21 Gennaio 2011 3 commenti

Skins US – La versione americana di Marco Villa

Dall’Inghilterra all’America, ma non sono i padri pellegrini

Copertina, Pilot

Annunciato da tempo, temuto e poco atteso dai fan dell’originale, il 17 gennaio su MTV è partito Skins Us. Pubblicizzato con foto tipo quella qui sopra, per prendersi gioco del pregiudizio negativo che lo accompagna, è il remake americano di una serie inglese che negli ultimi anni ha conquistato schiere di fan adoranti.
Ok, penso sia la peggior prima frase che abbia mai scritto, ma ormai è lì e visto che questo blog viene aggiornato incidendo nella pietra, non posso più modificarla.

Skins Us, allora. Argomento controverso, ampiamente discusso in rete e demolito già nei commenti ai sottotitoli. Questo in Italia, perché negli Stati Uniti il primo episodio del telefilm ha fatto il botto. Nel dettaglio, il target principale del prodotto ha salutato da lontano i debutti di cosette tipo Gossip Girl o The Vampire Diaries.

Skins è una serie inglese che va in onda dal 2007 su E4 e racconta le vite di adolescenti selvaggi nella pacifica cittadina di Bristol. Detti ragazzi si drogano, bevono, si accoppiano. Finora sono andate in onda quattro stagioni, con un cambio totale di cast dopo le prime due e un ulteriore azzeramento degli attori per la quinta, che partirà a breve.
Se terza e quarta stagione, pur buone, lasciano un po’ di amaro in bocca, le prime due sono invece splendide, per la capacità che hanno di raccontare senza censure o moralismi, fermandosi però sempre un passo prima di sbroccare.

Da un punto di vista produttivo, quindi, la decisione di realizzare un remake è pienamente comprensibile e, dati d’ascolto alla mano, anche vincente. Come accaduto per Shameless, si tratta di una riproposizione plateale, scena per scena e, in questo caso, inquadratura per inquadratura. Pare che nel prosieguo le cose cambieranno, al momento, però, l’effetto è spiazzante. Al contrario di molte serie che hanno una forte impronta britannica (penso a casi come Him & Her e per certi versi The IT Crowd), Skins UK è infatti internazionale di per sé. Per dire, è comprensibile un remake di Life on Mars, perché in quel caso si poteva raccontare un mondo completamente diverso. In questo caso, invece, a parte gli accenti, non si notano differenze. Certo, invece delle casette con i mattoncini rossi ci sono le tipiche case con giardinetto dei quartieri residenziali nordamericani, ma davvero cambia poco. Se poi aggiungiamo che la serie è girata in Canada, si capisce quanto le due letterine US abbiano davvero poco senso.

Per questo motivo, trovo che ogni singolo cambiamento sia importante.
Su Serialmente analizzano il cast di Skins US confrontandolo con quello inglese, demolendo ogni attore scelto e attaccando la decisione di trasformare il personaggio omosessuale da ragazzo a ragazza. È ovvio che chi ha visto, magari con passione, la versione originale, non riuscirà ad affezionarsi allo stesso modo a questi personaggi, ma è importante non entrare in un circolo vizioso che condanna la scelta di rifarsi all’originale e allo stesso tempo non accetta ogni minimo cambiamento. In fondo è la stessa questione che si pone con le cover: se ho cantato mille volte una canzone, nessuna reinterpretazione mi convincerà allo stesso modo, ma ogni reinterpretazione è legittima e più si allontana, meglio è.

La pecca maggiore di Skins US al momento è proprio questa: ha cambiato qualcosa, ma troppo poco. Non può incollarsi all’originale, perché ne resterebbe schiacciata. D’altra parte non può fare a meno di restare sulla stessa strada Un equilibrio difficile da trovare, ma necessario. Per una volta, qui a Serial Minds non facciamo i talebani e attendiamo gli sviluppi.

Previsioni sul futuro: i personaggi faranno furore nella provincia finto-americana. Ce la faranno a distanziarsi dagli omologhi britannici?

Perché seguirlo: perché gli autori sono gli stessi dell’originale, quindi la materia la conoscono alla perfezione.

Perché mollarlo: perché nel 2011 censurare i “fuck” è patetico

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