11 Aprile 2022

Serial Moments 522 – Dal 3 al 9 aprile 2022 di Diego Castelli

Cadute in bici, cadute di stile, cadute mancate

ATTENZIONE! SPOILER URLATI DI WINNING TIME, THAT DIRTY BLACK BAG, THIS IS US, KILLING EVE, SLOW HORSES, THE DROPOUT, ATLANTA, SEVERANCE, PEAKY BLINDERS

9.Winning Time: The Rise of The Lakers Dinasty 1×05 – Ma dove vai, bellezza in bicicletta…
Non conoscendo tutti i dettagli della storia dei Lakers (anzi, conoscendone molto pochi), il finale della quinta puntata mi ha abbastanza spiazzato: Jack, il nuovo allenatore che proprio nelle ultime settimane è riuscito a far diventare i Lakers una macchina da guerra originale ed efficiente, ha un incidente in bici che gli fa schiantare la faccia sull’asfalto. Lì per lì la cosa mi è sembrata così grottesca, che ho pensato fosse inventata, invece sono andato a cercare e non solo l’incidente è realmente avvenuto, ma ha avuto un impatto importante nel futuro immediato della squadra. Ma non ho letto altro, perché a questo punto la storia me la godo attraverso la serie.

8.That Dirty Black Bag 1×05 – Ma come??
Considerando la forza (emotiva e narrativa) dell’amore fra Eve e Steve, non mi sarei mai aspettato che avrebbero ammazzato lei (impiccata per omicidio) già al quinto episodio. Va detto che però, proprio per questo, la scena è molto potente, anche perché fino all’ultimo abbiamo sperato che la corda del cappio sarebbe stata fatta saltare con un colpo di fucile. Invece no, e Steve rimane al capezzale dell’amata fino a sera, quando la pioggia che aspettava da mesi finalmente arriva, senza che il poverino se la possa godere come avrebbe meritato.

7.This is Us 6×11 – Kate & Toby
Gira che ti rigira, è arrivato l’episodio in cui si è consumata la fine della storia fra Toby e Kate. Ok, non se lo sono detti ancora esplicitamente, ma tutta la vicenda del piccolo Jack che esce da solo e si ferisce alla testa, culminata nella confessione di Kate ai fratelli sulla difficoltà di aggiustare le cose col marito, suona un po’ come campana a morto della relazione. La cosa da sottolineare, in questo episodio come nei precedenti, è la capacità della sceneggiatura di mostrarci questa chiusura senza prendere esplicitamente le parti di nessuno, e senza giocarla sulla banale fine dell’amore: no, abbiamo sempre la netta impressione che Toby e Kate si amino, ma che semplicemente le loro vite non siano più compatibili. Tanto realismo, e tanta roba.

6.Killing Eve 4×07 – Poverone!
Nuuuu, povero Konstantin! Ok, siamo vicini alla fine della serie, e lui era chiaramente uno dei candidati più “facili” per la morte, ma forse me l’aspettavo all’ultimo episodio, o qualcosa del genere. Invece, la sua dipartita per mano di Pam – la sua ultima protetta che lo ammazza su ordine di Hélène (un attimo prima di sapere che la donna è effettivamente morta per mano di Villanelle) – è un momento inaspettato, tragico e stranamente tenero, con Konstantin che non ha nulla da rimproverare alla sua giovane apprendista, che anzi ha dimostrato di essere diventata grande.

5.Slow Horses 1×03 – Di tutto, di più.
Il terzo episodio di Slow Horses non perde nemmeno un grammo della forza e del divertimento dei primi due. Almeno tre cose da citare: la bellezza delle battute di Gary Oldman, ognuna a suo modo un piccolo capolavoro di comicità spionistica; la sorpresa legata dal fatto che il rapimento del ragazzo musulmano è stato orchestrato da Diana (una rivelazione che poteva stare in finale di stagione e che questi usano al terzo episodio, immagina cos’altro avranno in serbo); il finale ancora una volta a sorpresa, dove l’infiltrato di Diana fra i rapitori, quello che doveva segretamente garantire la salvezza dell’ostaggio, viene decapitato in un colpo solo (peraltro facendoci prima credere che a morire fosse proprio il ragazzo rapito). Una serie che, se va avanti così, sale al primo posto della nostra classifica senza neanche sforzarsi troppo.

4.The Dropout 1×08 – Urla trattenute
Spesso, in un finale di (mini)serie, si rimane indecisi su quale sia il serial moment più adeguato, perché solitamente ci sono varie possibilità. Ecco, con The Dropout no, perché se è pure vero che l’episodio offre molte scene di grande qualità, il vero serial moment è uno solo: la scena finale in cui Elizabeth, quando ormai il suo impero è completamente imploso, continua a fingere di avere una vita felice e spensierata, senza alcun vero problema (come se non rischiasse di finire in galera per vent’anni). Per lo meno, finge con le persone: quando si trova da sola ad attendere un uber, infatti, urla al cielo una frustrazione che può essere liberata solo quando non è in pericolo la maschera di assoluto autocontrollo costruita e sbandierata per anni. Ed è qui, nella “semplice” storia di una startup finita male, che The Dropout ci parla in generale della nostra epoca, nella nostra totale incapacità di ammettere i nostri sbagli assumendocene le responsabilità. Un problema “umano” che naturalmente esiste da sempre, ma che forse non abbiamo mai visto così diffuso e pericoloso come nella nostra era iperconnessa e iperpolarizzata.

3.Atlanta 3×04 – Reparations
Altro episodio stand alone di Atlanta, e altro mezzo capolavoro. Si racconta la storia di Marshall, un uomo qualunque, bianco, separato e con una figlia, che si vede recapitare da una donna nera un’insistente richiesta di denaro, perché il bisnonno di Marshall possedeva il bisnonno della donna come schiavo. Avete già capito quanto il tema sia delicato. Non solo, quello che ne esce è una trama vagamente distopica in cui tutti i bianchi che non abbiano antenati schiavizzati (e tutti si fanno i test del DNA sperando di averli) vengono sostanzialmente costretti a pagare cospicui risarcimenti ai discendenti di quelli stessi schiavi che i loro recenti antenati avevano messo in catene. Non è un tema assurdo, perché in California si sta effettivamente parlando di “reparations”, cioè sostanzialmente di soldi da dare alle persone nere che dimostrino di aver avuto antenati schiavi (soldi di chi? presi da dove? alcune delle domande che la politica si sta facendo). L’episodio di Atlanta, che il regista Hiro Murai conclude con un’inquadratura assai significativa in cui Marshall finisce a fare il cameriere insieme a molti altri bianchi, tutti a servire commensali neri in un ristorante, è strepitoso perché riesce sia a mostrare la follia delle colpe dei genitori (anzi, bisnonni) fatte ricadere sui figli, senza però dimenticare di mostrare anche il peso che il ricordo della schiavitù continua a gravare sui neri di oggi. La perfetta a-normalità (rispetto allo standard effettivo) dell’ultima inquadratura mostra, fra le altre cose, quanto sia effettivamente a-normale che la realtà sia ugualmente dicotomica, ma semplicemente con i colori invertiti.

2.Peaky Blinders 6×06 – Ma pensa te
E siamo arrivati anche alla fine (più o meno) di Peaky Blinders, con un ultimo episodio che è stato in grado di stupire un po’ più di quanto mi sarei aspettato. Non tanto per la morte di Michael per mano di Tommy, che era abbastanza scontata (e forse perfino un po’ frettolosa), ma per il semplice fatto che sia Tommy che Arthur sopravvivono.
Intendiamoci: l’annuncio, poche settimane fa, della prossima produzione di un film spin-off della serie, lasciava presagire che Tommy sarebbe sopravvissuto, ma questo non lasciava certezze su Arthur, e comunque tutta la sesta stagione (più lenta ma anche più riflessiva delle precedenti) aveva molto calcato la mano sulla possibile morte di Tommy, specie dopo la diagnosi di tumore (poi rivelatasi fraudolenta).
Com’è, come non è, alla fine Tommy effettivamente la scampa, svelta l’intrigo ordito ai suoi danni, e finisce la serie guardando da fuori quella che doveva essere la sua stessa pira funeraria, in un momento in cui, con l’obiettivo di non lasciare niente in sospeso dopo una morte che credeva imminente, aveva sistemato i conti dell’azienda di famiglia e garantito un futuro più o meno a tutti quanti.
A questo punto, con un Tommy sostanzialmente libero come l’aria (d’altronde gliel’ha detto anche Alfie in questo episodio: essere morti ha i suoi vantaggi), sarà interessante vedere cosa salterà fuori nel “vero” finale di Peaky Blinders, che probabilmente allungherà le sue propaggini fino alla seconda guerra mondiale. Chissà che gli Shelby, dopo anni di piccoli e grandi crimini, non riescano ad avere un finale da buoni veri, visto che, al confronto coi nazisti, diventiamo tutti degli stinchi di santo.

1.Severance 1×09 – Appena oltre la meta
Finisce la prima stagione di Severance (rinnovata nei giorni scorsi per una seconda) e senza strafare piazza un episodio di grande suspense, che riesce effettivamente a far progredire la storia in modo decisivo, senza per questo togliere respiro alla futura seconda stagione, dove effettivamente dovranno succedere un sacco di cose.
C’è spazio per le sorprese (come scoprire che Helly fa parte della famiglia fondatrice di Lumon, oppure che la moglie di Mark è viva e non è altro che la psicologa che l’ha seguito in ufficio), ma soprattutto per un racconto che, in una serie spesso molto pacata, non molla gli spettatori nemmeno per un secondo, in attesa di vedere se i nostri riusciranno a fare effettivamente qualcosa contro la Lumon, oppure se la loro coscienza “aziendale” verrà nuovamente spenta. Il fatto che effettivamente qualcosa accada (Mark riesce a urlare che la moglie è viva, Helly parla coi giornalisti spalando letame sull’azienda) è una decisione molto saggia, perché lasciarci col dubbio che in effetti nulla sarebbe cambiato, sarebbe stato un po’ vigliacco, nel senso proprio della codardia pre-seconda stagione. E invece benissimo così.



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