21 Febbraio 2019 2 commenti

Cosa vedremo su Sky Atlantic nei prossimi mesi di Marco Villa

Dal finale di Game of Thrones alle coproduzioni originali: tutte le novità di Sky Atlantic

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Un grande finale, due ritorni eccellenti, tanti nuovi inizi. Dovendo sintetizzare al massimo, la programmazione Sky Atlantic dei prossimi mesi può essere riassunta così. Il grande finale ovviamente sappiamo tutti qual è, visto che è da quasi un anno e mezzo che stiamo facendo il conto alla rovescia. Il 15 aprile la stagione finale di Game of Thrones andrà in onda su Sky Atlantic in contemporanea con la programmazione di HBO negli Stati Uniti: sei episodi per chiudere una serie che fa già parte della storia della televisione per numeri, impatto e portata. Otto anni fa, quando Game of Thrones iniziò, il panorama era completamente differente: basti pensare che tra la messa in onda statunitense e quella italiana passarono sei mesi. Un lasso di tempo che oggi è impensabile oggi, almeno per le serie di punta come la saga tratta da Martin o come True Detective, che si avvia al finale della terza stagione.

BILLIONS



Quarta stagione invece per Billions, una delle serie più raffinate e ambiziose di questi anni: uno scenario apparentemente di nicchia non è stato un ostacolo per il successo della serie di Showtime, tutto basato sulla coppia Damian Lewis-Paul Giamatti, con l’altra coppia Maggie Siff-Malin Akerman tutt’altro che in secondo piano. Billions arriverà su Sky Atlantic a primavera, mentre sarà l’estate a fare da sfondo alla seconda stagione di Big Little Lies (HBO), trasmessa in contemporanea con gli USA. Una stagione che è arrivata quasi a sorpresa, dopo che gli autori si erano in un primo tempo detti soddisfatti della storia raccontata con i primi dieci episodi. Facile immaginare che il focus della serie sarà nuovamente il cast: ai nomi stellari di Nicole Kidman, Shailene Woodley, Reese Witherspoon e Zoe Kravitz si è aggiunto quello della più brava di tutte. Meryl Streep è entrata nel cast, nel ruolo della madre del defunto Perry, che arriva in California per controllare cosa sta succedendo.

Se l’attesa per i ritorni è alta, come sempre a incuriosire di più sono i nuovi prodotti. Partiamo da quello che da queste parti suscita più curiosità: si chiama City on a Hill, è una produzione Showtime e racconta di come negli anni ‘90 la città più violenta d’America abbia visto calare dell’80% il tasso di omicidi. È quello che è stato definito Boston Miracle e in City on a Hill viene raccontato con le facce di Kevin Bacon e Aldis Hodge, che rappresentano la legge in una città pressoché allo sbando. Ah, accreditato alla sceneggiatura c’è un certo Ben Affleck, mentre Matt Damon è tra i produttori. Le prime immagini sono violente e potenti, con una fotografia anni ’90 che cala subito nell’atmosfera. Insomma, qui siamo in attesa.

Passando a HBO, i titoli da segnare sono quattro. Il primo è Catch-22, previsto per maggio, di cui vi abbiamo già ampiamente parlato e su cui ribadiamo la nostra scommessa. Il secondo è un altro titolo con un’aura mitica: Watchmen. Tratto dai fumetti di Alan Moore, ha come showrunner Damon Lindelof, ovvero l’uomo che per sempre si porterà dietro la frasetta “Quello di Lost”, ma che è una sicurezza in fatto di forza dei titoli che segue.

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Gli ultimi due titoli sono direttamente delle coproduzioni Sky – HBO e sono due storie molto europee. La prima è Catherine The Great, in cui Helen Mirren torna a vestire i panni di una regina dopo la prova superba di The Queen. La vicenda è ovviamente quella della grande imperatrice di Russia, tra intrighi di corte, doppi giochi e incastri politici. E amori clandestini, altrimenti che corte sarebbe?

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In chiusura, una delle serie più stimolanti, dedicata a un tema molto potente, ma fin qui poco esplorato: Chernobyl. È questo il titolo di una serie che mette sul piatto tre attori eccezionali come Emily Watson, Stellan Skarsgaard e Jared Harris (The Terror) e racconta cosa è successo appena dopo l’esplosione del reattore nucleare avvenuta in Ucraina nel 1986.

Perché, davvero pensavate di darvi alla vita all’aria aperta? Su, non scherziamo.

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