8 Febbraio 2021

Serial Moments 464 – Dal 31 gennaio al 6 febbraio 2021 di Diego Castelli

Suicidi inquietanti, tempeste di fulmini e recasting azzeccatissimi

ATTENZIONE! SPOILER EXTRATERRESTRI DI SHAMELESS, THE STAND, SNOWPIERCER, RESIDENT ALIEN, YOUR HONOR, WANDAVISION

6.Shameless 11×05 – Milkovich
Tutti i migliori moments di questo episodio ruotano attorno ai Milkovich: la svastica marchiata col fuoco, la sciura che possiede la casa dove i Milkovich vivono e che non muore malgrado Frank le stacchi i tubi (anzi gli arpiona i maroni e li strizza per benino), lo sparo esasperato di Liam il cui proiettile, ricadendo verso il basso, finisce proprio addosso a papà Milkovich, apparentemente uccidendolo (anche se dopo i titoli di coda vediamo che non è così). In pratica, dopo averci raccontato per undici stagioni di una famiglia “senza vergogna”, Shameless sta trovando parte della forza per percorrere l’ultimo tratto di strada nella rappresentazione di un’altra famiglia che di vergogna ne ha ancora meno.

5.The Stand 1×08 – gente che muore male
Segnalo The Stand per lo stesso motivo dell’altra volta: non sto cambiando idea sul fatto che sia una serie niente più che media (anzi, in questo episodio trovo ci sia proprio poco spessore narrativo e psicologico), ma in compenso ci sono un sacco di morti gagliarde: Nadine che si lancia incinta dall’ultimo piano del grattacielo, Glen massacrato di proiettili mentre cercava di far ragionare Lloyd, lo stesso Lloyd che finisce ingloriosamente la sua breve carriera da spalla di Randall prendendosi in faccia la struttura che troneggiava sopra la piscina, lo stesso Randall preso a colpi di fulmine (che detta così sembra quasi romantica) prima che l’elettricità inneschi l’esplosione nucleare. Succede tutto in modo un po’ frettoloso e posticcio, perché è un macello gustoso.



4.Snowpiercer 2×02 – Ma non sarà troppo?
Prima dell’inizio del secondo episodio di Snowpiercer, un cartello di quelli che bisogna mettere per legge lanciava un grosso spoiler: occhio che ci sarà una scena di suicidio. Si tratta della morte di Kevin, che era stato rapito come prigioniero di guerra da quelli dello Snowpiercer, e che viene rimandato da Wilford nell’ambito di uno scambio di prigionieri che consente a Melanie di tornare a casa. Il fatto però è che non si tratta solo di un “suicidio”: si tratta di Wilford che, tutto nudo, si mette nella vasca da bagno insieme a Kevin e lo spinge a uccidersi tagliandosi le vene, con il cane di Wilford che poi si mette a leccare avidamente il misto di acqua e sangue.
Cioè, minchia, pretty dark!

3.Resident Alien 1×02 – Chicchine
Dirò la verità: forse non ci sono, nel secondo episodio di Resident Alien, scene che rispondano ai criteri di specifica memorabilità con i quali solitamente scelgo i serial moments. Allo stesso tempo, però, visto che non sono riuscito a inserire nella rubrica la prima puntata, volevo comunque rimediare, anche perché pure la seconda è stata molto brillante, solo in modo costante, sottile e non roboante. Per esempio, però, potrei segnalare Harry che chiama il bambino che lo vede in quanto alieno, cercando di manipolarlo per condurlo alla morte, tirandone fuori niente più che un litigio fra bambocci. Oppure l’escursionista che cade dalla montagna, finisce sospeso in aria a causa del campo di forza della navicella di Harry (o qualcosa del genere) e muore lì, a mezz’aria, con gli uccelli che cercando di banchettare con lui muoiono anch’essi. Oppure ancora i film mentali che Harry si fa per immaginare la morte del bambino, nei quali i personaggi recitano come se li immagina il protagonista, cioè in modo assolutamente non umano. Sì insomma dai, un bell’episodio anche questo.

2.Your Honor 1×08 – Processo
Dopo vari magheggi si arriva al vero e proprio processo contro Carlo Baxter, e l’evidenza non solo della sua colpevolezza, ma proprio della sua malvagità, rende titanici gli sforzi di Michael per impedire la sua condanna, cosa che garantirebbe a lui di avere salva la vita (forse).
Tutto il dibattimento, o quello che abbiamo visto finora, in cui compare anche la sempre brava Maura Tierney di The Affair (e ER), è segnato da una tensione costante e gestita benissimo.

1.WandaVision 1×05 – Meta meta meta
Dopo tre episodi a tutta sitcom e il quarto episodio di spiegone, la quinta puntata di WandaVision unisce i due mondi per raccontarci l’equilibrio sempre più precario con cui Wanda tiene in piedi la sua bolla di posticcia felicità, combattendo caparbiamente tutti coloro che cercano di infrangerla. Nel corso dell’episodio ci sono diverse scene che meriterebbero il serial moment, dalla sigla in versione anni Ottanta ai titoli di coda usati da Wanda per evitare il litigio con Vision, passando per l’uscita all’esterno della protagonista, che in preda a quella che ormai sembra una scissione di personalità intima ai soldati e tecnici all’esterno di Westview di lasciarla in pace con le sue illusioni. Per non parlare del solito spot di metà episodio, che pubblicizzando la carta assorbente “Lagos”, fa riferimento alla città della Nigeria in cui gli Avengers, e Wanda specificamente, causarono la morte di 26 civili scatenando la richiesta di registrazione dei supereroi che diede origine alla guerra civile raccontata in Civil War.
Alla fine, però, il serial moment che schiaccia tutto arriva proprio all’ultimo, quando Wanda litiga con Vision, sente suonare alla porta, e dietro ci trova il fratello Pietro. Solo che il suo viso non è quello di sempre, non è cioè Aaron Taylor-Johnson, l’attore che interpretava Quicksilver nel MCU, tanto che Darcy deve dire, in perfetto serialese: ma che è, Wanda ha ricastato Pietro?
Il dettaglio spaccamascella, in tutto questo, sta proprio nella nuova faccia di Pietro, che è quella di Evan Peters, vecchia conoscenza seriale per tante stagioni di American Horror Story ma, soprattutto, interprete dello stesso Pietro nella saga degli X-Men targata FOX, che non fa parte del MCU. In pratica, è come se dopo aver perso il fratello nel corso di una saga cinematografica, Wanda fosse andata a prendere un altro Pietro, di un’altra saga parallela. Sono cose queste per cui la comunità nerd può anche piangere.



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