25 Novembre 2015 14 commenti

Flesh and Bone – Molto più di una storia di ballerine in cerca di gloria di Marco Villa

Tutta una faccenda di corpi e sofferenza

Copertina, Pilot

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No, non si chiama Fame o Saranno famosi, non si chiama nemmeno Giovani stelle crescono, né storie del genere. Questa serie parla di giovani ballerine di un importante corpo di ballo di New York, ma si chiama Flesh and Bone, che vuol dire Carne e Ossa. Come a dire: è tutta una faccenda di muscoli e nervi. Sta tutta qui la peculiarità di Flesh and Bone e la sua profonda differenza rispetto a serie o film su giovani apprendisti e future star. Certo, parla di come tante ragazze insicure costruiscono la propria carriera e la propria vita, ma si concentra soprattutto su come debbano in qualche modo annullare la propria personalità e psicologia per mettere il proprio corpo davanti a tutto.

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Flesh and Bone è una serie tv prodotta da Starz, che in un tentativo di Netflixizzazione ha deciso di pubblicarla in due sole tranche sul proprio sito: il pilot il 2 novembre e poi gli altri sette episodi la settimana dopo. La serie racconta l’arrivo a New York della ventunenne Claire, che lascia Pittsburgh e dei problemi famigliari giganteschi (leggi: fratello ex soldato che la controlla in maniera ossessiva e forse peggio), per coltivare il sogno di diventare ballerina professionista. Arrivata a Nuova York prova e entrare nell’American Ballet Company del severerrimo direttore artistico Paul Greyson (Ben Daniels, l’inutile fotografo amante di Claire Underwood in House of Cards), stupendo il direttore stesso e poi un po’ tutti per la sua incredibile bravura. Tra tutte le ballerine, è quella con meno esperienza, ma ha un talento enorme e sbaraglia la concorrenza.

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Questa la storia generale, ma come detto il vero motivo di interesse è un altro ed è il modo in cui tutte queste ragazze vivono la propria fisicità. Si tratta ovviamente di fisici esilissimi, in cui ogni muscolo deve tendersi fino al limite, ma sempre con incredibile grazia. Questa la dimensione pubblica, ma ovviamente il corpo ha anche una sua vita privata, che in questo caso si traduce in tanto sesso, mostrato a più riprese nei primi episodi e per fortuna senza inutili censure, come da tradizione per Starz. In questo senso si inserisce un’ulteriore dinamica narrativa, perché a fronte di ragazze totalmente disinibite e spesso nude in ogni situazione, c’è la protagonista Claire che a 21 anni è vergine e vede il proprio corpo e il corpo altrui con un misto di curiosità e paura, di voglia e di auto-punizione. E una faccia da perenne afflitta che un po’ pesa, va detto.

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Temi grossi, insomma, tutt’altro che semplici. Potrebbe sembrare un azzardo fare tutti questi ragionamenti a tanto così dal seghino mentale, ma no, non è così. Il fatto è che non siamo di fronte a una serie come tante, perché la creatrice è Moira Walley Beckett. Se il nome non vi dice niente, sappiate che ha firmato nove episodi di Breaking Bad, compreso quello che viene considerato il più bello della serie e tra i migliori della serialità tutta. Sì, sto parlando di Ozymandias, la terz’ultima puntata della serie di Vince Gilligan, quella che ci ha lasciato a bocca aperta per giorni. Una tosta, insomma. Anzi: una tostissima. Capite quindi che tutti i discorsi fatti nelle 3000 battute precedenti non sono buttati lì a caso. Siamo di fronte a qualcosa di pensato e strutturato, qualcosa che a prima vista può ricordare Mozart in the jungle, ma che finisce per superare di slancio la serie di Amazon cedendo in freschezza, ma vincendo in quanto a spessore.

No, non è la solita serie di ragazzine che ballano. È molto di più.

Perché guardare Flesh and Bone: perché dietro il paravento della serie alla Saranno Famosi racconta (bene) un tema davvero grosso

Perché mollare Flesh and Bone: perché la protagonista ha una faccia da madonnina infilzata che mollami



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