29 Novembre 2012 10 commenti

Falcon – Il Commissario Montalbano in versione inglese di Marco Villa

Eh, hai presente la noia? Ecco

Falcon è il Commissario Montalbano. Punto, fine. Va bene come recensione? No, ok, mi sbatto un attimo di più. Falcon è una serie tratta dalla saga letteraria di Robert Wilson. Trattasi di una serie di libri dedicati appunto al capo della omicidi di Siviglia Javier Falcon. Sì, ok: è una serie inglese su un poliziotto spagnolo e ambientata in Spagna, ma in cui i personaggi parlano inglese. Casino? Un po’, ma vabbè, non fermiamoci a questo, anche se sentire gente che parla un inglese impeccabile, con tanto di accento, provare a pronunciare con nonchalance nomi tipo senora Jimenez fa piuttosto ridere. O provoca un facepalm, che poi non cambia molto.

Perché alla fine della visione del pilot di Falcon non è che si sia granché entusiasti eh, anzi. A vincere è soprattutto la noia, per una storia che non cattura mai. E dire che gli ingredienti ci sono tutti: un serial killer parecchio sadico che si accanisce sugli occhi delle proprie vittime, una storia che sembra affondare parecchio indietro nel tempo, coinvolgendo anche in prima persona il buon Falcon, che assomiglia a un attore da fiction italiana di cui non mi ricorderò mai e poi mai il nome. Il problema è che tutto avviene con due caratteristiche fondamentali: lentezza e pessima progressione narrativa. La lentezza non devo spiegarvi cos’è e ovviamente si ricollega alla noia di cui sopra. A livello narrativo, invece, si assiste a un’indagine portata avanti semplicemente a cazzo di cane. Non c’è un avvicinamento alla verità realizzato attraverso una serie di indizi, semplicemente le cose succedono e i progressi della polizia vengono mostrati come del tutto casuali.

La serie è infatti focalizzata più sul personaggio che sugli eventi, peccato che in questi primi 40 minuti tale personaggio non dia alcun motivo per essere amato od odiato. È lì, sospeso nel nulla, così come sospesa nel nulla è la sua caratterizzazione: divorziato da poco, completamente anaffettivo, Falcon passa le notti a girare per la città e ad assumere LA DROGA sciolta nell’acqua. Dite: anche Luther è uno che stava per i cazzi suoi e non si smolla mai. Sì, però Luther è un gran figo, Falcon è uno sfigato. Capita la differenza?

Prima di chiudere torno all’inizio, ovvero a quel Commissario Montalbano buttato lì. Tra il personaggio di Camilleri e Falcon non c’è in comune solo la provenienza letteraria. Si aggiunge una grande importanza data al luogo in cui è ambientata la storia e, ripeto, una lentezza sovrumana. Come detto, Falcon non ha carisma, mentre il buon Salvo ne ha a pacchi. Al contempo, la serie inglese ha una fotografia e una regia che non sono da urlo, ma che comunque uccidono sul nascere la sciatteria di quella dell’amico Commissario Montalbano. Pari, quindi.

Ah, Montalbano e Falcon hanno un’altra cosa in comune: il mio consiglio di non guardarli.

Perché seguirlo: per l’ambientazione spagnola e la trama fortemente orizzontale

Perché mollarlo: per la noia sovrumana e l’incapacità di destare interesse nel primo episodio. E se non desti interesse con un killer sadico nella storia… beh, hai qualche problema

 

 



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