17 Giugno 2020

White Lines – Netflix: un giallo estivo dal creatore della Casa di Carta di Marco Villa

White Lines è un tipico giallone estivo, leggero e pieno di colpi di scena. Grande assente: la qualità

La sottotrama comica. Se avete visto Boris (eh beh, certo che l’avete visto), sapete già di cosa parliamo. Se non lo avete visto, sappiate solo che dovete provare una certa vergogna e che la sottotrama comica è uno dei tormentoni della prima stagione, quando la rete obbliga gli sceneggiatori a inserirla all’interno della finta telenovela Gli Occhi del Cuore, la cui realizzazione è al centro di tutta Boris. La sottotrama comica in quel caso è del tutto fuori contesto, uno dei tanti elementi per strappare la risata attraverso la parodia. In alcuni casi, però, la componente comica è presente in modo massiccio nel DNA di una serie, anche se è un drama o un crime. O tutte e due le cose, come nel caso di White Lines.

White Lines (co-produzione anglo-spagnola) è su Netflix dal 15 maggio, creata da Alex Pina, lo showrunner che ha firmato La Casa di Carta e Vis a Vis: la prima non serve presentarla, la seconda è uno dei grossi successi recenti di Netflix. Tradotto: serie dalla scrittura non propriamente impeccabile (eufemismo molto forte), ma molto larghe, dove per larghezza si intende la capacità di essere estremamente nazionalpopolari e quindi di riuscire a catturare con un intreccio pieno di colpi di scena ai limite del parossismo. Se La Casa di Carta muove da una rapina e Vis a Vis è un dramma carcerario, White Lines è un giallone estivo, dove per estivo si intende sia il periodo in cui è ambientato, sia la leggerezza tipica di tanti crime da ombrellone. 

White Lines è ambientata a Ibiza, isola in cui negli anni ‘90 si sono trasferiti dei ragazzi di Manchester che volevano diventare dj. Obiettivo raggiunto, perché Marcus (Daniel Mays), David (Laurence Fox) e Axel (Tom Rhys Harries) sfondano e diventano istituzioni dell’isola. Peccato che Axel scompaia di colpo, senza lasciare tracce dietro di sé. La vita degli altri va avanti, ma viene messa in discussione quando – al tempo presente – il corpo di Axel viene ritrovato ad Almeria, sepolto nel deserto. Dopo aver effettuato il riconoscimento del corpo, la sorella Zoe (Laura Haddock) va a Ibiza, decisa a scoprire cosa è successo al povero Axel. Lì incontra gli ex-amici e finisce per incrociare gli affari poco limpidi che attraversano l’isola.

La trama di fondo di White Lines è quella di un crime, incrociata con il dramma personale della protagonista, convinta per vent’anni che il fratello l’avesse abbandonata senza nemmeno degnarla di un saluto. La sua indagine diventa quindi anche un momento di liberazione personale, perché il lutto per la morte del fratello va ad azzerare il trauma dell’abbandono subito. Questa compensazione nella psiche della protagonista fa sì che in White Lines possa sbocciare la già citata sottotrama comica, perché già nel corso del primo episodio si alternano scene intense e scene leggere: basti da esempio quella in cui un cane entra in contatto con della cocaina e occupa lo sfondo dell’inquadratura facendo evoluzioni da circo. A questo, aggiungete anche la componente “sesso”, sotto forma di allegre orge organizzate da una matrona e la componente “intrigo politico” legata a un casino da costruire sull’isola.

Come dicevamo, White Lines è un giallone estivo senza nessuna pretesa: visto il curriculum del suo creatore, senz’altro riserverà colpi di scena, tradimenti e rivelazioni che la porteranno a tanto così dalla soap (e forse anche un passo più in là). Scegliete voi: una fiction fatta un po’ meglio della media o una serie dalla buona confezione, ma dal contenuto dozzinale. Da queste parti si propende più per la prima, con conseguente non-interesse, ma l’efficacia è innegabile.

Perché guardare White Lines: perché ha uno sviluppo semplice, che cattura

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