12 Settembre 2017 10 commenti

The Deuce – La via del porno secondo gli autori di The Wire di Marco Villa

James Franco e Maggie Gyllenhaal sono i protagonisti di The Deuce, la nuova serie di HBO

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La ricostruzione perfetta di un’epoca, l’attenzione assoluta al dettaglio nel tentativo di trasportare lo spettatore in un altro mondo, puntando molto su un senso di immersione. E poi un contesto che sta mutando, qualcosa di immobile da decenni che sta per essere travolto e trasformato per sempre. Questa poche righe (evasive il giusto) potrebbero tranquillamente essere dedicate a Vinyl, una delle più grosse delusioni di HBO di questi anni. Invece sono dedicate a The Deuce: se 1+1 fa 2, anche The Deuce rischia di essere un flop colossale. Il rischio c’è sempre, ma in questo caso c’è anche un’assicurazione molto importante, che porta i nomi di David Simon e George Pelecanos.

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The Deuce è una nuova serie di HBO, in onda negli Stati Uniti dal 10 settembre, che verrà trasmessa in Italia su Sky Atlantic HD dal 24 ottobre. La prima cosa interessante che la riguarda è legata ai due nomi appena citati: Simon e Pelecanos. Sono i due creatori e autori della serie e sono gli stessi due che, quasi vent’anni fa, hanno scritto – sempre per HBO – quella pietra miliare della serialità televisiva chiamata The Wire. Poi si sono dati da fare con Treme e Simon ha curato anche quel capolavoro troppo poco lodato di Show Me A Hero. Senza girarci intorno: è gente che fa cose che restano, diverse dalle normali serie tv: a The Wire sono stati dedicati interi corsi universitari e la storia secondo cui le serie tv sarebbero la nuova letteratura nasce tutta dal paragone di The Wire con le opere di Dickens.

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Ok, il contesto è chiaro, ma di cosa parla The Deuce? Stando ai comunicati, parla della nascita dell’industria del porno, ma di questo nel pilot non c’è traccia. La prima puntata racconta infatti una serie di storie ambientate nel mondo della prostituzione e dintorni. La serie inizia facendoci conoscere vita e abitudini di un paio di protettori neri di Times Square e delle loro ragazze: la giovanissima appena arrivata dalla provincia (Lori, interpretata da Emily Meade), quella che inizia a essere di mezza età e si sente minacciata , quella indipendente da ogni protettore e con figlio a casa dei genitori (Candy, interpretata da Maggie Gyllenhaal).

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Protagonista assoluto, però, è Vincent Martino, barista che si fa un mazzo senza senso tutti i giorni, per mantenere una famiglia allo sfascio e che deve fare i conti anche con i problemi del fratello gemello Frank, indebitato fino al collo con la mafia per storie di scommesse. Entrambi i gemelli sono interpretati da James Franco, che si è ritagliato anche il ruolo da regista in un paio di episodi. Questi due mondi entrano in contatto quando Vincent decide di lasciare la famiglia e trasferirsi in un alberghetto di Manhattan, lo stesso dove diverse prostitute della zona portano i propri clienti.

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Gli 80 minuti del primo episodio di The Deuce sono una lunghissima presentazione: nonostante succeda davvero poco, i personaggi vengono delineati con cura, riuscendo a far emergere anche le loro ombre. È il caso ovviamente dei due protagonisti Vincent e Candy, ma anche di personaggi di contorno, il tutto fatto con estrema eleganza, senza mai spiattellare nulla. Basti pensare a C.C., uno dei papponi presentati all’inizio come personaggi eccentrici: C.C. attraversa la puntata come un dandy d’altri tempi, dall’abbigliamento bizzarro, figura che sembra per tutto il tempo positiva, come a rimandare a una criminalità d’altri tempi, tutta basata su onore e rispetto. Fino alla sequenza finale, in cui viene mostrato il lato più violento dello sfruttamento delle ragazze.

È proprio nella trasformazione di questo personaggio che si può trovare la chiave narrativa di The Deuce, che è la stessa delle altre serie di Simon e Pelecanos: una costruzione costante, realizzata per piccole aggiunte e chiarimenti, che solo in pochi casi passa per svolte eclatanti. Accadeva così anche in The Wire, serie impossibile da giudicare dai primi episodi e poi esplosa in modo silenzioso puntata dopo puntata.

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The Deuce è ancora più estrema in questo, visto che parlerà di industria del porno, ma il tema non è minimamente sfiorato nel suo primo episodio. Una scelta che può spaventare, ma che dimostra da una parte l’assoluta fiducia di HBO negli autori e dall’altra la tranquillità di questi ultimi nel costruire la migliore storia possibile, fregandosene di convenzioni e regole della serialità.

Perché seguire The Deuce: per la raffinatezza della scrittura e la cura nella ricostruzione

Perché mollare The Deuce: perché non ci sono fuochi d’artificio, ma serve pazienza e dedizione



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