1 Giugno 2020

Serial Moments 429 – Dal 24 al 30 maggio 2020 di Diego Castelli

Flashback dolorosi, tenerezze soprannaturali e comparse migliori dei protagonisti

ATTEZIONE! SPOILER REPUBBLICANI DI WHAT WE DO IN THE SHADOWS, RUN, KILLING EVE, I KNOW THIS MUCH IS TRUE, MAERVEL’S AGENTS OF SHIELD, RICK AND MORTY, DEFENDING JACOB, MRS. AMERICA

8.What We Do in The Shadows 2×08 – Rinnovi e tenerezze
In realtà questo episodio non è ricco di serial moments come i precedenti, benché Nandor e Guillermo che si vogliono bene anche se non vogliono dirlo, mi fa sempre da dire “awwwwww”. Volevo però prendere occasione per dire che What We Do in The Shadows è stata rinnovata per una terza stagione. Il che è proprio un bel serial moment.

7.Run 1×07 – Meno male che c’è Phoebe
Nelle ultime settimane Run mi era salita un po’, in stima, perché accanto a una storia d’amore poco credibile era stata aggiunta una componente di thriller e di grottesco molto più frizzante e gustosa. Il finale, però mi ha nuovamente deluso: in pratica Ruby scopre che Billy l’aveva ingannata fin dal principio, e torna dalla famiglia. Così, semplice, senza manco un guizzo che sia uno. L’ho trovata una soluzione davvero poco interessante, magari coerente con lo sviluppo fino a quel momento, ma davvero poco sorprendente. Boh. Però nei serial moments vogliono comunque segnalare Phoebe Waller-Bridge: la sua tassidermista seduttrice di poliziotte è stata la nota veramente lieta di questi ultimi episodi. Vorrei uno spin-off su di lei, mentre di Ruby e Billy, a conti fatti, non me ne frega niente.

6.Killing Eve 3×07 – Scambi di ruolo
Dal punto di vista dell’evoluzione delle nostre protagoniste, non c’è dubbio su quale sia il serial moment di questa settimana, così come non c’è dubbio che a farne le spese sia la povera Dasha. Che poi… “povera”… è comunque una killer spietata, però vedere sta povera anzianotta prima menata da Villanelle (a cui evidentemente s’è rotto il gene dell’ammazzatrice compulsiva), e poi perfino da Eve, che sembra quasi volerla uccidere a sangue freddo, salvo poi essere interrotta, ci ha fatto un po’ di tenerezza. Mi sembra un azzardo pensare che a un certo punto Villanelle possa essere “quella che non riesce a uccidere nessuno”, mentre Eve diventa una che si sporca le mani di sangue come se niente fosse, ma certo è che alle autrici piace giocare con le nostre aspettative e con quello che crediamo di sapere dei personaggi. Nota di merito anche per la figlia di Konstantin: madonna che ansia mi mette quella ragazzina lì…

5.I Know This Much is True 1×03 – Bambini
Diversi momenti tosti anche nel terzo episodio della serie di HBO, dall’incontro fra i due gemelli, ormai separati da diversi giorni, al ricordo di quando la vasectomia fatta da Dominik in seguito alla morte della figlia divenne la goccia che fece traboccare il vaso del suo matrimonio con Dessa. Più forte ancora però mi sembra la scena iniziale, come di consueto dedicata a un flashback sull’infanzia e poi la giovinezza dei due protagonisti: è qui, nel racconto di come la condizione di Thomas finisca col far diventare Dominik meschino e cattivo, che si nasconde buona parte della disfunzionalità di questa famiglia sfigatissima, nonché una discreta quota dell’intensità del racconto.

4.Marvel’s Agents of S.H.I.E.L.D 7×01 – A spasso nel tempo
Negli ultimi anni, la dinamica è sempre la stessa: nel corso della stagione di Agents of SHIELD finisco col non capirci più niente e perdo interesse. Poi torno per la premiere della stagione successiva, e mi diverto un casino. Così è andata anche quest’anno, col ritorno di Coulson in veste di LMD, il viaggio nel tempo fino agli anni Trenta per combattere i Chronicoms, e la scoperta che i più recenti nemici dei nostri eroi stanno tentando di cancellare lo SHIELD sul nascere. Il piano è uccidere il futuro padre del capo del ramo americano dell’Hydra, con il risultato che Coulson e compagni, per salvare lo SHIELD e forse la nascita di Capitan America, devono anche preservare la nascita dei vecchi nemici nazisti. Insomma, il consueto, gioioso pastrocchione condito di scazzottate e battute smargiasse. Malgrado tutto, sono miei amici e gli voglio bene.

3.Rick and Morty 4×09 – Tutto
Come al solito, si ha sempre l’impressione che ogni singola puntata di Rick & Morty contenga TUTTO, qualunque spunto fantasy-fantascientifico, qualunque riflessione cosmologica, qualunque invenzione, tutto. E così è anche con questo episodio, che parte da Rick che ha messo incinta un pianeta (?????), e che finisce con uno scontro fra umano e divino, condito dall’evoluzione di intere civiltà e dallo scontro fra scienza e fede, quest’ultima capitanata da Jerry che è finito a capo della frangia più stupida dei figli avuti da Rick con il pianeta. Sì lo so, è un macello, ma un macello meraviglioso.

2.Defending Jacob 1×08 – Amarezze
Era difficile immaginare una finale davvero “felice” per Defending Jacob, e infatti la miniserie con Chris Evans chiude con una nota assai amara: il protagonista scopre che il suicidio con confessione da parte di Patz è in realtà una messa in scena ordita dal padre, e quindi l’innocenza di Jacob è ancora in dubbio. A farne le spese psicologiche più pesanti è Laurie, che è sempre più convinta della colpevolezza del figlio, e finisce con lo schiantarsi con l’auto ferendo se stessa e mandando in coma lui. Non ci viene detto se Jacob ha compiuto o meno l’omicidio, ed è giusto così: quello a cui abbiamo assistito è la distruzione di una famiglia per il peso di segreti e bugie lunghe decenni, e per colpa di un sistema culturale, giudiziario e mediatico che tritura e avvilisce, a prescindere dalle responsabilità di ognuno. Che Jacob sia colpevole o innocente, ai fini del racconto, conta davvero poco.

1.Mrs. America 1×09 – A pelare mele
Si conclude anche Mrs. America, che con l’elezione di Ronald Reagan racconta dell’inizio di una delle presidenze più conservatrici della recente storia americana, e dell’accantonamento di molte istanze del movimento femminista di quegli anni. L’ultimissima inquadratura è semplicemente splendida: Phyllis Schlafly, dopo aver passato anni a sguazzare nell’ipocrita posizione di chi combatte le lotte femministe, esercitando però con gusto quegli stessi diritti che in teoria osteggia, si ritrova a un tavolo a pelare mele, tornata improvvisamente casalinga dopo che Reagan le ha rifiutato un posto nella sua squadra, proprio per non far incazzare le donne pro-ERA, che il nuovo presidente vorrebbe comunque tenere buone. E ovviamente il volto di Phyllis, che per tutta la carriera ha sottolineato l’importanza della donna-madre-casalinga, non mostra particolare soddisfazione nel trovarsi costretta in un ruolo che tanto elogiava, ma che evidentemente sentiva troppo stretto per sé.
Che dire, cara mia, ben ti sta…



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