20 Settembre 2021

Serial Moments 493 – Dal 12 al 18 settembre 2021 di Diego Castelli

Gambe spezzate, cantanti accusati e preti con gli addominali

ATTENZIONE! SPOILER AUTUNNALI DI ONLY MURDERS IN THE BUILDING, MIRACLE WORKERS, WHAT WE DO IN THE SHADOWS, HEELS, TED LASSO, SCENES FROM A MARRIAGE, THE MORNING SHOW, BROOKLYN NINE-NINE

8.Only Murders In The Building 1×04 – Sting e Tina
Alla fine non ho capito se questo episodio andasse messo in questa settimana o nella scorsa (c’è solo una settimana di differenza fra l’uscita degli episodi in America e in Italia, e questa cosa mi lacera dentro). Detto questo, non si poteva passare sotto silenzio la puntata in cui a essere accusato dell’omicidio di Tim Kono è niente meno che Sting, che naturalmente non c’entra nulla ma intanto ci regala una versione stramba, semi-idiota, ma comunque affascinante di se stesso. Ma poi c’è pure Tina Fey, di cosa stiamo parlando?

7.Miracle Workers 3×10 – Cannonate proprio lì
Finale di stagione bello frizzantino: Todd si trasforma in una sorta di imperatore romano edonista il cui unico intrattenimento è una continua orgia casalinga, e Prudence gli fa saltare le pudenda con una cannonata quando effettivamente è diventato chiaro che Todd è l’unico che merita di morire per davvero, non fosse altro per aver unito stupidità e malvagità in modo intollerabile. Benny e la figlia fanno pace, Zeke e Prudence cominciano una nuova vita insieme, e le bigotte mormone ripartono per trasferirsi in Florida. Un’altra stagione chiusa con affetto ed efficacia, con un’ultima menzione speciale per gli addominali di Harry Potter.

6.What We Do In The Shadows 3×04 – Bazinga!
I nostri vanno ad Atlantic City, Nandor si mette a giocare a una slot machine ispirata a The Big Bang Theory, e quando vice urla “Bazinga”.
Non credo di dover aggiungere altro.

5.Heels 10×5 – Quella gamba lì me la sogno di notte
Altra puntata molto solida di Heels, in cui la trasformazione di Ace in cattivo (non solo sul ring) raggiunge un apice con la rottura della gamba di Bobby, momento violentissimo ma anche perfettamente calibrato dal punto di vista narrativo: durante quella serata si incastrano l’escalation malvagia di Ace, il tentativo (riuscito) di Bill Hancock di riprendersi la scena, ma anche l’aiuto che lo stesso Bill offre a Jack, che nonostante la concitazione riesce a mantenere abbastanza sangue freddo da sfruttare l’incidente per ottenere il posto alla mega-fiera che tanto sognava. Insomma, storie corpose e fiato sospeso, approvatissima.

4.Ted Lasso 2×09 – Coach Beard
Qualche settimana fa Ted Lasso ci aveva regalato il meraviglioso episodio natalizio, che in realtà era una delle due puntate “aggiuntive” commissionate da Apple agli autori quando ormai la sceneggiatura della stagione era praticamente completata. Tre giorni fa abbiamo visto il secondo di questi due episodi, che si è concentrato tutto su Coach Beard. Il silenzioso e monoespressivo braccio destro di Ted aveva preferito tornare a casa da solo dopo la brutta sconfitta col City, ma invece di andarsene a dormire nel suo appartamento decide di vagare per la città, in parte in compagnia dei tre super-tifosi del Richmond che stazionano sempre al pub. Quello che ne esce è una strana odissea al neon in cui il nostro finge di essere un ex professore di Oxford, poi sta quasi per trombare con una misteriosa signora in rosso, poi viene quasi menato dal forzuto fidanzato di lei, poi viene menato per davvero dal padre di Jamie e salvato all’ultimo momento dal forzuto che prima lo voleva picchiare, poi finisce in chiesa a pregare, e poi in discoteca a ballare con un hula hoop e a riconciliarsi per l’ennesima volta con Jane, che finalmente dice che lo ama. Tutto questo prima di tornare in ufficio con pantaloni da Tony Manero e dormicchiare placidamente mentre Ted e gli altri riguardano la partita persa in versione velocizzata con musichette di Benny Hill. Un sogno, una deviazione, una parentesi nella vita evidentemente movimentata del membro più pacato e silenzioso del team. Forse non lo ricorderemo come l’episodio migliore della serie, ma lo ricorderemo. Il che non è male comunque.
(E fra parentesi, la prima puntata in cui Roy Kent non è un idolo assoluto. Ma solo perché non c’è)

3.Scenes from a Marriage 1×01 – Aborto
Il Villa ha già parlato nel dettaglio del pilot di Scenes From a Marriage, e in sede di serial moments vale la pena sottolineare la costante tensione che la serie riesce a costruire usando esclusivamente il dialogo e l’interpretazione degli attori, bravissimi nel mettere in scena personaggi apparentemente tranquilli e centrati, ma anche visibilmente lacerati da pulsioni e fragilità profonde. In questo senso, la scena probabilmente migliore è quella dell’aborto, con entrambi i protagonisti straziati da una scelta che evidentemente non sentono di abbracciare fino in fondo, ma di fronte alla quale non arretrano, sostenendosi a vicenda in un modo che a loro in quel momento sembra giusto e doveroso, ma che in realtà gli fa più male che bene. Davvero doloroso da guardare.

2.The Morning Show 2×01 – 2020, ahia!
Torna la prima serie rivelazione di Apple TV+, e lo fa con un episodio che riparte da dove aveva lasciato (al punto che onestamente alcune cose non me le ricordavo) per poi sviluppare nuovamente le storie di Alex, Bradley e Cory con il chiaro intento di riportare tutti sotto lo stesso tetto televisivo. La chicca però sta alla fine: durante la festa per l’anno nuovo vediamo un Cory pieno di ottimismo per essere appena riuscito a convincere Alex a tornare nel programma. Solo che un attimo dopo apprende una brutta notizia per la rete mentre una tizia dietro di lui starnutisce, dettaglio apparentemente insignificante se non fosse che l’anno che sta iniziando è il 2020. Caro Cory, non la sai proprio la tempesta che sta arrivando!
(PS Gli autori all’epoca non pensavano di dover scrivere di Covid, manco sapevano cos’era, il Covid, ma alla fine la sceneggiatura è stata modificata per stare dietro all’attualità. Vedremo cosa ne uscirà)

1.Brooklyn Nine-Nine 8×10 – Gran finale
E anche Brooklyn Nine-Nine ci lascia. Dopo otto stagioni, condite da qualche scossone (come la cancellazione dopo la quinta stagione da parte di FOX, e la resurrezione per mano di NBC), Jake Peralta e tutti gli altri amabili pazzoidi del distretto 99 abbandonano il piccolo schermo e lo fanno nel modo tipico di molte sitcom, cioè con l’abbandono dei luoghi del racconto da parte di un folto gruppo di personaggi, a cominciare dal protagonista.
Il doppio finale è intrecciato e deliziosamente complesso nel racconto di un ultimo colpo/rapina simulata (non so come tradurre in italiano la parola “heist”, non so come è stata doppiata per la messa in onda nel nostro paese), ma ovviamente le scene che ci strappano il cuoricino stanno alla fine, quando Jake ha un momento di confronto sincero e accorato con il capitano Holt, quando salgono tutti insieme sull’ultimo ascensore, e quando alla fine vediamo che Jake e gli altri torneranno sempre, nelle feste comandate, per continuare con i loro giochi e non dimenticarsi di chi ancora lavora al Nine-Nine. È stato un bel viaggio, soprattutto un viaggio divertente, grazie di tutto.



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