29 Ottobre 2020

The Undoing: welcome to Big Little Lies 2.0 di Diego Castelli

David E. Kelley, Nicole Kidman, Hugh Grant, HBO

Drin Drin
David E. Kelley: Pronto?
HBO: Ué David, bella, sono HBO.
David E. Kelley: Oh ciao Eiccbì, come va?
HBO: Non c’è male dai, sempre Netflix fra le balle, ma insomma, si tira avanti.
DK: Bene, mi fa piacere. Dimmi tutto.
HBO: Senti, tu sei stato fortissimo con Big Little Lies, è andata alla grande…
DK: Grazie, sono contento.
HBO: Ecco. Ce ne fai un’altra?
DK: Un’altra stagione dici?
HBO: No, un’altra Big Little Lies. Che non è Big Little Lies, ma è quella roba lì.
DK: Vabbè ma tipo?
HBO: Tipo che ci sono comunque un po’ di mamme ricche che spettegolano, i figli che vanno alla stessa scuola, magari una mamma più giovane (stavolta la facciamo pure più sexy) che arriva a creare scompiglio, cose così.
DK: Mmm, ok ma…
HBO: …e poi ovviamente ci piazziamo un mistero misterioso con la polizia che deve venire a investigare e c’è un sacco di omertà, segreti, e drammoni che vengono fuori.
DK: Ho capito, però…
HBO: E puoi usare un’altra volta Nicole Kidman se vuoi, così ci vendiamo di nuovo l’accoppiata con te. E poi…
DK: Oh, un momento!
HBO: Dimmi.
DK: Ma così non diventa veramente troppo uguale? Cioè, la gente non si accorge?
HBO: Forse hai ragione… Sai cosa facciamo? Ti diamo un bell’attore uomo da mettere in locandina, così distrae un po’!
DK: Anche di là avevamo Skarsgård…
HBO: Sì ma io dico uno proprio famoso-famoso.
DK: Per esempio?
HBO: Per esempio…. Hugh Grant! Così, de botto!
DK: Beh mi piace Hugh Grant!
HBO: Vero? Dai, diciamo a tutti che è la nuova serie con Nicole Kidman e Hugh Grant, e poi però blam, è Big Little Lies a New York. Figata!
DK: Vabbè dai lo faccio, tanto se è così te la scrivo in due pomeriggi.
HBO: GENIO!

Questa, senza alcun tipo di dubbio, è la conversazione che ha portato alla nascita di The Undoing, nuova miniserie di HBO (arriverà da noi su Sky Atlantic il prossimo 11 dicembre) tratta dal romanzo You Should Have Known di Jean Hanff Korelitz e che, come forse avete intuito, ripropone l’accoppiata David E. Kelly e Nicole Kidman dopo i successi di Big Little Lies.
E ora non vorrei che quell’inizio un po’ burlone vi facesse pensare troppo male perché, in effetti, il pilot di The Undoing sa il fatto suo: Nicole Kidman interpreta una psicoterapeuta altolocata, sposata a un rinomato oncologo (Hugh Grant) e con un figlio giovane e sveglio che frequenta una scuola esclusiva. Una vita “facile”, tutto sommato, in cui le uniche vere preoccupazioni sono le serate in cui il marito perde un paziente che lo fa tornare a casa in preda alla malinconia, ma dove la soddisfazione professionale e gli agi materiali gridano tutti la stessa parola: privilegio.
E intorno a questa coppia felice e ancora affiatata dopo diversi anni – sfido chiunque a non andare d’accordo con un Hugh Grant così affascinante e simpaticone, proprio un classico per lui – si muove un gruppetto di altre mamme a loro volta piuttosto agiate, con le quali Grace (la Kidman) intrattiene un’amicizia frizzante fatta di raccolte fondi e pettegolezzi vari.
A portare scompiglio ci pensa l’arrivo di Elena (interpretata dalla nostra Matilda De Angelis), una madre meno danarosa il cui figlio frequenta la stessa scuola di quello di Grace grazie a una borsa di studio, e che porta nel gruppo, e in particolare nella vita di Grace, una sensualità e una naturalezza anche fisica capace di spiazzare una certa rigidità nobiliare delle altre donne.
Quando un evento luttuoso sconvolge la piccola comunità, il giocattolone pare subito rompersi, e dà il via a una girandola di segreti e omertà che, sospettiamo, sconvolgerà il mondo apparentemente immacolato della New York-bene.

Ecco, tutta questa roba funziona. Un po’ per la bravura degli interpreti e per la capacità di Kelley di calarli in ruoli che siano perfetti per loro. Ma anche per la capacità di Susanne Bier (regista di tutti gli episodi, era la regista di The Night Manager) di cambiare rapidamente registro della messa in scena, giocando soprattutto sul rapporto molto particolare (fra il preoccupato e l’erotico) che si viene a creare fra Grace ed Elena, che restituisce al pilot una tensione pressoché immediata e costante.
Poi certo, al momento siamo completamente al buio per quanto riguarda il resto della narrazione, e non è nemmeno così chiaro quale direzione finirà col prendere, motivo per cui ha senso, da questo punto di vista, riaggiornarci più avanti, per capire se sarà tutto esploso (nel senso buono del termine) o se invece sarà un doloroso buco nell’acqua.



Certo, poi c’è il tema Big Little Lies. Perché se è vero che l’inizio di The Undoing funziona bene, il debito nei confronti della serie precedente di Kelley è davvero un po’ troppo forte per non suonare ridondante all’orecchio di spettatori e spettatrici più smaliziati.
Ovviamente questo è un “problema” che può essere visto da due punti di vista: il leggero fastidio di chi ha l’impressione di trovarsi di fronte un clone; oppure l’entusiasmo di chi, dopo aver apprezzato quelle dinamiche, quelle atmosfere, e quella scrittura, non vedeva l’ora di avere nuovamente qualcosa di simile.
Beh, oh, per essere simile, è simile.

Anche in questo caso, comunque, è presto per giudicare, perché non è detto che The Undoing, pur partendo da un territorio molto noto alla coppia Kelley-Kidman, non possa finire con lo stupire, allontanandosene in modo deciso. Chissà poi se si rivelerebbe un bene o un male.
Intanto possiamo dire che l’esordio della serie è positivo, la voglia di vedere il secondo episodio c’è, e Hugh Grant porta quel miscuglio di tenerezza, carisma, e leggera sfigaggine, che è il suo più amato marchio di fabbrica. Anche se temo che la faccenda, per lui e per la moglie, si farà sempre più tetra.

Perché seguire The Undoing: un pilot ben scritto e ben diretto, con attori molto in parte.
Perché mollare The Undoing: per molti aspetti sembra proprio un clone di Big Little Lies, cosa che gli toglie un po’ di brio (poi potete decidere voi se questo elemento debba invece appartenere al “perché seguire”).



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