26 Novembre 2013 3 commenti

Agents of S.H.I.E.L.D. – Ma Thor dove minchia è? di Francesco Martino

A volte i superperoi servirebbero proprio

Copertina, On Air

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Solo qualche settimana fa il lamentoso Castelli aveva sollevato qualche (qualche?) dubbio sul secondo episodio di Agents of SHIELD, la serie targata Marvel-ABC che per un geek come il sottoscritto rappresentava, almeno al principio, la terra promessa della serialità televisiva.
I difetti presi in considerazione nell’articolo facevano riferimento unicamente ai primi due episodi che però, in modo quasi profetico, lasciavano intravedere quelli che sarebbero poi diventati i punti di forza e punti deboli del serial.

Lo scorso episodio, l’ottavo, era stato annunciato in pompa magna perché primo di una lunga serie di crossover con la controparte cinematografica dell’universo della Casa delle Idee; “The Well” infatti CLARK GREGG, BRETT DALTONrappresenta la prima reale connessione con i film – al di là delle citazioni inutili – e in un’operazione forse più promozionale che altro collega le avventure di Coulson e soci con quanto accaduto in Thor: The Dark World, uscito in sala lo scorso 20 novembre.
Se questo esperimento rappresentava, almeno sulla carta, un’opportunità enorme, che aveva mandato a mille le mie aspettative e che mi aveva portato a vedere l’episodio alle due di notte, appena tornato dal cinema e con una sveglia alle sette del mattino sulle spalle, devo ammettere, in modo doloroso, che il mio fomento è stato sedato.

Quanto segue vuole essere un ragionamento a tutto tondo, riferito non al singolo episodio ma all’intero concept di una serie che stenta a ingranare la marcia – lo so, lo so…Whedon è così… – e che, per adesso, sembra solamente la cugina sfigatissima della controparte cinematografica.
Tralasciando la già conclamata mancanza di orizzontalità nella trama, portata avanti solo da quella odiosa storia di Tahiti – roba che la proloco ringrazierà a vita – uno dei punti di forza delle serie doveva essere l’interazione con il solidissimo universo costruito sul grande schermo a suon di incassi stratosferici. E’ ovvio che nessuno si aspettava di vedere Iron Man svolazzare sullo sfondo accompagnato dal resto degli Avengers: a parte le questioni economiche, il concept della serie è un altro e i supereroi fungono solo da contorno.
Il problema però sorge quando alcuni cameo si rendono necessari, quando te li chiami da solo e poi li eviti con una serie di scuse banali. Posso anche passare sopra alle “non apparizioni” di un Clint Barton di turno – che è un agente SHIELD, non un dio nordico – ma non posso tollerare la presa per i fondelli di vedere un intero crossover con un film dove però non appare mai, e dico mai, nemmeno in un filmato random, il protagonista del film in questione.
PETER MACNICOL
Jim Steranko, un signore che ha contribuito a creare Nick Fury, è riuscito ad esprimere perfettamente il nocciolo della questione dicendo: “Non fatemi ridere! Lo S.H.I.E.L.D. possiede la taglia delle scarpe di Thor, il suo codice postale, il numero di previdenza sociale e il creatore e il modello del suo martello”. Insomma, le scuse stanno a zero e le domande da farsi sono diverse, soprattutto alla luce dei problemi che queste mancanze creano allo show.
Perché oltre a minare i sogni di noi fan contribuiscono anche al progressivo allontanamento dei due prodotti, certamente diversi per ovvie esigenze, ma che, almeno in teoria, dovrebbero far parte di un grande universo narrativo.
Se avere Chris Hemsworth significa far lievitare troppo il budget, è consigliabile non scrivere episodi di questo tipo, trovare vie diverse o, in ultima alternativa, riciclare in qualche modo del materiale preso dal film, cosa che qui accade anche, ma senza mai mostrare Thor.

Questo articolo non vuole essere una bocciatura della serie che, anzi, sembra cominciare a dare flebili segnali di vita approfondendo alcuni personaggi fino a ora relegati a macchiette – vedi Ward – e introducendo figure più stimolanti come l’asgardiano interpretato dal sempre bravo Peter MacNicol, ma che allo stesso tempo sembra sfruttare solo il 50% delle proprie prossibilità, se non meno. Se a questo aggiungiamo la conferma di un nuovo episodio crossover con Captain America: The Winter Soldier, e di altri legati ai futuri film, la preoccupazione sale.
Non ci resta che incrociare le dita, sperare anche nei nuovi prodotti Marvel/Netflix, e dire “Joss, forse è ora di darsi una svegliata”.
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