22 Ottobre 2020

Il Covid entra DAVVERO nelle serie tv: in The Conners hanno tutti la mascherina di Diego Castelli

Non avevamo ancora visto una serie in cui la pandemia non fosse l’oggetto della narrazione, ma un normale elemento dello sfondo che ormai diamo per scontato

Ci sembra giusto proporre al volo una segnalazione, dopo aver vissuto un momento storico. O che per lo meno fa la storia per noi, visto che magari ci sono esempi precedenti, ma non li abbiamo ancora visti.

Vabbè, per farla breve: va in onda su ABC il primo episodio della terza stagione di The Conners e… hanno tutti la mascherina.
Attenzione: non parliamo di un episodio speciale sulla pandemia ma del normale inizio di una stagione. E la trama dell’episodio, che verte soprattutto sui consueti casini immobiliari e lavorativi di una delle famiglie più sfigate della serialità tutta, non c’entra quasi nulla con il Covid.
Semplicemente, The Conners ha incorporato la “nuova normalità” del mondo che stiamo vivendo.

Può sembrare banale, ma non lo è. Anzi, sono mesi che ci chiediamo come la serialità (in primis americana) avrebbe potuto gestire il tema della pandemia, considerando che i tempi produttivi, in base ai quali una puntata va in onda anche mesi dopo essere stata girata, obbligavano le reti a fare previsioni potenzialmente pericolose: evitare in toto di usare mascherine e, più in generale, mostrare un mondo in cui non c’è mai stata alcuna pandemia, cominciava a diventare anacronistico. Allo stesso tempo, però, scegliere di inserire nella trama questi elementi poteva essere considerato rischioso, non solo per la possibilità che al momento della messa in onda quegli stessi elementi si rivelassero obsoleti, ma anche per una questione di purissimo marketing: non è che la gente, già provata dalla pandemia, si incazza a vederla rappresentata in modo troppo marcato in tv?



Ebbene, dopo alcuni esperimenti in cui il Covid e le sue conseguenze diventano oggetto specifico della narrazione e della messa in scena (di due di questi abbiamo parlato proprio ieri), The Conners fa il salto successivo, si prende il rischio di accettare la nuova normalità, e già ad agosto dà per scontato (azzeccandoci) che a fine ottobre saremmo stati ancora ampiamente in ballo con il problema-virus.
Ecco allora i membri della famiglia Conners che quando sono in casa non usano la mascherina, (a parte il giovane Mark, che evidentemente si è preso a cuore il problema), ma appena escono, o vengono avvicinati da estranei, ce l’hanno sul volto.
A volte ce l’hanno sotto il mento (il “pannolino da mento”, come l’ha definito lo special pandemico di South Park), ma solo quando parlano tra familiari o quando sono distanti. E quando Becky deve servire un poliziotto venuto a prendere un ordine da asporto al suo ristorante, assistiamo a un’intera scena in cui tutto il dialogo è fatto con la mascherina e, come si vede qui sotto, con una grande attenzione alla distanza.

E forse non è un caso che questo cambio di paradigma sia avvenuto in una delle sitcom che, storicamente, è stata fra le più capaci di altre di stare sul pezzo della realtà sociale, economica e politica americana, e che quindi prima di molte sue colleghe ha scelto di mettere le mani in pasta a una realtà che, evidentemente, non è più quella di una volta.
Vedremo cosa succederà nelle altre serie tv che sono ormai pronte al ritorno negli Stati Uniti. Intanto, questa premiere di The Conners suona “strana” nei primi minuti, ma poi la mascherina e certi altri piccoli accorgimenti smettono di essere rilevanti per chi guarda, diventando parte integrante di una narrazione che ormai collima con la nostra esperienza quotidiana.
Esperimento riuscito dunque, e c’è l’impressione che molti altri show seguiranno questo esempio.
Sperando che un giorno, possibilmente fra non molto, noi si possa fare i recuperoni delle serie tv e riconoscere a colpo d’occhio, dalle mascherine, quelle girate prima della fine della pandemia…

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