10 Dicembre 2021

Landscapers – La zampata di fine anno di HBO con Olivia Colman di Marco Villa

Ci sono serie che ruotano intorno a un’idea forte, altre che hanno nell’identità visiva il proprio plus, altre ancora che puntano tutto sull’originalità della scrittura. Landscapers è una serie fatta di due interpreti, intorno ai quali ruota tutto, dal primo all’ultimo istante del primo episodio (ma non ci sono dubbi che sarà così anche per gli altri).

Landscapers (su HBO dal 7 dicembre e in Italia su Sky e NOW dal 14 gennaio) racconta una storia vera, quella dei coniugi Susan e Cristopher Edwards, una coppia della provincia inglese che venne arrestata e poi condannata nel 2013, in seguito al ritrovamento dei cadaveri dei genitori di Susan, nel giardino sul retro della loro casa di Nottinghamshire. I corpi sono lì da quindici anni, da quando gli anziani sparirono nel nulla e da quando gli Edwards si trasferirono in Francia. Quindici anni sono tanti e dopo tutto questo tempo all’estero, Susan e Christopher si ritrovano senza un soldo: ultracinquantenni, non riescono a pagare l’affitto, Christopher non trova più un lavoro e, in un momento di scoramento, mentre chiede aiuto alla madre adottiva, arriva a confessarle l’omicidio. La donna avverte la polizia, mettendo così in moto la vicenda giudiziaria. 

Landscapers racconta la vicenda giudiziaria degli Edwards, ma viene da dire che si tratta di una parte non così rilevante della serie. Quello che interessa davvero è provare a entrare nella testa dei due personaggi principali, per capire come ragionano e soprattutto per provare a comprendere il loro legame. Susan e Christopher sono legatissimi, in un rapporto di mutua dipendenza che da un lato ha portato all’omicidio, dall’altro è stato ulteriormente rinsaldato proprio dalla condivisione di un segreto così grande. E qui arriviamo agli interpreti, che sono Olivia Colman e David Thewlis. Olivia Colman nel corso degli anni ha portato sullo schermo (grande o piccolo, poco conta), personaggi che, sotto un aspetto ordinario e quasi dimesso, nascondono un continuo tumulto interiore. Susan è forse la figura che porta all’estremo questa tipologia di personaggio, perché si tratta di una figura romantica e sognatrice, che vive in un mondo cristallizzato nel cinema degli anni 50 e della Hollywood classica, ma allo stesso tempo deve affrontare un presente fatto di squallidi appartamenti e soldi che non ci sono. 



Christopher in questo è più concreto, è il componente della coppia che si rende conto in modo più evidente dello stato delle cose, ma il suo amore per Susan è totalizzante e non ammette cedimenti: la sua è una figura profondamente tragica ed è incredibile il lavoro sul corpo compiuto da Thewlis (Remus Lupin di Harry Potter e Varga di Fargo, nella stagione con Ewan McGregor). Per stare accanto alla donna della sua vita, ha accettato di diventare un criminale e un latitante e questo conflitto lo lacera in ogni istante, perché anche solo il pensiero di tradire il patto con la moglie lo fa soffrire fisicamente.

Nel primo episodio ci sono due scene che spiegano con precisione i personaggi e il modo in cui questi due attori hanno scelto di interpretarli. Uno riguarda Susan e la mostra nella stanza da letto del fatiscente appartamento che divide con il marito: sta guardando un film western su una piccola televisione, ma la regia fa sì che quella piccola immagine diventi uno schermo gigante, che ingloba tutte le pareti e la stessa Susan, impegnata a guardare il film con occhi sognanti, portata in tutt’altro tempo e spazio. La scena che riguarda Christopher è agli antipodi: è in una cabina telefonica e sta chiamando la matrigna, in una disperata richiesta di aiuto. Lui non vorrebbe chiamarla, perché con la moglie ha deciso di non farlo, così la telefonata è intervallata da calci e colpi di testa contro la cabina stessa, come se il suo corpo si stesse ribellando a ciò che sta facendo la testa.

Landscapers è una serie molto intensa, che viene però stemperata in un tono che ricorda da vicino i fratelli Coen. Pur essendo personaggi caratterizzati da una vena tragica ed essendo due assassini, i due protagonisti non sono mai ripugnanti, al contrario: è evidente che la vita con loro non è stata tenera e che probabilmente il combinato disposto delle loro esistenze ha scatenato qualcosa di malato. Potenzialmente è un dramma senza fine, ma nel corso del primo episodio sono tanti i momenti in cui Ed Sinclair e Will Sharpe (rispettivamente autore e regista) spingono per sdrammatizzare, sfruttando in questo senso soprattutto le figure dei poliziotti e mettendo in scena le loro stupide liti. 

Quello degli Edwards è una sorta di lucido delirio: i due sono perfettamente in grado di intendere e volere, ma allo stesso tempo non sembrano così collegati con la realtà, al punto da preferire l’arresto e la (sicura) condanna rispetto a una vita sempre più complicata e senza soldi. Perché dal primo episodio una cosa emerge con forza: nessuno li stava cercando e nessuno stava più cercando i genitori scomparsi, sono loro a fare il passo di auto-denunciarsi e poi di costituirsi, convinti che la loro unione saprà resistere a qualsiasi ostacolo. E scusate la scorciatoia forse troppo facile, ma il collegamento mentale immediato è ai coniugi Rosa Bazzi e Olindo Romano, responsabili dei delitti di Erba del 2006 e a loro volta caratterizzati da un attaccamento morboso.

Resta solo da sottolineare il lavoro eccezionale compiuto da Will Sharpe a livello di regia, con alcune intuizioni interessanti (come rende gli scambi di email, per dirne una) e un continuo gioco di fotografia e filtri che muove le scene anche quando raccontano persone ferme o poco più. Se non si fosse capito, Landscapers è una serie di ottimo livello, che potrebbe diventare da punto esclamativo se lungo i quattro episodi dovesse riuscire a trovare una crescita narrativa. Altrimenti, avremmo comunque una serie notevole, con due interpreti in stato di grazia e un regista che si fa mettere nella lista di quelli da tenere d’occhio.

Perché guardare Landscapers: per la prova dei personaggi principali e per l’ottima regia

Perché mollare Landscapers: perché non è facile da inquadrare e per questo può disturbare



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