6 Luglio 2021

Sex/Life – Netflix: un softcore piuttosto imbarazzante di Marco Villa

Sex/Life è la versione Netflix dei romanzi Harmony: grandi passioni amorose, tanto sesso, pessima scrittura

Pilot

Lo sapete: a Serial Minds siamo laici. Cerchiamo sempre di evitare di inveire contro le serie, anche quelle che non ci piacciono, a patto di trovare un senso per la loro esistenza, che di solito significa: capire quale pubblico può apprezzarle. Perché è normale: tanti pubblici, tanti gusti. A volte, però, la faccenda sfugge di mano e così pur avendo ben chiaro il tipo di pubblico per cui una serie è stata pensata ed essendo tutto alla luce del sole, beh il senso laico di Serial Minds incontra il suo limite e si ferma. È il caso di Sex/Life, che non è ultima nella nostra classifica solo perché quest’anno abbiamo visto il buco nero della serialità contemporanea, ai più noto come Che fine ha fatto Sara?

Sex/Life è disponibile su Netflix dal 25 giugno ed è un misto tra un romanzo Harmony, di quelli con il maschione dal capello fluente e la donzella con il volto di tre quarti e lo sguardo perso (vedi foto in apertura), e un soft core che ci ha provato, ma alla fine ha tirato il freno a meno. La storia è quella di Billie, madre di famiglia che vive una ricca vita provincia con l’uomo dei sogni. Un bambino di tre anni, uno appena nato e tutto che fila nel verso giusto. Se non fosse che il marito tende un po’ a trascurarla in camera da letto e lei va con il pensiero alla sua vita prima di diventare Miss perfezione, ovvero la vita di una ragazza che si divertiva e si sapeva divertire a Manhattan e che aveva una relazione focosissima con il classico bello & dannato, che finirà però per farla soffrire. Lei sfoga queste frustrazioni su un diario, il marito le legge e dà vita a una sorta di gioco perverso in cui lui finisce per essere ossessionato dall’ex della moglie proprio mentre lei ricomincia a sentirlo, scoprendo che lui tornerebbe con lei in tempo zero.

Intreccio amoroso abbastanza classico, raccontato con scene di sesso frequenti e accese, che sono un vero e proprio perno narrativo della serie: Sex/Life punta tantissimo su questa parte, sperando di diventare un caso e di porsi come una sorta di versione seriale di 50 sfumature di grigio, senza la parte sadomaso. Dicevamo in apertura: scelta legittima, perché proprio la saga letteraria e cinematografica di Mr. Scopoforte dimostrano l’esistenza di un pubblico estremamente ricettivo a questo tipo di narrazioni. Peccato che Sex/Life (esattamente come 50 sfumature) sia una cosa inguardabile, messa in scena con i peggiori cliché del genere e soprattutto scritta malissimo. Vi lascio due righe che mi sono appuntato durante una scena in cui Billie scrive sul suo diario i propri sentimenti ripensando alla relazione del bel tempo che fu: “L’intensità delle nostre conversazioni era inebriante, godevo del fatto che ero l’unica persona sul pianeta terra che vedeva cosa c’era sotto la sua corazza dura come la roccia”.

Capite che già il tasso di doppiosensimo è oltre il livello di guardia, ma si tratta anche di una spia rivelatrice di come l’autrice Stacy Rukeyser (Greek, One Tree Hill e Unreal nel suo cv) spari ad alzo zero, senza timore alcuno. Sex/Life è tutta giocata sul triangolo amoroso Billie-marito-ex, dove Billie e l’ex sono nettamente le parti forti, in termini di carisma e di intesa. Billie è Sarah Shahi, attrice su cui qualche anno fa avrei scommesso tanto dopo Life: nel tempo si è un po’ persa, ma ritrova qui un ruolo da protagonista, che senz’altro le darà anche grande popolarità. L’ex, che si chiama Brad, è invece l’australiano Adam Demos, che ha già lavorato in Unreal, che sul set si è fidanzato proprio con Shahi e che soprattutto ha lasciato ai posteri una scena di nudo full frontal che sta facendo la gioia dei siti di mezzo mondo. Il marito? Beh, è Mike Vogel una specie di Homelander di The Boys senza poteri.

Eh niente, è tutto qui: tutto come potreste immaginarlo, ma un po’ peggio, con momenti zarrissimi e altri in cui tutti sono convinti di stare facendo una cosa intensa, dove il livello di intensità sono i pianti di Ex On The Beach. Ciononostante, Che fine ha fatto Sara? rimane peggiore. Mamma mia, che zozzeria.

Perché guardare Sex/Life: perché avete voglia di un quasi softcore

Perché mollare Sex/Life: perché a quel punto tanto vale farsi davvero del male con Sara



CORRELATI