19 Marzo 2018 6 commenti

Serial Moments 322 – Dal 11 al 17 marzo 2018 di Diego Castelli

Proposte di matrimonio, salti nel futuro e suspense da manuale

ATTENZIONE! SPOILER DA FESTA DEL PAPA’ DI GREY’S ANATOMY, COUNTERPART, ATLANTA, HOMELAND, THIS IS US (E IN FONDO THE ALIENIST)

 

5.Grey’s Anatomy 14×15 – Proposal
Ogni tanto, zitta zitta, Grey’s Anatomy riesce ancora a infilarsi nei serial moments, questa volta con un episodio diretto proprio da Ellen-Meredith-Pompeo. La scena clou è naturalmente la proposta di matrimonio fatta da Jo a Karev, un momento non particolarmente originale o creativo, ma che semplicemente fa quello che le serie tv sanno fare meglio: chiudere cerchi aperti settimane, mesi, o anni prima. E qui in ballo non c’è solo la liberazione di Jo dalla paura, ma anche una storia molto più lunga, che parte dalla delusione di Karev per Izzie e arriva fino al momento in cui il nostro povero cucciolone manesco riesce finalmente a coronare un sogno di felicità. Poi vabbe’, ci sarà comunque tempo per accumulare un sacco di problemi, ma intanto ci si gode il momento.



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4.Counterpart 1×08 – Quasi amici
Dopo qualche giorno di separazione, i due Howard si reincontrano di nuovo e questa volta, invece di pacate riflessioni sulle rispettive vite, volano stracci dappertutto, con Howard 1 che accusa il 2 di essere un cretino che ha distrutto la sua famiglia, e Howard 2 che ribatte con la dabbenaggine della sua controparte, incapace di vedere la doppia vita della moglie.
Al di là della bellezza della scena in sè, però, è interessante vedere ciò che implica, cioè un improvviso avvicinamento dei due personaggi, che vivendo uno nei panni dell’altro cominciano ad acquisirne diversi tratti: più risoluto e deciso Howard 1, più dubbioso e contrastato Howard 2. È ancora una volta il tema dell’ambiente che plasma l’identità, e che vale non solo per chi, da giovane, si trova di fronte due mondi diversi, ma anche per chi li cambia una volta cresciuto.

Counterpart

3.Atlanta 2×03 – Cento dollari
E niente, tocca amare Atlanta sempre e comunque. Questo è un altro episodio di quelli in cui sembra succedere niente, ma dove invece vengono messi in campo tanti piccoli elementi che costruiscono un tema centrale bello corposo. Seguendo la serata di Earn, che dopo aver incassato qualche bel soldino vorrebbe spassarsela con la fidanzata e magari gli amici, scopriamo che il nostro è guardato storto ogni volta che sventola una banconota da cento dollari, taglio considerato… be’, diciamola semplice, troppo grosso per un nero. L’odissea è naturalmente surreale, ma restituisce perfettamente il senso di una persona normale che vorrebbe fare cose normali, ma che non può farle perché vive in un mondo pieno di persone strane che gliele impediscono a causa del colore della sua pelle. Il fatto che certi paletti e limitazioni, come il saggio discorso finale di Paper Boi, vengano da altre persone di colore, è il simbolo del fatto che certi pregiudizi sono così radicati, da essere di fatto applicati o quantomeno accettati anche da chi li subisce. Atlanta da sempre l’impressione di essere una serie lenta e piena di fattoni, ma ha sotto una scrittura coi controcoglioni.

Atlanta

2.Homeland 7×05 – Precisione
Non è la prima volta che Homeland finisce nei serial moments per questioni puramente tecniche, ma quando ci vuole ci vuole. In questo caso, mi interessa relativamente ciò che il tentativo di mettere una cimice addosso a Simone implica nell’architettura complessiva della stagione, né sono così fondamentali, in ottica serial moments, certe sorprese/cliffhanger del finale. A contare è la totale precisione con cui viene costruita quella scena di vero spionaggio, un equilibrio perfetto fra regia, recitazione e montaggio che mette in scena una tensione pazzesca con pochissimi elementi, aggiungendo sempre nuovi, piccoli e silenziosi ostacoli ogni volta che l’obiettivo sembra raggiunto. Dopo sette anni, su queste cose Homeland dà ancora lezioni a tutti, giusto The Americans le sta dietro, ma mica sempre.

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1.This Is Us 2×18 – Lampi di futuro
Magari riparleremo meglio del season finale di This Is Us, e di come anche la seconda stagione ci abbia intrappolato in un gioco calibratissimo di salti temporali, speranze e frustrazioni. Intanto, nei serial moments non possiamo non citare il sogno di Kate, che ci permette di vedere la versione anzianotta di Jack, ma soprattutto il discorso di Randall al matrimonio della sorella: con studiata perfidia, gli autori intervallano il discorso con lampi dal futuro in cui vediamo Tobey nuovamente vittima della depressione, Kevin in volo verso il Vietnam insieme alla cugina della cognata, e infine Randall insieme alla figlia ormai cresciuta, preoccupato per qualcuno che, così a naso, potrebbe essere Deja finita in prigione. E adesso come si fa fino a settembre?

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Fuori concorso perché non è che è proprio “piaciuto”
The Alienist 1×08 – Così, di botto
Non è che mi faccia impazzire The Alienist, e anzi son sempre lì lì per mollarla. Ha il suo perché, e in generale è una serie solida, ma son più le volte che mi fa venire nostalgia di Penny Dreadful e Mindhunter di quelle in cui riesce a interessarmi veramente. Questa settimana, poi, un classico caso di sensazioni a metà fra la sorpresa e la delusione. Sorpresa per la morte di Mary, uccisa da Connor non molto tempo dopo che Kreizler aveva confessato di amarla, e per questo funzionale a un probabile svalvolamento del protagonista, diretto verso angoli oscuri della sua stessa mente. Allo stesso tempo, delusione per un personaggio che aveva delle potenzialità, e che forse è stato sacrificato troppo presto al semplice altare dello sviluppo di Kreizler. Che per carità, è uno degli elementi più rilevanti dello show, ma non è che dobbiamo per forza immolargli proprio tutto-tutto.

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