propria ammucchiata cross-dimensionale: demoni, angeli, streghe, fate, Anziani, maghi, diavoli, spiriti, gente che si sposava coi morti, fanciulle dai grandi poteri che saltavano addosso a mostri orrendi ma, forse, con massicce doti nascoste sotto la tunica. E poi c’era Alyssa Milano, una che ai bei tempi avrebbe reso sexy anche lo sturamento dei lavandini…

Nemmeno la comedy più frizzante lascia da parte l’amore fisico, anzi: qui arriva il sesso ridicolo! In Friends, che abbiamo già citato più volte, la prima volta di Chandler e Monica ha dello spassoso, con lei abbastanza ubriaca da farlo con lui ma non abbastanza perché lui debba sentirsi in colpa subito dopo. Per non parlare delle mille e mille follie inventate/temute/fantasticate da J.D. in Scrubs, che formava inoltre una bella coppia di sesso agognato con Elliot, un’altra che troppo normale non era… Oggi, tra gli altri, abbiamo Mike e Molly, che gestiscono tra una battuta e l’altra il loro rapporto over-size, e le innumerevoli deviazioni mentali dei protagonisti di Cougar Town, che sembrano interessati a tutto tranne che a fare sesso normale per motivi normali.

A questo punto, qualcuno di voi mi dirà: ma scusa, hai fatto un post (anzi due) sul sesso nei telefilm, e manca gente come Hank Moody, Carrie Bradshaw, e via dicendo?
Tranquilli, non mancano. Solo, li lascio per ultimi perché a mio giudizio appartengono a una categoria tutta loro, in cui il sesso è così esplicito, nella sua componente visiva e verbale, da essere trasfigurato, sublimato, trasformato in strumento per parlare d’altro. E’ il sesso come pretesto.
Spesso sono telefilm di grande acume e inventiva, che sbandierano la loro indole libertina per indignare i ben pensanti e attirare quanti più spettatori possibili, ma che non dimenticano una profondità che altri show ben più “a modo” non vedono nemmeno col binocolo. Basta poco, agli estimatori di questi prodotti, per accorgersi che il sesso, a volte anche molto visibile, è solo una corsia preferenziale per arrivare ai temi che davvero interessano. Nessuno nega che in Californication si trombi dalla mattina alla sera, ma tutti sanno che in realtà si parla di amore, di famiglia, di amicizia, in una cornice di grande creatività e divertimento. E Sex & The City, oltre che un gruppo di amiche infoiate, è soprattutto un grande racconto sulle donne d’oggi, sulle loro paure e sui loro desideri. Non parliamo di Hung, che più che di sesso superdotato parla di crisi economica e maneggi per tirare a campare. E terminiamo con Secret Diary of a Call Girl, che ha per protagonista addirittura una prostituta e i suoi molti clienti, ma in cui il sesso, per lo meno nella sua accezione più primitiva e “pornografica”, è decisamente poco importante.

Insomma, quale che sia il suo ruolo all’interno della storia, il sesso è componente fondamentale del mondo dei telefilm. Quasi mai come puro elemento di soddisfazione visiva, quasi sempre come strumento per far sognare, sorridere, pensare.
Oh, poi non è che non ci siano le trombate pure e semplici, le tette sventolate solamente per attizzare i maschietti nel buio delle loro stanzette. D’altronde, esistono anche i telefilm brutti.
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