20 Dicembre 2011 7 commenti

Le grandi interviste di Serial Minds – La vera Biancaneve di Diego Castelli

La bella principessa incazzata con la produzione di Once Upon a Time

Voi sapete che a noi piace scherzare. E’ con spirito goliardico che settimana scorsa abbiamo postato un nuovo fumetto, dedicato a Once Upon a Time e incentrato sulla dubbia avvenenza di Ginnifer Goodwin, attrice graziosa e dal viso molto particolare, ma forse poco adatta al ruolo di una principessa DOC come Biancaneve. Tutto molto innocente, dal nostro punto di vista.

Ebbene, ieri sera, dopo aver postato i serial moments che vedevano OUAT in prima posizione, siamo stati inaspettatamente contattati dalla vera signora Biancaneve, che ha richiesto un’intervista per poter dire la sua su alcuni dettagli che, evidentemente, causano la sua irritazione. Non sia mai che ci tiriamo indietro quando un vip chiede parola.

 

Serial Minds: Buonasera Biancaneve, anzi buonanotte, vista l’ora.
Biancaneve: Buonasera a lei, e mi scusi se ho chiamato così tardi, ma dovevo fare chiarezza su una questione che mi sta molto a cuore.

SM: Dobbiamo intuire che la versione della sua vita narrata in Once Upon a Time non le piace, giusto?
B: Non è questo il problema. Hanno romanzato molto, e ovviamente mi spiace che ci sia poca traccia dei nani. Ho sentito Brontolo ieri sera ed era parecchio infastidito, ma capisco che dovessero anche cercare nuove strade.

SM: Quindi cosa l’ha turbata?
B: L’unica cosa che mi pareva chiara dalla storia era il fatto che io sono bella in modo assurdo. Voi ci avete scherzato col fumetto, siete simpatici, ma non si può giocare coi sentimenti della gente. Questa signorina, questa…

SM: …Ginnifer Goodwin.
B: Ecco, è un rospo osceno, e ciò è inaccettabile.

SM: “Rospo osceno” non le sembra una definizione eccessiva?
B: No no, lo scriva pure. La vede com’è, quando è lontana dal mondo delle fiabe? Quei capelli, quell’orecchio destro, la postura. Lo dico chiaramente, è un insulto, meno male che la mia povera mamma non può vederla.

SM: Lei quindi afferma che la bellezza di Biancaneve doveva essere un punto fermo.
B: Lei non ha ben chiari i termini della questione. Mi permetta di fare chiarezza. Non è che io sono solo “bella”. Sono la più bella del reame. E il reame mica è piccolo. Ma immagino che la semplice definizione data da uno specchio magico non renda l’idea. Perciò le dico questo, e guardi che non lo faccio notare spesso.

SM: Siamo tutt’orecchi.
B: Se ricorda, la mia matrigna era invidiosa e mi fece mangiare una mela avvelenata. Io andai in shock anafilattico ed entrai in coma. I nani, piuttosto che portarmi al pronto soccorso, decisero di mettermi in una bara di vetro (solo in miniera potevano lavorare, quelli…). Poi arrivò Azzurro che mi svegliò con un bacio.

SM: Non cogliamo il problema.
B: Lei crede che i nani non avessero pensato a usare un bacio? Ci pensarono, eccome. Tutti i sette. E mica solo ai baci. E si impegnarono davvero moltissimo per cercare di svegliarmi. Lei capisce che Azzurro passò per il bosco e vide una bara di vetro con dentro una tizia in coma da giorni, a cui un gruppo di minatori nani aveva fatto di tutto. Se considerate che a mio marito, che all’epoca non mi conosceva nemmeno di vista, venne comunque voglia di baciarmi, avete un’idea di quanto potessi essere avvenente.

SM: Non l’avevamo mai considerata sotto questo aspetto.
B: E ora comprende perché mi infastidisca così tanto essere interpretata da una racchia come quella.

SM: Ha pensato di intraprendere le vie legali, in proposito?
B: Magari… Qui c’è un palese danno d’immagine, e i miei avvocati di corte sono d’accordo. Il problema è che i diritti della mia storia ce li hanno i Grimm e i loro discendenti, e io non posso farci nulla. Un errore sciocco che ho fatto in gioventù: dissero che mi avrebbero reso una star, e così è stato, ma dopo un paio di firme non ho più potuto mettere becco in alcuna decisione.

SM: La questione del suo aspetto è l’unico problema che riscontra in Once Upon a Time?
B: Per quanto mi riguarda, sì. Devo dire che anche Cappuccetto Rosso voleva protestare, ma le ho consigliato di lasciar correre.

SM: Perché voleva protestare?
B: Dice, parole sue, che la “dipingono come una troia”.

SM: E lei non crede, giusto?
B: No no, anche secondo me è così, però bisogna vedere se è vero o no.

SM: Be’, ma dovrebbe essere una ragazza semplice, che aiuta la nonna, no? Voglio dire, anche noi spettatori siamo rimasti colpiti dalla sua versione “ribelle”.
B: Ma andiamo, su, io sarò carina e innocente, ma lei non faccia l’ingenuo. Va in giro da sola nel bosco, con delle “focacce”, viene ritrovata nella casa sperduta insieme alla nonna e al lupo, a sua volta vestito da vecchia signora. Mi dia retta, deve solo ringraziare che non ci sono foto o video di quella notte.

SM: Le dico la verità, non credevamo che fosse così attenta a questi dettagli.
B: Questo perché vi hanno sempre detto che sono bella e pura e parlo con gli uccellini. Forse una volta. Gli uccellini son diventati piccioni, il balcone è pieno di merda e fare da balia a sette nani per mesi ti tempra, finisce che non sei più la stessa. E Azzurro non mi aiuta più di tanto, lui vive di rendita e passa le giornate a giocare alla playstation e a guardare Sons of Anarchy, solo perché i protagonisti abitano in una città che si chiama come lui (Charming, ndr).

SM: Lei non guarda le serie tv? Per esempio, Grimm l’ha vista? Qui a Serial Minds c’è stato ampio dibattito su quale serie fiabesca fosse migliore. Crede che anche lì ci sia della mistificazione?
B: Perché, secondo lei no? Hanno fatto un telefilm in cui i Grimm sono poliziotti affascinanti col visino carino, sempre pronti ad aiutare tutti, a prescindere dalla razza. E invece il mio personaggio lo interpreta un incrocio tra Gollum e Boy George. Questa è la lobby dei Cantastorie, creda a me. Su quale sia il migliore tra i due non mi esprimo, ne ho visti pochi episodi perché Azzurro dice che gli sembrano dei reality, si inquieta e poi non mi digerisce.

SM: Ecco, mi perdoni, ci tolga una curiosità che mi porto dietro da anni. Il Principe Azzurro, o Prince Charming, per dirla all’inglese, ricorre in tante fiabe, ma immagino che non sia sempre lo stesso, o sì?
B: Sono tutti cugini. Lei si confonde perché non dicono mai il nome. Mio marito è James Charming, quello di Cenerentola è John Charming. Poi c’è quello della narcolettica, Frankie, che era molto bello da giovane, mentre ora lotta con l’alcolismo.

SM: Ma scusi, e il vissero felici e contenti?
B: Quelli erano solo Walt Disney e l’LSD.

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