5 Ottobre 2020

Serial Moments 446 – 27 settembre al 3 ottobre 2020 di Diego Castelli

Gravidanze allucinanti, sovrani inaspettati e viaggi spaziotemporali

ATTENZIONE! SPOILER INGRAVIDATI DI THE THIRD DAY, RAISED BY WOLVES, LOVECRAFT COUNTRY, THE BOYS, TED LASSO

The Third Day 1×03 – Discendenze
Episodio dai toni cangianti e surreali, in cui l’inquietudine che regna sovrana a Osea – e con essa il senso di pericolo che fin dall’inizio aleggia sulla testa di Sam – si scioglie in una rivelazione improvvisa: Sam è il discendente del fondatore della comunità e per questo ne è in qualche modo il capo designato. Come se non bastasse, si scopre anche che il figlio è vivo e vegeto, rapito proprio dagli abitanti della cittadina per le loro macchinazioni che, però, in qualche modo, ora non sembrano più così malvagie, o forse sì, ma in modo diverso da prima. Tutto abbastanza strano e ora, per la seconda metà di stagione, Jude Law sparirà a favore di una nuova protagonista che ancora non s’è capito bene che ruolo avrà. Sì insomma, siamo un po’ confusi. Però positivamente.

Raised By Wolves 1×10 – Maschietto o femminuccia?
Ci sono alcune cose che non mi hanno convinto del tutto del finale di stagione di Raised By Wolves, fra cui potrei citare la sostanziale non-chiusura della vicenda di Marcus/Caleb, che continua ad andare in giro credendosi il prescelto da Dio e niente più, e alcune scelte che mi sono parse narrativamente un po’ forzate. Detto questo, però, il twist relativo al parto di Mother è tanta roba: ok, immaginavamo che la gravidanza non potesse andare completamente a buon fine, anche se in effetti tutta la simbologia vagamente cristologica poteva far pensare alla nascita di un ibrido umano-androide che potesse diventare un personaggio importante nel prossimo futuro. Però alla fine no, perché in un episodio che mostra come il pianeta sia stato popolato da umani che ora stanno de-evolvendo verso uno stadio primitivo, dal ventre (anzi, dalla bocca) di Mother esce un essere anguilloso e volante che subito si mostra nella sua vera natura, cioè tutt’altro che un profetico bambino. Anzi, a voler fare nuovamente simbologia religiosa, è più come se Eva avesse partorito il Serpente/Diavolo, che i due genitori artificiali provano subito a distruggere, ma senza successo. A fine episodio sono tutti sopravvissuti: vedremo nella seconda stagione cosa ne sarà di questa specie di biscia diventata quasi subito una sorta di basilisco. Però insomma, che roba strana!



Lovecraft Country 1×07 – Hippolyta
Negli Stati Uniti, il settimo episodio di Lovecraft Country ha fatto abbastanza scalpore. Il percorso di crescita e scoperta di Hippolyta, che trovando e usando il famoso planetario intraprende un vertiginoso viaggio nel tempo, nello spazio e nelle dimensioni parallele, è un tragitto dall’esplicita forza politica, in cui una donna nera scopre l’influenza più subdola della società bianca e maschile intorno a lei, che l’ha costretta all’interno di gabbie esistenziali che lei nemmeno riusciva a vedere. Ma al di là del messaggio “verbale”, se così possiamo dire, c’è proprio la rilevanza di mettere in scena un’avventura spazio-temporale estremamente varia, colorata, ora enigmatica ora sanguinosa, la cui protagonista è appunta una donna nera non più giovanissima e con un corpo ben lontano dagli standard dei classici eroi ed eroine da film d’azione e fantascienza. Un manifesto a più livelli, dunque, che punta a liberare la protagonista di questa settimana dalle regole arbitrarie della società ma anche di Hollywood, con una certa credibilità. (anche se, a dirla tutta, certi passaggi di scoperta più scientifica sono un po’ raffazzonati, ma questo è un problema di tutta Lovecraft Country: si veda per esempio l’episodio in cui Tic e il padre risolvevano enigmi a cazzo di cane senza che gli spettatore ci capissero niente, costretti a prendere le elucubrazioni per buone)

The Boys 2×07 – Explosion!
Questa settimana il serial moment designato di The Boys è cambiato più volte, con nostro sommo gusto. Prima il suicidio di Lamplighter, a cui Hughie stacca goffamente una mano per usarla come chiave per le porte della sede dei Seven. Poi Maeve uccide Black Noir (che stava cercando di eliminare Starlight) usando la sua allergia per le noccioline… delizioso! Nel frattempo Homelander riesce a portare via il bambino a Rebecca, e Butcher ha un duro confronto con i genitori, che poi sono Mrs Patmore di Downton Abbey (Lesley Nicol) e Walter Bishop di Fringe (il mitico John Noble).
Ma ovviamente tutti questi potenziali serial moments vengono spazzati via dal finale: inizia il processo contro la Vought per le vicende legate all’uso del composto V, e a un certo punto, proprio quando dovrebbe iniziare la testimonianza dell’ex CEO Jonah Vogelbaum, cominciano a esplodere teste. Di tutti. A caso. Con il sangue e le cervella che impiastrano il pavimento e fanno scivolare e cadere i superstiti. Chi stia causando tutto questo, non si sa, ma Dio che meraviglioso caos! E non è nemmeno una cosa semplicemente scioccante, così tanto per fare: rientra infatti benissimo in una certa tensione, presente da sempre nella serie ma in particolare in questa stagione, fra ciò che i normali esseri umani possono fare, e ciò che effettivamente è permesso ai super. Nello specifico, mettere in scena il fallimento di processo in cui le teste cominciano a esplodere, è un ottimo modo per rappresentare la pochezza umana di fronte alle infinite possibilità dei super.

Ted Lasso 1×10 – Vittorie(?)
Siamo arrivati alla fine della prima stagione di una delle migliori comedy degli ultimi anni, che saluta il suo pubblico con un episodio tutt’altro che scontato: contro ogni regola hollywoodiana, al termine della partita che poteva salvare il Richmond dalla retrocessione, i nostri effettivamente perdono, lasciando la Premier League come inizialmente voleva Rebecca, che pure nel corso dei mesi ha avuto tempo di cambiare ampiamente idea. Niente lieto fine, quindi? Beh, non esageriamo, perché il tema di Ted Lasso non è mai stata la vittoria a tutti i costi: se non cambia lo status “perdente” della squadra, a cambiare sono i rapporti umani che la tengono unita. Chi si odiava ora si ama, chi si sentiva solo/a ora sa di avere qualcuno accanto. In maniera tutto sommato “realistica”, ingaggiare come allenatore di calcio uno che di quello sport non sa niente porta alla sconfitta, ma quello che Rebecca non sapeva, scegliendo Ted, era che si stava portando in casa il miglior life coach sulla faccia del pianeta, che le avrebbe dato molta più gioia e serenità di qualunque vendetta.
Magari ne riparliamo, perché a me manca già.



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