14 Novembre 2018 10 commenti

Titans – Mica male il debutto di DC Universe di Diego Castelli

Con Titans, la nuova piattaforma proprietaria della famosa casa editriche dimostra di saper fare serie tv come si deve

Titans (2)

Lo scorso 15 settembre ha debuttato negli Stati Uniti DC Universe, nuova piattaforma online con cui la famosa casa editrice (che pubblica Superman, Batman ecc ecc) è entrata in prima persona nel mondo delle serie tv e, più in generale, nella distribuzione diretta di contenuti digitali di vario tipo. Una tendenza che sta prendendo sempre più piede e che vedrà nel debutto di Disney+ il prossimo, potenzialmente epocale passo avanti.

Prima serie originale prodotta da DC Universe, che punta ad aumentare progressivamente la sua library con incarnazioni teleseriali di personaggi più o meno famosi del suo mondo, è Titans, tratta dal fumetto conosciuto in Italia come Giovani Titani, in cui si racconta di come Dick Grayson, il primo Robin, abbia ormai lasciato l’ombra del suo mentore Bruce Wayne/Batman per creare un suo gruppo di eroi al servizio della giustizia.
Ora, io non sono esperto di quel fumetto, quindi diciamo che chi già lo conosce non ha bisogno di me, e chi non lo conosce può usare la santissima wikipedia. Evitiamo comunque paragoni e analisi comparate, e preoccupiamoci della serie. Come detto, c’è Dick Grayson (Brenton Thwaites) che ha sostanzialmente smesso gli abiti di Robin per diventare un poliziotto e trasferirsi in un’altra città. Quando la sua strada incrocia quella di Rachel (Teagan Croft), una ragazzina dotata di poteri particolarmente pericolosi e instabili che è braccata da una misteriosa forza criminale, Dick la prende sotto la sua ala e, con l’aiuto di altri due “super”  – la potente e cazzutissima Starfire (Anna Diop) e il mutaforma Logan (Ryan Potter) – forma per l’appunto i Titans, con cui scoprire la verità dietro i complotti e salvare tutto il salvabile.



Titans (3)

È evidente che, in termini di concept, Titans non si allontana più di tanto da molte altre serie che già conosciamo. Lo show creato da Akiva Goldsman, Geoff Johns e dall’onnipresente Greg Berlanti spunta praticamente tutte le caselle del supereroismo televisivo e non, mettendo insieme la squadra di giovani eroi, i superpoteri, i cattivi strani e iperbolici, qualche costume vistoso, effetti speciali vari e alcuni temi-cardine che riguardano in particolare la mitologia di Batman, come il rapporto fra figli e genitori assenti / morti (Dick è un orfano “adottato” dall’orfano per eccellenza dei fumetti, cioè Bruce Wayne).

Niente di nuovo sotto il sole, dunque, ma basta anche solo il pilot per rendersi conto che Titans non puntava alla novità in sé e per sé. Al contrario, a fare la sua fortuna è la messa in scena, che mostra un validissimo equilibrio fra la volontà di essere ancora uno show fresco e godibile, lontano anche da certe pesantezze drammatiche alla Daredevil, e la libertà di non essere legati a certe regole di buona condotta tipiche delle serie supereroistiche di CW (Arrow, Supergirl ecc), che pure fanno comunque parte del mondo DC. In questo senso, Titans è una serie scura, sporca, spesso molto violenta, che non disdegna sangue e teste che esplodono, cercando al contempo di non lasciare indietro una certa ironia e una trama comprensibile.

Titans (1)

La dico più semplice: mi ha stupito. Già il pilot mi aveva colpito favorevolmente, ma dopo cinque episodi dico serenamente che in queste settimane Titans è la miglior serie supereroistica attualmente in onda. È una questione di solidità: della trama, lineare ma non banale, scritta con buon ritmo e una dose di eventi tale da non abbassare mai la tensione; dei protagonisti, tutti precisi nelle loro posizioni (la ragazzina potente ma ingenua, il “vecchio” eroe che deve ritrovare la voglia di combattere, l’aliena tosta che non guarda in faccia nessuno, il ragazzetto-spalla comica che fa soprattutto ridere), e interpretati da gente in gamba; dell’immagine, sempre coerente nel suo stile un po’ plumbeo, che sembra richiamare un po’ il Batman di Nolan nel tentativo di rendere credibili e mai buffi anche i supereroi più vistosamente agghindati.
E in ultimo, giusto per mettere la ciliegina, è una serie in cui, quando ci si mena, lo si fa con cognizione di causa: coreografie sempre ben studiate, creative, che cercano costantemente di sfuggire alle classiche routine del genere. Siamo diverse spanne sopra Arrow, che pure è una serie che, in termini di combattimenti, ci ha sempre dato abbastanza dentro.

Titans (2)Non stiamo parlando di una serie rivoluzionaria. Nemmeno prova ad esserlo, come invece hanno fatto e fanno altre esponenti del genere, come la già citata Daredevil o Legion. Però è una serie che guarda in faccia gli appassionati di supereroi e non ha paura di invitarli a vedere uno spettacolo che, se pure non tiene svegli la notte, senza dubbio funziona, in quasi tutte le sue componenti. Quel “quasi” sta soprattutto in una CGI un po’ claudicante (la tigre in cui Logan si trasforma poteva essere realizzata meglio), e in altri piccoli dettagli di cui peraltro si parlava già prima del debutto: c’era stata parecchia polemica circa la rappresentazione di Starfire, che nei fumetti è un’aliena dall’etnia un po’ indefinibile e capelli di fuoco, e che qui diventa un’afroamericana con ricci fucsia e abiti succinti che, diciamolo, sembra un po’ una passeggiatrice.
È però un problema di confronti, legittimi finché volete, ma che in realtà non impediscono alla serie di funzionare di per sé: Starfire non sarà così nei fumetti, e sicuramente i fan duri e puri se ne avranno a male (specie considerando che DC Universe è l’emanazione di quei fumetti), ma all’interno di Titans-la-serie-tv il suo personaggio funziona bene così com’è.

Se la nuova piattaforma saprà mantenere questo livello, aggiungendo serie solida a serie solida (già annunciate Doom Patrol, spinoff della stessa Titans, Stargirl, Swamp Thing, senza contare Metropolis, prequel di Superman con Lex Luthor e Lois Lane), DC Universe potrebbe diventare il nuovo posto privilegiato per serie supereroistiche magari di nicchia, ma con una forza e uno stile ben precisi.
Perché seguire Titans: solida, ben scritta, ma soprattutto ben girata, con uno stile preciso e buoni interpreti.
Perché mollare Titans: le riesce quasi tutto bene, ma non è certo una rivoluzione del genere.

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