30 Agosto 2021

Serial Moments 490 – Dal 22 al 28 agosto 2021 di Diego Castelli

Ladri, poliziotti, allenatori e gigolò

ATTENZIONE! SPOILER ACROBATICI DI AMERICAN HORROR STORY, HEELS, MIRACLE WORKERS, SEE, BROOKLYN NINE-NINE, THE WALKING DEAD, TED LASSO


7.American Horror Story 10×01 – Kevin!
L’inizio della decima stagione di American Horror Story non mi ha lasciato granché. Solite dinamiche, solito cast al punto che la cosa è ormai diventata parodia di se stessa, perfino certe scene e inquadrature che ormai danno l’impressione di guardare sempre lo stesso episodio (quante volte abbiamo visto, in questo franchise, indifese famiglie traslocare in case inquietanti inquadrate dal basso?).
Però una cosa bisogna dirla: in questa stagione c’è anche Macaulay Culkin, e quindi in pratica abbiamo Kevin di Mamma ho perso l’aereo che interpreta un gigolò bisessuale. Ai serial moments una cosa così ci arriva per forza.

6.Heels 1×02 – Le dimensioni non contano
Ancora una volta, la qualità di Heels sta nella costruzione globale della vicenda dei fratelli Spade, più che nella ricerca di specifiche scene “cult”. Però bisogna anche dire che in questo episodio, quando la rissa da bar in cui Ace e Jack sono stati coinvolti viene chiusa definitivamente da una mossa acrobatica di Crystal che atterra un tizio tre volte più grosso di lei, l’applauso è partito, così come una certa sorpresa dei forzuti protagonisti.

5.Miracle  Workers 3×07 – Eroi(?)
Fin dall’inizio Miracle Workers è una serie molto metatestuale, che riflette, oltre che sul contenuto della sua narrazione, anche sulle sue forme in rapporto al sistema dei generi, al confronto fra il classicismo e la modernità ecc. In questo episodio, incentrato sul percorso che porta Benny dall’abbandono del gruppo al ritorno all’interno di esso, c’è la decostruzione di un certo archetipo di eroe classico americano (bianco, solitario, problematico, votato alla gloria), che viene smontato prima di tutto mostrando che non deve per forza essere lui il protagonista (specie in una storia che ha al centro la vicenda dei nativi americani), e poi che rinunciare a una gloria posticcia e forzata può far guadagnare qualcosa in termini di serenità e amicizia. Magari il messaggio è un po’ sdolcinato, ma è tutt’altro che sciocco.

4.See 2×01 – Fratelli
C’è voluto più di un anno e mezzo per il ritorno di See, ma l’attesa ha dato i suoi frutti. La premiere della seconda stagione è un episodio bello pieno, di eventi, di combattimenti ben coreografati, di scenari naturali e industriali di grande impatto visivo. E come ciliegina sulla torta, c’è anche la nuova faida familiare fra Baba e suo fratello Edo, che sono in rapporti diciamo… bruttini da quando, molto anni fa, Baba ha ucciso il loro padre. E a interpretare il piccolo Edo (cioè, piccolo metaforicamente) c’è niente meno che Dave Bautista, così che in pratica ora abbiamo una famiglia composta da Khal Drogo di Game of Thrones e Drax de I Guardiani della Galassia. Mica male.

3.Brooklyn Nine-Nine 8×05 – Tigri e tucani
Siamo quasi alla fine di Brooklyn Nine-Nine e un po’ di cerchi cominciano a chiudersi definitivamente. Come quello che della stramba amicizia fra Jake e Doug Judy, poliziotto e ladro uniti da un affetto tanto stravagante quanto sincero, che in questo episodio si trovano insieme per un ultimo viaggio, quello che dovrebbe portare Doug in prigione. Alla fine non ci andrà, o meglio ci arriverà ma riuscirà a fuggire ad Amsterdam, lasciandoci il dubbio non risolto se sia stato o meno Jake a dargli gli strumenti per evadere, dopo averlo effettivamente condotto in galera fra mille peripezie. Com’è, come non è, la conclusione di questa storia ci ha dato la precisa percezione, per la prima volta in questa stagione, che la serie sta per finire. Brutta storia.

2.The Walking Dead 11×01 – L’ultimo ritorno
Siamo all’undicesima stagione e all’ultima premiere di The Walking Dead, che si concluderà al termine di questo ciclo di episodi. La serie è durata probabilmente più del dovuto, e si sente ormai da tempo il bisogno di una chiusura, ma resta il fatto che sto dietro a questa gente da undici anni e quindi fa comunque un certo effetto assistere all’ultimo “esordio”. Peraltro un serial moment dignitoso c’è eccome: è ormai diverso tempo che Negan cerca di riabilitarsi agli occhi degli altri e forse di se stesso, ma nell’ultima scena lo vediamo rifiutare un aiuto a Maggie che sta quasi per precipitare in mezzo agli zombie. Non sappiamo cosa effettivamente succederà (anche se la sopravvivenza di Maggie, almeno per il momento, credo sia scontata), ma intanto siamo scombussolati da quello che effettivamente sembra un ritorno alla malvagità che, di per sé, non mi piacerebbe molto, ma sono anche curioso di vedere come la gestiscono.
(Va da sé che non leggendo i fumetti non so se questa cosa c’era e cosa rappresentava, vi prego di non spoilerare nei commenti, grazie).

1.Ted Lasso 2×06 – Paura
Finalmente, come era logico aspettarsi, Ted finisce l’episodio chiedendo a Sharon di fissare un appuntamento per farsi aiutare, un epilogo abbastanza prevedibile eppure a lungo atteso dopo l’ingresso nel cast dell’enigmatica dottoressa. E ci si arriva “alla Ted Lasso”, dopo un episodio per alcuni aspetti entusiasmante, con Roy che riesce a far migliorare Jamie trovando un equilibrio fra la sua stronzaggine e la sua recente capacità di stare in gruppo, e soprattutto con un bel riscatto da parte di Nate, che quando Ted abbandona il campo dopo la crisi di panico, prende in mano la squadra e la porta alla vittoria grazie al suo acume tattico.
A essere interessante è il motivo per il quale Ted è andato giù di testa: a metterlo in difficoltà è stato l’improvviso ritorno dell’agonismo, delle urla dei tifosi, di una certa cattiveria che, entro certi limiti, è parte integrante dello sport, e che lui non riesce gestire. Ecco allora che la sua proverbiale bontà non ci appare più solo come la caratteristica un po’ “fantasy” di un personaggio completamente irrealistico, ma forse come la barriera difensiva con cui Ted tiene a bada un’oscurità che comunque possiede e che era visibile già nella prima stagione. Per dirla in modo più concreto, siamo in presenza di una serie leggera, spensierata e divertente, ma che non rinuncia neanche per un attimo allo spessore dei suoi personaggi.



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