1 Maggio 2023

Serial Moments 576 – Dal 23 al 29 aprile 2023 di Diego Castelli

Brutte sorprese, cambiamenti tattici e Guillermo del Toro

ATTENZIONE! SPOILER TATTICI DI BARRY, FROM, SUCCESSION, TED LASSO, LUCKY HANK

5.Barry 4×03 – El Toro
Due scene da ricordare: la prima è il tentato omicidio di Barry, che porta alla morte di un sacco di gente tranne il protagonista, e che ha il ritmo, i suoni, l’ironia splatter da vera dark comedy, di quelle che ti fanno dubitare dei sentimenti che devi provare.
E poi bisogna citare la comparsata di Guillermo del Toro, che si presenta come il potente boss “el Toro”. Non è che sia un mostro di recitazione eh, però insomma, è un uomo di quasi sessant’anni, plurivincitore di oscar, regista di culto, che ha ancora un sacco voglia di giocare e divertirsi. Non si può che volergli bene.

4.From 2×01 – Nuovi arrivi e vecchi zombie
Dopo aver visto la premiere della seconda stagione di From sono indeciso se continuare, perché la serie fa una mossa assolutamente tipica per questo tipo di racconti (pensiamo a Lost, a TWD), ma che faccio sempre più fatica a digerire, cioè l’arrivo di un pullman (sul serio, non metaforico) che porta una sbadilata di nuovi personaggi.
Detto questo, l’episodio funziona: dritto, semplice, pieno di suspense, con Victor e Tabitha finiti nel sottosuolo nella “tana” degli zombie, che sono lì in attesa del tramonto per risvegliarsi. E se vogliamo dirla tutta, anche il pullman con i nuovi personaggi mette un po’ d’ansia, è comunque interessante vivere l’arrivo di nuova gente, ora che da spettatori ci sentiamo parte di quelli che “erano già lì”.

3.Succession 4×05 – Tribute Band
Come spesso accade, Succession è piena di serial moments che vanno cercati nelle pieghe dei dialoghi o nelle piccole espressioni dei personaggi.
In questo episodio, la scena più fragorosa è certamente quella dello sfogo di Roman, che si scaglia senza remore contro Matsson dopo che questi ha infangato la memoria di Logan. Ma ci sono anche momenti più sottili, come lo stesso Matsson che definisce Ken e Roman una “tribute band” in confronto al padre defunto, e poi lo stesso Roman che dice “stiamo vendendo, ma non so se abbiamo visto o perso”. Una frase significativa perché evidenzia il fatto che tutto ciò che i figli di Logan hanno complottato fino a questo momento era in relazione a lui, al desiderio di batterlo, o di guadagnare in qualche modo il suo rispetto. Morto Logan, il gioco della finanza sembra sempre meno interessante o definito, e riacquista importanza solo quando, come detto sopra, gli animi si scaldano proprio in relazione alla memoria del padre.

2.Ted Lasso 3×07 – The Lasso Way
Puntata ricca di temi e storie, a volte fin troppo facilone, ma con la consueta dose di gradevole pucciosità. Soprattutto, uno degli episodi più calcistici di sempre: attraverso l'”invenzione” del calcio totale, Ted prova ad allenare la squadra in modo nuovo, incontrando prevedibili problemi iniziali, ma arrivando a uno “sblocco” quando Jamie decide di arretrare il suo raggio d’azione, smettendo di fare il centravanti puro per diventare una sorta di perno dell’attacco, un falso nove, o un numero 10, che consente alla squadra di giocare complessivamente meglio.
A livello tattico non c’è molto di più, e per chi ama il calcio Ted Lasso resta realistica come Holly e Benji, ma a funzionare è la metafora di un cambiamento tattico che comporta il sacrificio dei giocatori e la loro decisione (a partire proprio da Jamie) di mettersi al servizio gli uni degli altri, in un processo di condivisione, apertura e fiducia che ha conseguenze e riflessi ben oltre il semplice successo sportivo.
Parafrasando Trent e aggiungendoci un pizzico di The Mandalorian: This is The Lasso Way.

1.Lucky Hank 1×06 – Brutte sorprese
Nel sesto episodio di Lucky Hank, il protagonista prova a fuggire dalla prospettiva di incontrare il padre, solo per finire a un meeting di professori in cui l’unica cosa a cui riesce a pensare è, per l’appunto, l’odiato genitore.
Sembra una classica puntata di transizione, buona per sondare un altro po’ la psicologia del personaggio principale, qui impegnato ad accorgersi che la sua noncuranza verso la vita viene semplicemente dall’impossibilità di provare gioia e soddisfazione finché non avrà risolto il suo trauma.
Sul finale, però, l’improvviso scatto in avanti. Hank decide di voler effettivamente incontrare il padre per dirgli in faccia tutto ciò che pensa di lui, ma quando lo raggiunge scopre un’amara verità: il padre ha l’alzheimer, o comunque una forma di demenza che gli impedisce perfino di riconoscere il figlio.
La scena è gestita magistralmente perché i primissimi scambi fra i due sembrano effettivamente ragionevoli, salvo poi far emergere piano piano la verità. Lo sconforto per Hank è totale, non solo per l’istintivo dispiacere di vedere il padre in quelle condizioni, ma anche per la consapevolezza che la mente brillante ed egoista che lui sperava di combattere non c’è semplicemente più, cosa che potenzialmente lascerà per sempre il protagonista nell’incapacità di chiudere il cerchio che tanto gli interessa.
Bravi tutti.



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