14 Febbraio 2020

ZeroZeroZero – Come alzare il livello di Marco Villa

Arriva su Sky Atlantic ZeroZeroZero, la serie dedicata al narcotraffico che è tratta dal libro di Roberto Saviano: una serie ambiziosa e dai grandi investimenti

Alzare il livello. Tutti se lo pongono come obiettivo, pochi hanno i mezzi per farlo, quasi nessuno ci riesce. In Italia come nel mondo. Quando poi è un prodotto a traino italiano a voler alzare il livello anche fuori dai confini, siamo veramente nel campo dell’azzardo. ZeroZeroZero è questo: una produzione originale Sky che è un lucidissimo azzardo, portato avanti da una co-produzione gigante che vede in prima linea Cattleya e Bartlebyfilm, ma che è sostenuta anche da Amazon Studios e Canal +. Chiamarla potenza di fuoco è dire poco.

ZeroZeroZero è in onda dal 14 febbraio su Sky Atlantic (e disponibile su NOW TV) dopo il passaggio al Festival di Venezia di settembre. Le anteprime di serie tv all’interno di rassegne cinematografiche sono ormai la norma, ma si tratta pur sempre di pochi e selezionatissimi titoli, spesso legati a figure che si sono affermate anche in sala. L’esempio di Sorrentino con i suoi papi o di Winding Refn con Too Old To Die Young sono gli esempi più lampanti, ma ZeroZeroZero non è da meno, perché il nome grosso in questione è quello di Stefano Sollima, che firma la serie come creatore insieme a Leonardo Fasoli e Mauricio Katz, oltre ovviamente a mettersi in prima linea come regista di alcuni episodi.

Breve ripasso: dopo film che si fanno notare e la firma su serie italiane che segnano un cambio do marcia nell’intero comparto produttivo (Romanzo Criminale e Gomorra, entrambe prodotte da Cattleya), Sollima vola negli Stati Uniti, dove gira un film non proprio di secondo piano come Soldado, avendo finalmente in mano un budget che gli permette di sviluppare in pieno la sua idea di genere. ZeroZeroZero rappresenta lo stesso passo in avanti, ma in ottica serie tv.



ZeroZeroZero è tratta dal libro omonimo di Roberto Saviano e si pone il non piccolo obiettivo di mettere su schermi i meccanismi del narcotraffico mondiale. Per farlo, è necessario raccontare un triangolo che tira in mezzo Messico, Stati Uniti e Italia. 

Il Messico è il luogo da cui partono i carichi di droga diretti in Europa. Qui seguiamo le vicende di un gruppo scelto dell’esercito locale, interamente dedicato alla lotta ai narcos. Squadra d’elite, ma tutt’altro che limpida: il capitano Contreras (Harold Torres) si muove in quell’area grigissima in cui Stato e criminalità sono intrecciati e in cui non si capisce dove finisca il primo e dove inizi la seconda. Un mondo molto familiare per chi legge Don Winslow.

L’Italia è il luogo dove i carichi sono destinati e qui la storia è una classica storia di mafia, o meglio di ‘ndrangheta, perché siamo in Calabria. Dico classica perché si tratta di uno scontro generazionale all’interno dello stesso clan, con i vecchi che non vogliono mollare (il boss Don Domenico, Adriano Chiaramida) e i giovani che non vogliono aspettare (il futuro boss interpretato da Giuseppe de Domenico).

In mezzo gli Stati Uniti, dove operano i broker, i mediatori, quelli che devono garantire che mittenti e destinatari siano sempre soddisfatti. I personaggi in questo caso sono i membri di una famiglia alto-borghese che potrebbe avere come fonte di reddito un impiego finanziario, ma che invece si occupa di spostare nell’Atlantico navi cargo riempite con carichi che nascondono sorpresine a forma di panetto. Oltre alla parte “lavorativa” c’è anche in questo caso una questione generazionale, con i giovani rampolli Emma (Andrea Riseborough, già in Black Mirror) e Chris (Dane DeHaan, già protagonista dei film Life e Valerian) che prendono in mano gli affari.

L’ampiezza della vicenda è evidente già da questa presentazione sommaria, che fa intuire quanto sia ambizioso il progetto: se i riferimenti più ovvi sono Gomorra e Narcos, va detto subito che, rispetto a questi due titoli, ZeroZeroZero cambia mira, rinunciando ad avere protagonisti forti sempre in scena, per privilegiare una costruzione più complessa e meno immediata. ZeroZeroZero non è una serie che cattura dalla prima puntata grazie a un ritmo a mille all’ora a cui è impossibile sottrarsi, tutt’altro: nel primo episodio, per dire, assistiamo a un punto di svolta nodale della storia dal punto di vista di personaggi differenti, tornando più volte sugli stessi fatti. L’esatto contrario di quello che si trova nel Manuale del Perfetto Pilot Avvincente.

Non si tratta di un difetto, tutt’altro: quello del narcotraffico è un universo talmente esteso da prestarsi alla perfezione a un tipo di trattamento di questo tipo, bisogna solo avere la forza produttiva e autorale per provare ad affrontarlo. La prima è evidente dalla ricchezza di mezzi dispiegata negli episodi (inseguimenti, elicotteri e navi cargo come se non ci fosse un domani), la seconda è garantita dai nomi che abbiamo citato all’inizio e in particolare da quello di Stefano Sollima.

Perché guardare ZeroZeroZero: perché è una serie AmbiziosaAmbiziosaAmbiziosa

Perché mollare ZeroZeroZero: perché avete amato Narcos e questa è un’altra cosa



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