3 Dicembre 2014 18 commenti

Remember Me – Una serie horror con un Monty Python (è tutto vero) di Marco Villa

Pensate che Remember Me sia una roba divertente e surreale? Preparatevi a una mazzata sui denti. Paura.

Michale-Palin-in-BBCs-Remember-Me

Se qualcuno vi dicesse: “c’è una nuova serie con uno dei Monty Python”, la vostra prima idea sarebbe qualcosa di surreale, senz’altro di leggero o comico. Ecco, fate come me: avvicinatevi a Remember Me con la leggerezza di chi sta per guardare qualcosa di divertente e allegro e poi prendetevi una mazzata sui denti quando scoprite che non solo non ha nulla di gioioso, ma è anche una delle serie de paura più de paura viste recentemente.

In onda dal 23 novembre su BBC One, Remember Me è una miniserie in tre puntate creata da Gwyneth Hughes. Protagonista è Tom Parfitt (Michael Palin), anziano inglese che, dopo aver passato anni e anni solo e isolato dal mondo, viene portato in una casa di riposo. Pochi minuti dopo il suo arrivo, una delle dipendenti vola da una finestra e muore. È il primo fatto misterioso, che viene subito seguito da molti altri, quasi tutti scoperti da Hannah, la co-protagonista (Jodie Comer, già vista in My Mad Fat Diary). Hannah è una delle infermiere che lavorano nella casa di riposo e viene mandata a casa di Tom per recuperare dei vestiti. Lì scopre che l’abitazione è una sorta di grande sacrario dedicato a Scarborough Fair, canzone popolare inglese che Wikipedia data intorno al ‘700 e che nella casa succedono cose molto strane e inquietanti. Con il racconto della trama mi fermo qui, perché rischierei di rovinare la tensione, che c’è ed è molta.

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Dovendo pensare a horror inglesi degli ultimi anni, i nomi che vengono subito in mente sono Dead Set e Marchlands. Il primo la geniale invenzione di rendere i partecipanti del Grande Fratello gli ultimi sopravvissuti a un’epidemia zombie che sta distruggendo l’Inghilterra; il secondo il racconto della storia di una bambina fantasma, attraverso le vite di due famiglie che abitano la stessa casa a distanza di anni. Tra le due serie, che si collocano evidentemente agli opposti, Remember Me è senza dubbio più vicina a Marchlands. La costruzione del meccanismo tensivo si appoggia su un uso esasperato dei suoni: sono loro a portare lo spettatore in uno stato fortissimo di ansia, che viene colpito in modo durissimo da violenti stacchi di montaggio. Niente di nuovo, automatismi già visti molte volte, ma che funzionano alla perfezione grazie a una messa in scena molto austera e alla forza dei protagonisti

A differenza di tanti horror, non c’è un personaggio negativo: tutti i personaggi sono buoni o almeno positivi. Il vecchio mezzo matto, la giovane infermiera super-in gamba, passando per il poliziotto che deve indagare sulla morte della donna volata dalla finestra. Il ruolo dell’antagonista è tutto caricato addosso a quella che sembra una sorta di maledizione, che trova nella casa del vecchio la sua valvola di sfogo.

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Ok, la pianto di scrivere robe allusive che servono a un cazzo e spiegano davvero poco, il problema è che poche volte mi è capitato di dover scrivere di una serie che vive così tanto sulle atmosfere e così poco sulla trama. Che c’è e verrà spiegata a modino (o almeno spero), ma che nel primo episodio è davvero poca cosa. Eppure il pilot funziona… e sono di nuovo a tanto così dallo scrivere robe allusive. Quindi io la pianto di scriverle, voi la piantate di leggerle e cercate di fare in modo di guardarvi Remember Me. Tanto c’è pochissima roba che merita in questo periodo e tra poco finiscono sia Homeland, sia Sons of Anarchy.

Perché guardarla: perché un horror in pieno stile british non è roba da tutti i giorni

Perché mollarla: perché ho detto horror ma non ci sono zombie e mostracci vari

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