29 Ottobre 2010 2 commenti

Serial Halloween di La Redazione di Serial Minds

Oggi vogliamo il sangue!

Come avrete vagamente intuito, a noi piacciono le serie televisive.
Siamo gente che si appassiona e fa il tifo.
E a volte, magari anche un po’ spesso, odiamo.
In occasione della festa del grande cocomero, abbiamo pensato di sfogarci un po’, augurando una dolorosa dipartita a quei personaggi che se lo meritano.

E voi? Chi buttereste nel dirupo?



Susan Mayer (Desperate Housewives)
Sei la protagonista, lo so. E sei un’inguaribile romantica, va bene. Ma Dio quanto sei stupida e irritante. Possibile che ogni volta che puoi fare la scelta più idiota e infantile, ti ci butti a pesce senza mai prevedere le conseguenze catastrofiche? I primi due anni andava bene. Dopo sette non ne possiamo tu della tua inadeguatezza come essere umano. Alla fine, la tua goffaggine ti ucciderà: mentre cercherai di spiare un vicino che credi essere un maniaco (e invece è la reincarnazione di Gandhi), finirai sotto il tagliaerba della signora McCluskey, che ti strapperà via il faccino da cane bastonato. (DC)

Mort Metzger, a.k.a. il secondo sceriffo della Fletcher (La signora in giallo)
Caro sceriffo, rendiamoci conto che in un paesino grande come l’outlet di Serravalle ti sono morti tra le mani più cittadini che a Falluja. Cittadini che tu dovevi difendere. E allora passi se hai la faccetta simpatica di Tom Bosley (RIP), ma se hai la mascella volitiva da repubblicano di ferro la faccenda si fa complessa. E ricorrere a un’anziana con evidenti manie di grandezza per risolvere anche la più piccola cazzata, beh, non è che ti faccia poi tanto onore. Anzi, ti fa meritare una morte atroce, sepolto vivo nella tomba di Joshua Peabody, che non è questo, ma il fondatore di Cabot Cove. (MV)

Meredith Grey (Grey’s Anatomy)
Cara Meredith, non riesco a ricordare un protagonista più inutile di te. Ci siamo stancati della tua storiella con Derek (dopo venti minuti, peraltro), e non sei per niente un modello per le ragazze che lavorano (come dicevamo ieri). Sei vecchia e piagnona. E quindi devi morire. Ma non di malattia, troppo facile. Devono arrivare tutti i medici di ER, che si facevano un culo così al lavoro e a stento tenevano in piedi una vita privata, e usarti come bersaglio per il ben noto “tiro del bisturi”. Ma il colpo fatale lo darà la Weaver con la stampella. Così, perché si sarà rotta di giocare…
(DC)


Stefan Derrick (L’ispettore Derrick)
Non è tanto per il fatto che te la tiri come un discendente degli Hoenzollern. E nemmeno per l’aria da finto buono con cui mascheri un’indole crudele e perversa. Il motivo per cui sei in questa lista è il comportamento con il tuo aiutante Fritz. Si vede lontano un miglio che è innamorato di te dalla prima puntata. E tu, niente. Lo usi, lo sfrutti, lo lusinghi con complimenti per la sua capigliatura. E poi la sera torni a casa da tua moglie per una backdoor session. Non si fa così. Meriti di morire strozzato dalla cintura del tuo impermeabile. Con Fritz che ti prende per il culo con lo sguardo spiritato. (MV)

Katherine (The Vampire Diaries)
Sarò accusato di aver scelto un personaggio troppo facile da detestare. Ma Katherine, proprio non ti posso vedere. Perché sei uguale a Elena, che ci piace tanto e ha i capelli lisci, e la fai passare per maledetta sgualdrina calcolatrice e coi boccoli. Sei un vampiro, quindi è facile decidere come morirai: esposta al sole, catenozza d’argento al collo con su scritto “San Gennaro facci la grazia”, varie cucchiaiate di zuppa d’aglio in gola e un vibratore di legno piazzato dove dico io (e non è il cuore…). Ah, e ovviamente è la stessa Elena a ridurti così. Che soddisfazione…
(DC)


Michael Vaughn
(Alias)
Michael Vaughn, tu non sei un uomo. Tu sei il più grande esponente mai esistito del palinculismo. Sempre tutto perfettino, con quella barbetta di due giorni (o due ore, in caso di ipertricosi), che sembra urlare: “Anche se lavoro alla CIA, sono un alternativo eh! Ci ho la barbetta sfatta, io!”. Con un tormento interiore che è ormai diventato esteriore, dal momento che lo brandisci come una clava su ogni essere che ti passa accanto. Meriti di morire bruciato dalle tue stesse meches. Che forse nemmeno hai e forse nemmeno si è a rischio bruciatura mentre le si fa. (MV)

Lucy Camden (Settimo cielo)
Già la serie, vista in dosi massicce, istigava alla bestemmia e al sacrificio di giovani vergini, poi tu mi facevi davvero scattare la violenza. Un barilotto di supponenza biondiccia. Eri sempre precisina e rompevi il cazzo a quella gran gnocca di Mary, che faceva una pirlata dietro l’altra. Tu no, hai SPOSATO UN POLIZIOTTO, sei andata ad ABITARE SOPRA IL GARAGE DEI TUOI, e sei DIVENTATA UNA PRETA! Verrai ingiustamente accusata di schiavizzare giovani prostitute cingalesi e, per la vergogna, ti autocrocifiggerai in chiesa. La notizia della tua assoluzione arriverà quattro secondi dopo che sarai spirata. (DC)

Abby Lockhart (E.R.)
Cara Abby, prova a recuperare la bibbia della serie che ti diedero all’inizio della tua esperienza in E.R. Ecco, vedi cosa c’è scritto? Leggi ad alta voce: “Abby è un personaggio lamentoso, insicuro e capace di provocare fastidio nel giro di una battuta”. In più, sei una moralista insostenibile, sempre pronta a dispensare al mondo – senza che il mondo lo richieda – sguardi severi da “eh, ma se aveste passato anche voi quello che ho passato io…”. Capisco che avere Sally Field come madre non è facile (ne sa qualcosa la famiglia Walker), ma dio santo, fuori un po’ di energia! Secoli fa, in un newsgroup ti chiamavano topo bagnato. Ecco, vedi di annegare in compagnia di un po’ di ratti. (MV)

Paige Halliwell (Streghe)
C’era un trio di streghe. Erano belle, avevano poteri fighi, combattevano il male. Il fatto che una delle tre sia morta non ti dà il diritto di arrivare di soppiatto e soffiarle il posto. Soprattutto quando sei l’attrice più cagna mai apparsa sulla Terra, che Jerry Calà al confronto sembra Edward Norton. E tutto perché andavi con Marilyn Manson e volevano far parlare della serie. Siccome ami teletrasportarti emanando nuvolette di cocaina fosforescente, devi comparire per sbaglio in una betoniera riconvertita per il letame, e soffocare così, ingollando sterco equino. (DC)

T. J. Hooker
Non voglio entrare nei dettagli con te. Perché non mi ricordo nemmeno cinque minuti delle tue gesta. Avevo meno di dieci anni, ma già capivo che il tuo telefilm era orrendo, così pieno della tua spavalderia da yuppie wannabe. E poi, il nome. Rendiamoci conto che tu ti chiamavi Thomas Jefferson Hooker. Il nome di uno dei padri fondatori degli Stati Uniti, uno di quelli che – suo malgrado – partecipa a quell’estasi kitsch che è il Monte Rushmore. Tutto un puntare verso l’alto e poi un cognome che, senza giri di parole, vuol dire “puttana”. Quindi, caro T.J., vediamo di dirigerci al suddetto Monte Rushmore e da lì scivolare verso l’oblio. (MV)

Per l’immagine di copertina si ringrazia la manina santa di Fabrizio Majerna.



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