8 Giugno 2015 3 commenti

Serial Moments 184 – Dal 31 maggio al 6 giugno 2015 di Diego Castelli

Cannibali, non morti e nostalgici finali

ATTENZIONE! SPOILER CANNIBALI E NON MORTI DI SILICON VALLEY, HALT & CATCH FIRE, HANNIBAL, COMMUNITY E GAME OF THRONES!!!

 

Silicon Valley 2×08 – Bottiglie disastrose
Sarà capitato a tutti, con un computer o con uno smartphone, di cancellare qualche dato o una mail importantissima per poi bestemmiare con violenza all’indirizzo di tutti i santi conosciuti. È più o meno quello che succede nella puntata settimanale di Silicon Valley: dopo minuti e minuti passati a spiegarci quanto fossero importanti certi dati nel futuro dei nostri protagonisti, Russ pensa bene di appoggiare un bottiglia di tequila sul tasto “delete”, cancellandone la gran parte. Tutti a pensare che fosse in corso un attacco hacker, e invece era il demente con la bottiglia. A rendere tutto più esilarante il fatto che subito dopo aver fatto la cazzata Russ la spiega agli altri senza alcun senso di colpa, bensì con l’innocenza di un bambino curioso.
Silicon Valley tequila



 

Halt & Catch Fire 2×01 – Cominciare con classe
Torna la più grossa sorpresa della scorsa estate, e in quanto a qualità non si fa pregare. Proprio a inizio episodio arriva un piano sequenza di quasi tre minuti che ci mostra il caos quotidiano in cui sono immerse Cameron e Donna, diventate partner alla fine della prima stagione e ancora in cerca del successo col botto. Un piano sequenza che, nella sua voluta confusione, fa da perfetto contraltare a tutto quello che vedremo nel resto della puntata, dove gli uomini della serie, Joe e Gordon, sono ancora in fase di stallo dopo i (parziali, amari, non del tutto soddisfacenti) successi ottenuti l’anno scorso. È tornata una grande serie, gioiamone tutti.
Halt & Catch Fire Donna

 

Hannibal 3×01 – Vacanze italiane
Giusto perché stiamo parlando di grandi serie che ritornano, la premiere di Hannibal spacca di brutto. Tutta ambientata in Italia (con esperimenti di dialoghi italiani tutto sommato decenti), con un Hannibal fuggito alle autorità americane ma subito ambientatosi in una Firenze piena di nuove prede, con una Bedelia (vera protagonista dell’episodio) insieme compagna e vittima del Lecter, ormai cosciente delle sue malefatte, in parte complice, ma addosso la paura pietrificante di poter essere il prossimo spuntino pomeridiano del cannibale. A proposito, splendida la frase con cui Hannibal spiega di non essere un cannibale: “Il cannibalismo è tale solo se siamo alla pari”. Che arrogante, meraviglioso figlio di puttana!
Hannibal Gillian Anderson

 

Community 6×13 – Meta meta meta
Ho molto riflettuto su chi far vincere questa settimana, se Community o GoT. Da una parte quello di GoT è un episodio più esaltante, dall’altro qui siamo in presenza, probabilmente, dell’ultimo episodio di sempre di Community. Alla fine però ho deciso di tenere Dan Harmon e soci per secondi, come piccolo schiaffetto per una stagione con troppi alti e bassi (ma ne riparleremo bene nei prossimi giorni).
Ad ogni modo, Community termina accelerando sul meta in maniera totale: praticamente tutto l’episodio è una discussione su come dovrebbe essere l’eventuale settima stagione, con tutti i personaggi che danno la loro opinione in merito e, contemporaneamente, cominciando a salutarsi (tra loro) e a salutare (il pubblico). Non manca un po’ di fan service (vedi il bacio tra Jeff e Annie, ormai un po’ posticcio), e soprattutto non manca il finale più meta tra tutti i finali meta: lo spot di un gioco da tavolo di Community in cui i giocatori finiscono col trovare una minuscola sceneggiatura in cui anche la loro esistenza è messa in dubbio in quanto personaggi di finzioni. Alla fine ci sanguina un po’ il naso per i mille salti dimensionali, ma sveniamo col sorriso sulle labbra.
Community Series Finale movie

 

Game of Thrones 5×08 – Le classiche gioie dell’episodio otto
D’altronde ormai lo sappiamo: l’ottavo episodio stagionale di Game of Thrones tende a essere sempre una bomba. E così è stato anche quest’anno, con quello che finalmente possiamo chiamare “l’arrivo dell’inverno”. Pensare che fino al momento della battaglia pensavo di inserire nei moments il primo, lungo e vero colloquio tra Tyrion e Daenerys, una prova di scrittura sublime come quelle della prima stagione. Ma poi non ce n’è per nessuno. Subito dopo aver convinto parte dei bruti a seguirlo al di qua della Barriera, Jon Snow deve fronteggiare l’assalto di white walkers e non morti, insomma tutta la gente che da cinque anni associamo al concetto di “winter is coming”. È una battaglia epica, di livello produttivo eccezionale (considerando che siamo in televisione), girata con piglio deciso e grandissimo ritmo fino al momento migliore, il serial moment più clamoroso: la vista silenziosa del Night’s King, con le sue belle ossa-a-corona, che alza lentamente le mani mostrando la sua capacità di usare tutti i caduti durante la battaglia come nuovi soldati del suo esercito immortale. Un’immagine che è già un’icona nella storia delle serie tv, nonché una promessa precisa verso gli spettatori: finora vi siete divertiti ad ascoltare i poveri umani bisticciare sul trono di spade; be’, non avete ancora visto un cazzo.
Game of Thrones night king



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