9 Dicembre 2013 1 commenti

Serial Moments 108 – Dal 1 al 7 dicembre 2013 di Diego Castelli

Discorsi edificanti, orrende torture e citazioni cinematografiche

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ATTENZIONE! SPOILER BRUTTI BRUTTI BRUTTI DI HOMELAND, THE MINDY PROJECT, RAISING HOPE, SCANDAL, THE WALKING DEAD E HOSTAGES!!
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5. Homeland 3×10 – Tortura
Dai, Homeland s’è un po’ ripreso. Il ritorno full-time di Brody e il nuovo piano anti-Iran hanno alzato il livello di tensione quel tanto che bastava a farci attendere il lunedì con una certa gioia. Senza contare che hanno permesso a Claire Danes di sfoderare un altro po’ di espressioni (questa volta era tutta sorrisi orgogliosi e lacrime di gioia) oltre ai soliti sguardi da allucinata che stavano diventando un inquietante marchio di fabbrica. Ma il vero serial moment sta in una di quelle botte di realismo che, quando compaiono in una serie come questa, fanno sempre la loro porca figura (tipo quando minacciano di sparare a Carrie e poi effettivamente lo fanno!). Ecco allora il dialogo tra Brody e il soldato suo compagno di cella. Si parla di tortura, e invece di mettere in scena un eroe che può resistere a tutto, magari lanciando battutine sagaci mentre gli strappano i capezzoli, gli autori mettono in bocca ai personaggi parole assai dure: nessuno resiste per sempre alla tortura, e il povero soldato spera solo di poter resistere il tempo necessario a permettere a Brody di completare la missione. Mentre sentivo questo dialogo i testicoli mi si sono di molto rimpiccioliti, e ho provato sincero sollievo quando hanno ammazzato rapidamente il povero cristo.
Homeland - Torture

4. The Mindy Project 2×11 – Castellano on the floor
E poi così, dal niente, all’interno della lenta e tenerissima storia d’amore tra Mindy e Danny (tanto lo sappiamo come andrà a finire, l’unica cosa che non sappiamo è il “quando”), ecco che il burbero dottor Castellano balla. Più ci penso, e meno la cosa ha senso. Però è un serial moment di quelli indimenticabili.

3. Raising Hope 4×07 – La finestra sul cortile
Delizioso episodio di Raising Hope, che piazza una parodia assai particolareggiata di uno dei massimi capolavori di Alfred Hitchcock. Ma se il livello di cura e dettaglio è ciò che salta maggiormente agli occhi (dalla colonna sonora vintage agli abiti di Virginia, da certi riferimenti verbali alle inquadrature studiate per essere identiche a quelle dell’originale), quello che più mi stupisce è proprio la scelta del tema, che nel 2013 rischia di sembrare un po’ datato, in un momento in cui è facile trovare oggetti di parodia molto più mainstream e dal risultato più sicuro (che so, tipo Miley Cyrus che ondeggia nuda su una palla da emolizione). Quindi insomma, bravi!
Raising Hope - Rear Window

2. Scandal 3×09 – Huck dentista
La serie di Shonda Rhimes non perde un colpo, e ormai sono diverse settimane che Scandal ci tiene incollati alla sedia. Questa volta il serial moment più “normale” sarebbe la rivelazione – ancora tutta da approfondire – che la madre di Olivia non è esattamente la prigioniera-innocente-poverella, ma piuttosto la terrorista-da-cacarsi-sotto. Ma proprio perché troppo normale preferisco mettere in classifica “Huck il dentista”, che con sguardo da pazzo e tenero sadismo strappa un paio di molari a Quinn, che fino a pochi episodi fa era la sua protetta e apprendista. Spero che nessuno di voi stesse mangiando mentre vedeva quella scena…
Scandal - Huck dentista

1. The Walking Dead 4×08 – Scegliete a caso
Ne abbiamo già parlato, non è necessario approfondire oltre. Rimane il fatto che, tra la violentissima decapitazione di Hershel, la morte del Governatore, le bambine assassine, la diaspora finale, Daryl che ormai punta dichiaramente a essere il nuovo Chuck Norris ecc ecc ecc, il midseason finale di The Walking Dead è una specie di fabbrica di serial moments. Giusto quello che ci serve per rimanere sazi fino a febbraio.
The Walking Dead - Governor

 

Fuori concorso perché in fondo è ridicolo
Hostages 1×11 – Col romanticismo si supera definitivamente il confine
Gli autori di Hostages hanno perso le redini dello show dopo circa due episodi. Siamo all’undicesima puntata e sembrano passate tre stagioni, in un vortice narrativo che per qualcuno potrebbe essere segno di vitalità, ma che purtroppo assomiglia più che altro all’ansia da prestazione di una serie che sa già di essere sull’orlo dell’abisso.
Il bacio tra Ellen e Duncan, se da una parte è sicuramente un bel serial moment, dall’altra arriva fin troppo presto, e non può che sembrare forzatissimo, anche se ormai sappiamo che Duncan è largamente meno cattivo di quanto pensassimo e via dicendo. Diciamo che quando cominciano a succhiarsi la faccia, più che nella zona “oh mamma spettacolo”, siamo dalle parti di “vabbe’ allora fate entrare gli unicorni, tanto uno più, uno meno…”



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